[Analytics] Nuovo parametro: la velocità

Di - 26 December 2011 - in

In un periodo dove ancora le connessioni veloci non arrivano a tutti, dove la navigazione mobile è in espansione e con una pesante eredità dagli anni scorsi, dove si credeva che in breve tempo tutti avrebbero avuto accesso a connessioni flat super veloci, la velocità di caricamento di una pagina web risulta un fattore chiave per molti utenti, che potrebbero scegliere di accedere regolarmente ad un sito anche in base ai tempi di accesso.

Perciò Google ha deciso, tra gli altri progetti, di implementare in Analytics un nuovo fattore: la velocità di caricamento della pagina. Questo potrà essere messo in relazione con quelli già esistenti, così da andare ad individuare possibili problemi dovuti ad un caricamento troppo lento delle pagine (o troppo veloce, se gestite un sito dedicato all’autolesionismo). In questa forma il servizio era già disponibile da circa un mese, tuttavia nella scorsa settimana è stato introdotto un notevole potenziamento che scompone le informazioni recuperate per renderle più utili per l’analisi della pagina.

Queste aggiunte possono essere trovate sotto la scheda Technical, dove il tempo di caricamento verrà scomposto in base ai vari tempi che lo vanno a comporre:

  • Avg. Redirection Time: il tempo medio speso nella redirezione alla pagina
  • Avg. Domain Lookup Time: il tempo medio speso per recuperare dal DNS le informazioni sul sito
  • Avg. Server Connection Time: il tempo medio necessario all’utente per connettersi al sito
  • Avg. Server Response Time: il tempo medio necessario al server per generare la pagina e rispondere all’utente
  • Avg. Page Download Time: il tempo per scaricare la pagina.

Come abbiamo detto, questo rientra in un piano più ampio, come ci ricorda Satish Kambala, il cui obiettivo è la velocizzazione di internet in generale, valore che sta molto a cuore a Google che ha creato e porta avanti il progetto A Faster Internet, un gruppo di player rilevanti in questo campo che collaborano per definire nuovi standard e sensibilizzare le altre aziende e gli sviluppatori ad adottare le good practices necessarie a snellire l’esperienza web degli utenti.

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Simone Robutti Articolo scritto da

Laureato in Informatica, specializzato in sviluppo web e comunità virtuali, hardcore gamer, flamer per passione.

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