Amazon Glacier, un servizio cloud per i backup

Di - 11 December 2012 - in
Post image for Amazon Glacier, un servizio cloud per i backup

Come chi ci legge sa o ha scoperto, Amazon è da diversi anni molto di piú che un negozio online. Dopo essere stata tra i pionieri dell’e-shopping, infatti, Amazon è da sempre all’avanguardia anche nel campo dei servizi su web. Tra le poche aziende a poter vantare una rete di macchine molto efficiente e ben organizzata, frutto degli anni di servizi online ben progettati e scalabili, Amazon, attraverso la piattaforma Amazon Web Services, è tra i principali concorrenti di Google nel campo dei servizi cloud, in particolare per quelli orientati alle aziende e ai professionisti.

Tra gli ultimi nati (parliamo di agosto scorso) troviamo Amazon Glacier, servizio davvero curioso perché raro da trovare nei competitor, sebbene molto utile in molti ambiti professionali.

Si tratta di un servizio di backup su cloud, che a differenza di servizi di cloud storage come Google Drive, Dropbox o Microsoft SkyDrive è espressamente orientato al backup, e non all’hosting generico di file.

Un servizio di backup, infatti, non ha tipicamente bisogno di velocità di trasferimento particolarmente elevate (spesso i backup sono ancora effettuati su nastro, la periferica di storage piú lenta disponibile), mentre ha bisogno di moltissimo spazio. I sistemi di cloud storage piú diffusi, invece, mettono a disposizione a velocità piuttosto elevate spazi di piccole dimensioni (il costo al gigabyte rende proibitivo l’acquisto di molto spazio).

Amazon Glacier, invece, ha costi irrisori (nell’ordine di un centesimo al gigabyte, sebbene si paghino anche i trasferimenti, anche qui pochi centesimi), e velocità di trasferimento molto basse (dipendenti da ciò che si richiede, un trasferimento impiega tipicamente dalle 3 alle 5 ore). I costi, oltre ad essere bassi rispetto ai servizi classici di storage, lo sono anche rispetto alle strutture hardware di molte medie e piccole aziende.

I trasferimenti avvengono, archivio per archivio (un archivio è un gruppo di file che per qualche motivo si vogliono raggruppare, anche un file singolo), facendo richiesta di apertura di un job apposito alle API di Amazon Web Services. I vari archivi sono raggruppabili in vault, contenitori piú grandi che possono ad esempio rappresentare il contenuto di una singola macchina. Per ogni vault viene automaticamente generato un indice dei dati contenuti, con diverse metainformazioni riguardo il numero di file e le dimensioni.

Le API sono molto ben documentate, e basate sul diffuso standard di comunicazione REST. Vengono fornite sia funzioni a basso livello, che permettono un controllo molto preciso su quello che si fa, anche attraverso il sistema di notifica integrato in AWS, rendendo comoda e sicura la gestione di eventuali errori, sia funzioni di alto livello, che svolgono in maniera standard le operazioni piú comuni.

Il tutto è comodamente gestibile dal pannello di controllo di AWS, assieme a tutti gli altri servizi di Amazon. Per gli sviluppatori Amazon fornisce ben due SDK, uno per Java e l’altro per .NET, in modo da rendere molto semplice lo sviluppo del software deputato alla gestione del backup. Nella documentazione è disponibile una guida passo passo, in inglese, molto curata e in grado di risolvere i dubbi piú frequenti.

Buon lavoro!

Leave a Reply

Lorenzo Breda Articolo scritto da

Studente di Informatica a Roma, si occupa di programmazione web sopratutto lato server, e di accessibilità del web. Utilizza e ama Debian GNU/Linux, e si interessa di fisica, fumetto, trekking e fotografia (gli ultimi due possibilmente abbinati). Collabora con Googlab da aprile 2012.

Contatta l'autore

Previous post:

Next post: