[Android] NASA testa Android per applicazioni spaziali

Di - 2 September 2011 - in

Sicuramente non farà notizia -perché naturalmente non si parla di un iPhone- però noi ve la riportiamo lo stesso perché oltre che interessante è rilevante per quanto riguarda la piattaforma mobile di Google.
Durante l’ultimo lancio dello Space Shuttle Atlantis con la missione STS-135, NASA ha portato due smartphone Nexus S sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Lo scopo dei due smartphone non è puramente ludico ma scientifico in quanto la loro missione è quella di esplorare le modalità in cui i robot possono essere d’aiuto agli astronauti, in modo efficiente e a basso costo, nel vivere e portare a termine compiti nello spazio.
Nello specifico NASA ha utilizzato i Nexus S per migliorare le funzionalità di sfere sviluppate dal MIT, della dimensione di palloni da pallavolo, chiamate appunto SPHERES (Synchronized Position Hold, Engage, Reorient, Experimental Satellites).
Gli smartphone aiutano i robot a eseguire dei compiti tradizionalmente delegati agli astronauti, come per esempio registrare dati sensoriali o registrare video. In futuro gli smartphone verranno usati direttamente per controllare e manovrare le SPHERES utilizzanto l’interfaccia IOIO e –ecco la parte più interessante- la piattaforma Android Open Accessory Development Kit (ADK) presentata in occasione del Google I/O 2011.

Come se non bastasse, un paio di ingegneri di Google hanno scritto un’applicazione open source per Android, chiamata Sensor Data Logger, dedicata alla gestione dei dati sensoriali e perfetta per eseguire la diagnostica delle SPHERES.
L’applicazione è disponibile gratis per tutti nell’Android Market.

L’interesse di NASA per Android nasce dal fatto che la piattaforma è open source, cosa che rende particolarmente semplice modificare il software sui dispositivi in modo da aderire alle specifiche necessarie per volare nello spazio e lavorare con le SPHERES.
Il Nexus S è stato invece scelto per via della disponibilità di diversi sensori e di un processore ad alte prestazioni ma bassi consumi.
Sul sito di NASA è possibile approfondire questa notizia.

Se siete inoltre appassionati di astronautica vi consiglio caldamente di ascoltare Astronauticast, il podcast ufficiale dell’associazione ISAA (Italian Space and Astronautics Association), la più competente, divertente e appassionante trasmissione sul mondo dell’astronomia ed esplorazione spaziale.

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Gabriele Visconti Articolo scritto da

Editor in Chief per Engeene. Appassionato di Linux, FOSS, videogame e, da poco, di cucina. Parla quattro lingue ed ama leggere libri in lingua inglese.

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