AdWords incontra AdMob

Di - 12 June 2012 - in

Se partiamo dal presupposto che le pubblicità su device mobile vengono notate più spesso che su altri media, semplicemente perché l’utente si aspetta da queste una soluzione ad un eventuale problema, risulta evidente che una pubblicità concepita per il mobile debba cooesistere con una tradizionale (in ambito digitale), ma su un piano decisamente contrapposto.

Immaginiamo il mondo della pubblicità come un palazzo su più piani… ogni piano è un media; uno per la stampa, uno per la radio, la tv (eccetera) e poi all’ultimo piano, all’attico, c’è la pubblicità collegata all’uso della rete.
Solo che invece di esserci un’unica porta, almeno per ora, coesistono sullo stesso pianerottolo due ingressi separati: uno per i desktop ed uno per i telefoni.

La chiave è proprio nel loro nome inglese, cioè SMARTphone… ovvero per semplicità, telefoni-intelligenti.
Curioso è che smart abbia accezioni diverse se usato come sostantivo (positivo) o verbo (negativo)… e quindi se vogliamo giocare un po’ con le parole, possiamo dire che il telefono è smart (intelligente) se ti aiuta a produrre e completare un’azione, o smart (che dolore!) se non ti aiuta a compierla.

Così è la pubblicità che gira sui – all’italiana – telefonini.
Non dobbiamo imporre ai nostri fruitori delle massicce campagne basate su schemi opt-out, ma dobbiamo necessariamente partire dal presupposto, che in quanto ad utilità, tutte le campagne mobili – presentandosi nel momento del bisogno – sono di fatto di matrice opt-in.

E come al solito il nostro fedele amico Google ci dà una mano, sempre pronto a rendere la vita più facile (vedi “buono a sapersi”, no?) garantendoci una frammentazione dei propri “ad” inglobando nel complesso sistema AdWords anche la piattaforma AdMob, acquisita dal colosso di Mountain View circa due anni fa.

In sostanza partendo da AdWords è oggi possibile creare una campagna pubblicitaria che non solo giri in ambito mobile (già era possibile), ma che sia dirottata esclusivamente nel mondo delle app e sempre su rete display, raggiungendo – ad oggi – più di 300.000 apps in 23 paesi.

Ma la chiave di successo non è solo legata al settore delle app, perché quando si parla di Google e di AdWords bisogna ricordare che le cose vengono fatte pensando in grande, oppure non si fanno… ed ecco che la straordinaria opportunità che viene data agli advertiser, è quella di abbinare questa frammentazione lavorando su livelli e garantendo quindi la selezione del sistema operativo, del modello e dell’operatore di telefonia mobile, nonché dell’eventuale uso della connessione Wi-Fi.

Fatta questa prima scelta ci viene anche data la possibilità di selezionare una specifica app pescandola dal Google Play Store (e relative sottocategorie) o dall’App Store.

Insomma uno scenario del tipo: “mostra la mia pubblicità che parla di assistenza su telefoni di questa marca, solo su questa app di questa categoria legata all’assistenza su questa marca, che venga visualizzata proprio sui telefoni che io riparo“.

Ecco perché qualche riga sopra ho detto che non possiamo parlare di opt-out. L’idea è andare in scacco proprio nel momento in cui è il cliente che ce lo chiede, perché ha voglia di iniziare un’altra partita!

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Andrea "Blubit" Testa Articolo scritto da

Andrea “Blubit” Testa lavora come consulente per la pubblicità online dal 1993 e si è specializzato nelle campagne SEM dalle prime piattaforme di keyword advertising in pay-per-clic. E’ Top Contributor di Google AdWords dal 2010.

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