AdWords e le Campagne Potenziate nella Rete Display

Di - 8 April 2013 - in
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Pur dovendo spesso raccontare cose che in Italia ancora non ci sono, trovo interessante e piacevole poter fare una panoramica delle funzioni possibili in AdWords anche al solo scopo di aumentare un dibattito costruttivo e proattivo sulle attività di marketing.
Trovo invece troppo spesso incocludente il limite linguistico che porta una piattaforma a poter godere prima di determinate funzioni, anche solo in un’ottica di mercato globale che di fatto, non garantendo ad uno di poter fruire di tutte le potenzialità di una determinata piattaforma, offre il fianco sguarnito al competitor che può subentrargli nel mercato. Spesso abbiamo visto – sopratutto dentro la Crisi – come a fronte di cali di domanda, sia ancora più selvaggia la corsa ad accaparrarsi una determinata richiesta, producendo un’offerta competitiva.

Se il Web è oggi il principe della pubblicità, garantire ad un mercato di poter ammaestrare i clienti degli altri, non credo sia utile. Banalmente, la difficoltà di rendimento sta anche nella convinzione tipicamente americana che il “Marketing” sono loro, ma se poi andiamo a vedere i “quadri” scopriamo che nei team di sviluppo e produzione – nonché in quelli creativi – figurano in buona percentuale indiani o comunque asiatici e molti europei con una interessante parte di italiani.
Il punto è allora questo: non è che il marketing statunitense è più efficace perché è più semplice il target a cui si rivolge? Attenzione… non voglio dire che la “psicologia” dell’utente medio americano sia più elementare di quella di un italiano, di un giapponese o di un russo. Dico solo che se diverse realtà si uniscono per “aggredire” un unico target è probabilmente più semplice arrivare ad un risultato.
Questo è poi il problema che porta spesso ad avere risultati inferiori o comunque sotto alle aspettative quando un concetto si trasferisce da una costa all’altra dell’oceano. Pensiamo alle classiche landing page all’americana, nelle quali trovo tutto e subito. Se le riporto alla naturale diffidenza italiana la percentuale di conversione è quasi imbarazzante, nel senso che qua convertono molto meno!

Detto questo, le potenziate, che io in tutta sincerità apprezzo ormai insindacabilmente, stanno pian piano affermandosi anche a livello di display, ma è una ciliegina attualmente disponibile sopratutto per il mercato USA. Pensiamo che la display è così variegata ed ancora potenzialmente da scoprire, che il range di modifica può essere addomesticato dal -90% al +900%.
In un contesto nel quale ancora oggi un risultato soddisfacente di CTR si attesta a partire dallo 0.10% contro un benchmark del 3% sulla ricerca, resta e risulta evidente che la gara al profitto sulla display sarà davvero selvaggia.
Il perché è semplice. Nella ricerca, all’intento si aggiunge il contesto. Cerco pizza da un telefono alle 20.
Sulla display vogliamo banalmente solo parlare di demografico o remarketing? In poche parole.. quanto può diventare produttivo aggiustare un’offerta -anche in modo piuttosto violento – per una cliente che sta navigando in un blog di cosmetici, è giovane ed ha in precedenza comprato sul nostro sito online una trousse?
Non si tratta più di rafforzare chiave, località, device o orario. Si tratta di rafforzare il presidio.

Solo se consideriamo sesso e fascia di età siamo in grado di immaginare scenari (ancora) incontaminati e paurosamente (in senso buono) produttivi.
Nell’attesa che (e ci siamo) determinate opzioni vengano garantite anche nella ricerca (siamo ancora a livelli di pre-beta), immaginare quanto può illimitatamente produrre, rende stavolta davvero fastidioso lo stare alla finestra ad aspettare; ma noi italiani, navigatori, poeti e seduttori, sono sicuro che riusciremo ad arginare presto lo svantaggio temporale, se non altro adoperando un pizzico di fantasia e storia che da sempre contamina positivamente il nostro cammino e la nostra crescita professionale.

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Andrea "Blubit" Testa Articolo scritto da

Andrea "Blubit" Testa lavora come consulente per la pubblicità online dal 1993 e si è specializzato nelle campagne SEM dalle prime piattaforme di keyword advertising in pay-per-clic. E' Top Contributor di Google AdWords dal 2010.

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