Apple ottiene “la madre dei brevetti sul software”. Bisogna preoccuparsi?

Di - 19 July 2012 - in

L’USPTO colpisce ancora e regala ad Apple (letteralmente) 25 nuovi brevetti sul software per dispositivi elettronici portatili (cioè sul proprio sistema operativo iOS per iPhone e iPad). L’importanza e la valenza di questi nuovi brevetti è tale che proprio in queste ore molti analisti definiscono questa come “la madre di tutti i brevetti sul software” anche perché, stando a sentire i commentatori maggiormente pro Apple, questi brevetti potrebbero  avere delle grosse ricadute positive nell’ambito della guerra contro i produttori di terminali Android – ormai esplicitamente bollati dagli stessi dirigenti Apple e dalla loro fanbase come “copycats” (“copioni”).

I nuovi brevetti ottenuti da Apple vanno a tutelare praticamente tutta l’interfaccia grafica di iOS ma uno di questi sembra produrre particolari minacce nei confronti dei sistemi operativi mobili concorrenti – che è un eufemismo per non dire “Android”. Il brevetto 8,223,134 tutela un metodo per mostrare in un dispositivo elettronico portatile liste di dati e documenti. Insomma, Apple adesso possiede il brevetto sulle ListView, quel componente che milioni di programmatori usano nelle proprie applicazioni per elencare e-mail, documenti, contatti e simili, indipendentemente dal sistema operativo per cui la propria applicazione è scritta.

Troviamo le ListView in qualsiasi sistema operativo moderno al di là del MacOS: Windows, Linux, Android, Symbian, BlackBerryOS e questo accade perché la rappresentazione di una certa quantità di informazioni è molto più comoda se essa avviene utilizzando l’inserimento in una lista.

La concessione di un simile brevetto mostra come l‘ufficio brevetti U.S.A. sia composto solo da un mucchio di burocrati che non si occupano minimamente di verificare se l’oggetto della richiesta di brevetto sia realmente un’invenzione o meno e, contestualmente, quanto devastante possa essere l’incompetenza tecnica di quell’ufficio.

Come anticipato, le ListView esistono per ogni sistema operativo ma non è assolutamente vero che il “metodo per mostrare in un dispositivo elettronico portatile liste di dati o documenti” sia magicamente nato con l’iPhone. Questo esempio rientra perfettamente nel Campo della distorsione della realtà,  tecnica già utilizzata da Apple molte volte in passato.

Chi ha avuto la fortuna di mettere le mani sui primi “dispositivi elettronici portatili“, che fra la fine degli anni 90 e il 2000 chiamavamo volgarmente “palmari“, sa perfettamente che la tecnica per cui ieri Apple ha ottenuto il brevetto, era già largamente adottata sui primi sistemi operativi mobili come il glorioso PalmOS,  il primo sistema operativo mobile a riscuotere un certo successo, seguito dopo pochi anni da Pocket PC di Microsoft, alias Windows per dispositivi mobili ossia l’interfaccia grafica del vecchio sistema operativo mobile Windows CE.

Pocket PC, il “nonno” di Windows Phone 7, risale proprio al 2000 e i primi device sono stati commercializzati nel 2001. Dunque già PalmOS intorno al 1996 e, poco dopo, Microsoft Pocket PC si affidavano alle liste per mostrare l’elenco dei contatti, delle e-mail, degli SMS (nei primi modelli con funzioni telefoniche). L’unica differenza rispetto al più moderno iOS? L’uso del pennino in luogo del dito. Null’altro.

"Dispositivo elettronico portatile multifunzione" - 1996

"Dispositivo elettronico portatile multifunzione" - 1996

 

C’è di più, però. La lettura del titolo del brevetto ci porta anche a ragionare su cosa sia un “dispositivo elettronico portatile”. Nei ragionamenti di Scott Forstall e compagni tale definizione è applicabile all’iPhone, stando a quanto se ne deduce dai disegni tecnici allegati alla richiesta di brevetto. Bene: allora un vecchio computer portatile con Windows 95 cos’era? Credo che chiunque abbia poche difficoltà ad applicare il concetto di “dispositivo elettronico portatile” anche a quello e, inoltre, anche Windows 95 esibiva lo stesso metodo per mostrare un elenco di file: si chiamava “Esplora Risorse“.

Dunque Apple cos’ha realmente brevettato? Nulla di nuovo e nulla che non possa essere considerato facilmente una prior art – grazie al principio “first to invent” che regolerà ancora per poco tempo (fino al marzo 2013) il meccanismo di richiesta e registrazione brevetti, chiunque potrà chiedere di invalidare il brevetto concesso dimostrando che l’USPTO ha assegnato un brevetto su qualcosa già pubblicamente conosciuta in precedenza. Questo nuovo set di brevetti, quindi è sicuramente un’arma in più che Apple potrà impiegare nella guerra dei brevetti contro i concorrenti (e soprattutto contro Samsung) ma la sua reale efficacia è tutta da discutere.

E Apple lo farà: in tribunale.

Via | PatentlyApple

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Matteo Luigi Riso Articolo scritto da

Avvocato, programmatore, geek tutto in uno. Una passione smodata per la tecnologia e l’informatica, avido utilizzatore di Google e Android. La sua missione è divulgare e far comprendere la tecnologia e gli aspetti ad essa connessi.

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