Apple (per ora) ha vinto. E adesso?

Di - 3 September 2012 - in

Passato il clamore, ora resta da chiedersi: quali saranno le influenze di questa sentenza? Difficile dirlo anche perché se si stanno a sentire i commenti che arrivano direttamente da oltreoceano, sembra che il primo effetto sia più simile a quello di un boomerang che non a quello di missile nucleare; pare, infatti, che negli USA si stia diffondendo la concezione per cui Samsung offra la stessa qualità a metà prezzo rispetto ai prodotti Apple. A riportare queste notizie, inoltre, non sono troll o burloni che vivacchiano su Internet ma autorevoli giornalisti e blogger che riportano esperienze personali o commenti sentiti nei locali pubblici.

Quanto al mercato, invece, la sentenza potrebbe anche non avere grossi effetti poiché, in fin dei conti, Samsung è stata tirata in ballo per la commercializzazione del Galaxy S1, un terminale ormai fuori produzione, mentre i prodotti più recenti sfoggiano un look and feel del tutto personale e ben lontano dai canoni estetici “made in Cupertino”. Tuttavia resta in piedi una seconda causa californiana, sempre nelle mani del giudice Koh, riguardante alcuni brevetti “tecnici” posseduti da Apple, la quale chiede il divieto di commercializzazione per 17 prodotti Samsung, compresi i recentissimi Galaxy S3, Note, Note 10.1 e – con molta probabilità – si aggiungerà anche il Note II. Resta il dubbio che Samsung possa attuare politiche commerciali diverse in relazione alla commercializzazione dei propri prodotti nel mercato statunitense, quindi potrebbe anche accadere che negli USA i terminali Samsung futuri possano essere diversi da quelli commercializzati nel resto del mondo, almeno sotto il profilo del software.

Nel mondo ci sono ancora decine di cause fra le due parti. L’ultima sentenza in proposito, emessa in Giappone, verteva sull’impiego di tecnologie per la sincronizzazione di files multimediali da parte di Samsung e ha dato torto ad Apple. Anche questa sentenza, quindi, contribuisce a creare confusione poiché sta venendo meno l’uniformità dei giudizi a livello planetario, con materie identiche giudicate diversamente secondo la collocazione geografica; a tale scopo, quindi, sarà anche interessante vedere come si concluderanno le cause identiche incardinate in diversi paesi membri dell’Unione Europea e da più parti ci si augura che almeno in quell’ambito si diano interpretazioni omogenee da parte dei diversi giudici europei.

È una guerra che ormai prosegue stancamente e sembrano essersene accorti anche Tim Cook (Apple) e Larry Page (Google): i soliti ben informati, infatti, affermano che i due si siano sentiti telefonicamente per organizzare un incontro e mettere sul tavolo tutte le questioni legate alla guerra dei brevetti, mossi certamente da uno spirito pacificatore e alla ricerca di una soluzione bonaria che metta fine a tutte le vertenze giudiziarie.

Nel frattempo Samsung annuncia che impugnerà la sentenza americana davanti alla Corte Federale D’Appello, sostenendo che la sentenza di primo grado sia stata emessa da una giuria incompetente e non equanime.

Anche in quel caso, staremo a vedere.

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Matteo Luigi Riso Articolo scritto da

Avvocato, programmatore, geek tutto in uno. Una passione smodata per la tecnologia e l’informatica, avido utilizzatore di Google e Android. La sua missione è divulgare e far comprendere la tecnologia e gli aspetti ad essa connessi.

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