Android è andato nello spazio?

Di - 21 January 2013 - in
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La pagina ufficiale di Android su Google+ ha recentemente modificato l’immagine del profilo. La nuova foto mostra la action figure della mascotte di Android sullo sfondo delle nuvole viste dall’alto, con il cielo nero oltre l’orizzonte. L’annuncio del cambio di immagine ha commentato con entusiasmo “Android in Spaaaaace.” Android ha realmente raggiunto lo spazio?

Quella foto è di un volo senza equipaggio effettuato da Google nel dicembre del 2010 e molto pubblicizzato. Un gruppo di googler e studenti lanciò alcuni palloni meteorologici verso l’alta atmosfera.

Il carico comprendeva alcuni smartphone Android Nexus S che effettuarono riprese fotografiche e video, inquadrando una action figure Android fissata al contenitore del carico in modo che apparisse nel campo visivo. I palloni volarono nell’alta atmosfera fino a una quota di circa 33.000 m catturando panorami spettacolari, fra cui la nuova immagine del profilo.

 La mascotte Android in volo ad alta quota. Credit: Google

Lo spazio esterno all’atmosfera terrestre, in cui operano i veicoli spaziali e si trovano i corpi celesti, inizia al di là del confine della linea di Kármán riconosciuto dalla comunità aerospaziale internazionale, che si trova a un’altitudine di 100km sopra il livello del mare. Lassù l’atmosfera è estremamente rarefatta e i suoi effetti aerodinamici non sono più utilizzabili per scopi aeronautici. Per volare al di sopra della linea di Kármán sono necessari veicoli progettati per muoversi nel vuoto molto più spinto dello spazio.

La mascotte di Android è arrivata solo a circa un terzo del confine con lo spazio. Ha raggiunto la stratosfera, lo strato dell’atmosfera fra circa 10 e 50km. In quell’ambiente estremo l’aria è talmente rarefatta da trovarsi in condizioni di alto vuoto, il cielo è nero, si percepisce la curvatura dell’orizzonte terrestre e sono presenti intense radiazioni. Come nello spazio, quasi.

Avere raggiunto solo l’alta atmosfera non toglie nulla all’eccezionalità dell’impresa di Google e alla spettacolarità delle osservazioni compiute. Ma l’ambiguità fra spazio e atmosfera aiuta a rendere virali imprese come queste. Negli ambienti spaziali ci si interroga sulle conseguenze negative della confusione fra alta atmosfera e spazio esterno.

Google si riferisce alla zona raggiunta dai palloni come “spazio vicino” (near space), un’espressione più appropriata impiegata da chi lancia palloni per analoghi voli amatoriali. Da poco più di un decennio gruppi di appassionati in tutto il mondo effettuano lanci in cui gli strumenti di bordo raccolgono splendide immagini, eseguono trasmissioni radio e misure ambientali. StratoSpera è un progetto amatoriale italiano con cui collaboro che fa volare palloni dal 2010.

Il record assoluto di altitudine per un pallone è di circa 53km. Il volo più alto del progetto StratoSpera, StratoSpera 3, si è spinto fino a 39.614m il 10 settembre 2011, che rappresenta il record nazionale. Siamo arrivati 569m più in alto dello storico lancio con il paracadute di Felix Baumgartner, e oltre 6.000m più in alto degli amici di Mountain View. La Stazione Spaziale Internazionale orbita a circa 400km dalla superficie terrestre, un migliaio di volte più vicina della Luna.

Android ha però realizzato il sogno di un vero volo nello spazio a bordo di autentiche astronavi. La navetta spaziale Atlantis, nell’ultima missione del programma Space Shuttle STS-135, portò nel luglio del 2011 sulla Stazione Spaziale Internazionale due smartphone Nexus S per condurre un esperimento. Su Atlantis c’era anche un iPhone 4 per un differente esperimento. Gli smartphone Android torneranno nello spazio nel 2013 con un progetto della NASA.

Portare un Nexus S e un iPhone sullo stesso Shuttle ricorda la decisione altrettanto diplomatica della NASA di fare volare insieme nello spazio le storiche rivali nel mercato delle bibite gassate, Coca Cola e Pepsi.

Fra Android e iOS la sfida continua, sulla Terra.

 

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Paolo vive a Milano dove si occupa di divulgazione e didattica dell'astronomia e dello spazio. Per le sue attività informatiche ha scelto Linux, Android e i prodotti Google, che segue e approfondisce.

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