AdWords e i (molti) vantaggi dei sitelink

Di - 28 January 2014 - in
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Da sempre i sitelink rappresentano una risorsa per l’aumento del CTR, sia in ambito organico che nelle campagne PPC. È curioso però capire in che modo questi determinino un aumento dei click. Vari studi effettuati sull’impatto degli stessi in ambito di incremento accessi, stabiliscono che il click non si concretizza tanto sui sitelink stessi, ma sull’annuncio principale, ossia sul collegamento principale. Il motivo è semplice ed è tendenzialmente riconducibile al fatto che non solo l’annuncio occupa più spazio e quindi determina una più larga visibilità sul “territorio cliente”, ma evidenzia una assoluta credibilità sulla scelta, uno stimolo in poche parole.
È infatti ambiguo costume di chi usa non sempre bene i sitelink, assegnarli all’annuncio per dirottare su categorie diverse da quelle scelte dal cliente (non che sia sbagliato, ma testate sempre).
I sitelink – come detto – vanno testati… è vero che non si può fare un TEST A+B sugli stessi, poiché vengono comunque selezionati dal sistema sulla base dell’effettivo appeal (CTR primariamente), ma è altrettanto vero che mediamente possiamo usare un benchmark, per capire come stanno impattando.
Recenti studi Google, dicono che il CTR cresce fino al 10-20%, con un incremento dal 20 al 50% se la chiave è brandizzata.
L’uso strategico dei sitelink deve essere nella domanda, da un po’ di tempo identificata dal termine “intento”. Se cerco “scarpe eleganti” perché il sitelink deve mostrarmi borse, o portafogli… o il profilo dell’azienda? Non sarebbe più utile mostrare i tipi di scarpa (Oxford, Derby, Polacchini…) o magari accessori per le stesse?

È qui che dobbiamo testare; e poi ricordatevi che è possibile misurare il traffico da Analytics. Là vedrete l’impatto dei click sui sitelink. Quali – per esempio – producono maggiore qualità di penetrazione nella visita?
Abbiamo parlato delle chiavi brandizzate. Ebbene spesso i grandi marchi hanno bounce rate da capogiro (al negativo)… anche fino al 90%. E generalmente ciò dipende da una cattiva propensione dell’utente alla “caccia al tesoro” (dove si trova l’informazione?), o semplicemente perché l’informazione che viene cercata è di veloce consultazione e poi è fine a se stessa. Qui usare un sitelink aiuta molto, perché si può fare entrare il cliente nell’ambito di una ricerca più guidata. <<Io sono “Nome Azienda”, e questi sono i miei prodotti.>>

Altra cosa che dobbiamo prendere in considerazione sui sitelink, è quella di sfruttare il numero di 6 per la search desktop e 4 per il mobile, ricordandosi che gli stessi devono essere diversi (meglio) tra device. Chi cerca da telefono avrà probabilmente necessità diverse da chi usa il desktop. Riflettiamo su questo aspetto!
Altrettanto strategico è l’uso della descrizione sui link… aumentano lo spazio e forniscono innegabili informazioni esaustive.

Insomma, una delle estensioni a disposizione con più finalità strategiche. Tocca a voi scoprire come farli calzarle al meglio nel vostro piano marketing.

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Andrea "Blubit" Testa Articolo scritto da

Andrea "Blubit" Testa lavora come consulente per la pubblicità online dal 1993 e si è specializzato nelle campagne SEM dalle prime piattaforme di keyword advertising in pay-per-clic. E' Top Contributor di Google AdWords dal 2010.

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