AdWords, Value Track a livello di chiave e Device

Di - 2 April 2013 - in
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Quando si parla di campagne potenziate su Google AdWords lo sguardo si sposta meccanicamente da computer a smartphone. Tanta strada deve essere ancora fatta, ma sicuramente per chi ha iniziato ad usarle è palese che con un pizzico di pazienza le performance delle potenziate sono (e saranno) sicuramente superiori al “danno” di non poter ancora usare una separazione con i tablet.
Intanto per migliorare ulteriormente l’esperienza utente sugli smartphone sono stati aggiunti nuovi parametri per il Value Track che può essere assegnato a livello di parola chiave. Questa funzione aiuterà gli utenti a gestire specifiche azioni, agevolando il passaggio alle potenziate. Si tratta in sostanza di attribuire un URL univoco differente se l’accesso arriva da mobile o da desktop, semplicemente parametrizzando l’indirizzo.

Il nuovo parametro – {ifnotmobile:[value]} – consente di cambiare il valore [value] se il clic arriva da un dispositivo che non sia – appunto – uno smartphone (sia tablet che desktop).
Nel “cronoprogramma” di Google il passaggio verso piattaforme di “responsive design” è sicuramente rallentato. Probabile che questo dipenda anche dal fatto che siamo passati da una politica di differenziazione assoluta della grafica dei siti mobili (quasi cloni della App), ad una volontà manifesta di fare tutto con la stessa grafica.
Il motivo nasce proprio, e banalmente, dalla user experience. L’idea di avere un sito web semplificato probabilmente ai clienti non piace; la grafica a “bottoncioni” è obsoleta e quindi è meglio adottare la stessa grafica – piuttosto zoomando – ma saltando a piè pari il “francobollo bottonato”.
Ergo, il responsive design cambia la vita del sito web e dei suoi utenti. La grafica è la stessa, ma adattiva al device.
Il problema è che mentre questo salto è stato ingoiato da Google – che ha lanciato le potenziate dimenticandosi che il 99% del pianeta non stava ancora pensando ad un design adattivo –  le aziende si sono trovate ad affrontare stratagemmi diversi (vero che c’è il salto di URL in caso di tracciatura dello smartphone) per veicolare gli utenti in specifiche landing pages.
Se quindi (potenziate docet) mi aspetto azioni diverse quando cerco “pizza” la sera da un telefono, o di pomeriggio da un computer, è palese che dovrà essere diversa anche la landing page. Non si tratta di fare un salto tra pagine, ma di avere concretamente pagine diverse.

Facciamo quindi un esempio.
Voglio mandare gli utenti in due URL diversi a seconda del device di connettività per la chiave “hotel roma”.
Da smartphone devono andare nella pagina dei contatti col telefono bello in mostra: m.nomehotel.it/telefono/
Da desktop e tablet li voglio mandare alla pagina di booking: www.nomehotel.it/booking/

Ecco come configurare l’URL a livello di chiave: {ifmobile:m.nomehotel.it/telefono/}{ifnotmobile:www.nomehotel.it/booking/}

Una funzione utile quindi, che sicuramente soddisfa tutti coloro che ritengono ancora (e giustamente ) che le performance si misurano con contenuti diversi sulla base della richiesta del device. Scenari vasti e complessi si aprono partendo da qui; anche perché continuiamo a fare un esempio d’uso di una stessa chiave in orari diversi. Ma se l’orario è lo stesso? Magari nei prossimi articoli cercheremo di capire come comportarsi.

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Andrea "Blubit" Testa Articolo scritto da

Andrea "Blubit" Testa lavora come consulente per la pubblicità online dal 1993 e si è specializzato nelle campagne SEM dalle prime piattaforme di keyword advertising in pay-per-clic. E' Top Contributor di Google AdWords dal 2010.

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