Amazon e la vendita di e-book usati

Di - 12 February 2013 - in
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Prima di presentare il tema di questo articolo, è necessaria una piccola premessa sul funzionamento della vendita di e-book. La vendita degli e-book, molto spesso, sebbene come procedura somigli moltissimo alla vendita di libri veri, ha alcune sostanziali differenze a livello legale che si riflettono anche sul livello pratico. Mentre acquistando un libro di carta si acquista una copia di un oggetto fisico, che diventa nostra a tutti gli effetti, acquistando un e-book si acquista solamente il diritto di tenere una copia del file contenente il libro sul nostro dispositivo elettronico, per un tempo indeterminato. In sostanza si affitta una copia del libro, che resta a tutti gli effetti di proprietà del venditore, che spesso può revocare l’acquisto in qualunque momento, sotto determinate condizioni.

Un libro elettronico acquistato, quindi, non è mai davvero nostro. Non si ha quindi il diritto di cederlo, né sostanzialmente quello di prestarlo, né tantomeno quello di rivenderlo.

Ho preso come esempio i libri, ma la situazione per la musica e altri beni digitali è sostanzialmente analoga.

Veniamo ora alla notizia. Amazon ha depositato un brevetto a fine gennaio, il numero 8364595 dell’ufficio brevetti USA, su un sistema di vendita dell’usato per oggetti digitali. L’intenzione, abbastanza evidentemente, è quella di aprire una sorta di mercato dell’usato per i libri elettronici.

Alla luce della premessa fatta, quindi, si tratterebbe di un sistema per cedere, a pagamento, la licenza di lettura di un libro a terzi, perdendo il diritto di leggerlo noi. Il libro quindi potrebbe passare da un dispositivo ad un altro, simulando a tutti gli effetti una sua reale vendita. Il brevetto prevede anche altre forme di cessione, come il prestito o il regalo.

L’idea non è del tutto nuova: alcuni conosceranno già ReDigi, un sistema per la compravendita di brani musicali “usati”,  che arriverà presto anche in Europa. La procedura utilizzata da tale sistema è, per stessa ammissione di ReDigi, differente da quella utilizzata da Amazon, e non invalida quindi il brevetto, sebbene a livello pratico le differenze si vedano davvero poco.

Vedremo se Amazon saprà sorprenderci con applicazioni inattese di questo nuovo brevetto. Curiosa, comunque, la volontà di voler far somigliare i beni digitali a quelli fisici, nonostante le enormi differenze presenti.

Via | TechCrunch

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Lorenzo Breda Articolo scritto da

Studente di Informatica a Roma, si occupa di programmazione web sopratutto lato server, e di accessibilità del web. Utilizza e ama Debian GNU/Linux, e si interessa di fisica, fumetto, trekking e fotografia (gli ultimi due possibilmente abbinati). Collabora con Googlab da aprile 2012.

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