[Android] Un 2011 di successi per Android Open Source Project

Di - 3 January 2012 - in

Siamo appena entrati nel nuovo anno ma, come parte delle riflessioni su quanto accaduto di significativo nel corso del 2011, riportiamo le considerazioni -pro e contro- sull’Android Open Source Project (AOSP) da parte di Jean-Baptiste Queru, ingegnere che lavora in Google proprio alla parte Open Source di Android.

AOSP è il progetto che si occupa di curare il sistema operativo Android open source, la versione in effetti, liberamente scaricabile da chiunque. Parte del lavoro di AOSP consiste nel rendere possibile l’installazione di Android su più dispositivi possibili, un po’ quello che avviene con il kernel Linux.

JBQ considera il bilancio dell’anno passato ricco di aspetti positivi a cui fanno da contralto però alcune situazioni decisamente negative.
Vediamo nel dettaglio i pro più importanti.

  • Sono state rilasciati, per la prima volta, file di codice riguardanti hardware proprietario. Questo era un obiettivo su cui JBQ stava lavorando fin da prima che il telefono G1 venisse rilasciato. Questo è un passo in avanti che permette finalmente di prendere il codice AOSP, modificarlo, installarlo su un telefono in un modo funzionante e distribuirne l’immagine.
  • Per la prima volta è stato possibile ridistribuire immagini di fabbrica (factory images). Abbiamo parlato recentemente della factory image del Galaxy Nexus che permette di giochicchiare con il sistema operativo del telefono e poi ripristinare in qualsiasi momento il dispositivo allo stato di fabbrica. Le immagini di fabbrica permettono anche agli utenti di AOSP di restare aggiornati sul bootloader e i firmware.
  • Per la prima volta Android Open Source Project supporta un dispositivo non appartenente alla famiglia Nexus. In questo caso si tratta del tablet Motorola Xoom. AOSP supporta inoltre le Pandaboard (piattaforme hardware di sviluppo su base ARM) e alcune CPU Intel, incluso l’emulatore.
  • Alcuni file di codice proprietario vengono ora inseriti direttamente in AOSP anziché dover essere scaricati a parte (es. il firmware per lo schermo touch del Galaxy Nexus o il firmware Wifi/Bluetooth della Pandaboard).
  • AOSP gira ora su 11 piattaforme diverse (8 dispositivi appartenenti a 4 diverse famiglie, più 3 sistemi emulati o virtualizzati).
  • Ice Cream Sandwich è stato rilasciato ed è una release massiccia che consta di più di 220.000 modifiche rispetto a Gingerbread. Come accade dai tempi di Froyo, l’intera storia del codice sorgente è disponibile per coloro interessati a studiare il codice e vedere quando e perché ogni singola linea è stata scritta.
  • Con Ice Cream Sandwich è ora disponibile una piattaforma NFC (Near Field Communication) pienamente Open Source. Il Galaxy Nexus è dotato di un chip Wifi/Bluetooth che può funzionare senza bisogno di driver proprietari.
  • Il sito web di Android Open Source Project è stato reso Open Source.

    Passiamo ora ai tre aspetti negativi dell’anno 2011.

    • Il mancato rilascio del codice sorgente di Honeycomb ha avuto risultati catastrofici per la comunità di AOSP. JBQ parla di così tante email rabbiose e minacce da costringerlo ad abbandonare il progetto per diverse settimane per potersi riprendere. JBQ stima che il mancato rilascio del codice sorgente di Honeycomb è costato ad AOSP dai 6 ai 12 mesi.
    • L’hosting GIT è stato giù per 7 settimane, mentre Gerrit (uno strumento di Google Code per la revisione del codice e la gestione di progetti GIT) è giù da 4 mesi. Quest’ultimo problema è stato molto grave perché avvenuto durante il periodo di rilascio del codice sorgente di Ice Cream Sandwich, cosa che ha impedito di includere molti dei contributi esterni, in un momento in cui AOSP e la branca principale di Android in Google erano nel punto più vicino (in termini di similarità di versioni) da due anni a questa parte.
    • Ci sono ancora troppi file di codice proprietario e immagini di fabbrica che non è possibile distribuire. JBQ lamenta di perdere davvero un mucchio di tempo a convincere molte aziende sul fatto che è loro interesse fare in modo che AOSP funzioni sul loro hardware. Purtroppo JBQ afferma di aver gettato la spugna con HTC, Motorola e Qualcomm, poiché risulta chiaro che queste aziende non hanno alcun interesse in questo senso.
    Come possiamo vedere, Android Open Source Project avanza in modo abbastanza significativo, anche se gli aspetti negativi menzionati sopra (due dei quali definitivi) hanno danneggiato parecchio il progetto.
    Sono certo che questo nuovo anno ci porterà nuove ed interessanti novità sotto questo fronte, e noi non mancheremo di informarvi.

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    Gabriele Visconti Articolo scritto da

    Editor in Chief per Engeene.
    Appassionato di Linux, FOSS, videogame e, da poco, di cucina. Parla quattro lingue ed ama leggere libri in lingua inglese.

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