AdWords: 4 consigli sul CTR

Di - 15 January 2013 - in

Dopo aver affrontato varie problematiche di ottimizzazione legate in particolar modo all’ambito turistico, vorrei parlare oggi di come migliorare il CTR, o meglio di come tenere sotto controllo il CTR per avere un’esperienza di qualità superiore.

Di fatto il CTR è un parametro che forse più di altri concorre all’aumento del punteggio di qualità. Più è alto il CTR, cioè il tasso di clic su 100 ricerche – Clickthrough rate – maggiore è l’evidenza che il mio annuncio garantisce appeal ai cercatori.
Partirei proprio da qui dunque… dall’annuncio e da come questo influenzi postivamente e/o negativamente il CTR.

L’annuncio
Una delle opzioni più bistrattate perché scarsamente forzata, è proprio la possibilità di creare più versioni di uno stesso annuncio da far convivere in uno stesso gruppo annunci.
Durante un Master, un gruppo di ragazzi inserì un numero enorme di annunci ed inizialmente mi preoccupai di far notare che erano veramente troppi. In realtà ebbero ragione loro.
L’alto numero di annunci – in relazione alle elevate impressioni – aveva garantito di analizzare il rendimento degli annunci stessi partendo proprio dal diverso CTR.
Non esiste un numero preciso. Sicuramente un solo annuncio non restituisce dati se non quelli che lo stesso ed unico impone. Usate come abitudine quindi, la regola di inserire almeno (e se sono di più è meglio) 2 annunci.

Le corrispondenze delle parole chiave
Questa è una trappola. Di fatto se una parola chiave è a corrispondenza estesa, sapere che ha un CTR del 10% è superfluo. Un non valore in sostanza. Cercate di accedere ai termini di ricerca reali per quella parola, per capire il CTR specifico sulle “long tail” e quindi valutare dove il CTR è più alto. Create quindi corrispondenze diverse per ogni chiave per forzare il CTR a lavorare su percentuali più alte possibili.
E non dimenticate le chiavi a corrispondenza inversa, che di fatto saranno quelle che fuori dall’ambito del vostro annuncio, produrranno CTR più bassi.

Attenti alla posizione
Una posizione più alta solitamente garantisce CTR più elevati. Non è sempre vero, sopratutto se nel vostro annuncio sono presenti elementi di sicuro interesse; ad esempio un prezzo più basso dei competitor. Ma può succedere molto spesso che gli annunci tendano (purtroppo) ad essere simili tra di loro.
Una posizione più elevata garantirà più clic. Occhio ancora una volta alla corrispondenza delle parole chiave. Se è estesa, la posizione a monitor non è in realtà quella reale, ma è una media delle diverse query che hanno maturato l’impression.

Uno sguardo alla organica
Il CTR non è un parametro che guarda solo ai dati degli annunci a pagamento. Fate attenzione qui. Spesso capita che a fronte di un CTR paurosamente alto, la qualità della chiave sia bassa. Ecco in questi casi è probabile che un annuncio organico ottenga maggiore quantità di clic.
Analizzate quindi i risultati organici e cercate di creare un annuncio che sia oggettivamente migliore di quello free. E come vedete il cerchio si chiude… e si riparte dagli annunci.

Naturalmente sono solo 4 semplici consigli, un buon punto di partenza per ammaestrare il CTR, conoscerlo e di fatto usarlo per migliorare radicalmente tutta la campagna.

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Andrea "Blubit" Testa Articolo scritto da

Andrea "Blubit" Testa lavora come consulente per la pubblicità online dal 1993 e si è specializzato nelle campagne SEM dalle prime piattaforme di keyword advertising in pay-per-clic. E' Top Contributor di Google AdWords dal 2010.

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