Apple rischia di perdere anche il brevetto sul “pinch to zoom”

Di - 21 December 2012 - in

Se si potesse scrivere un glossario dei termini ricorrenti presso chi usa moderni smartphone e tablet, il pinch to zoom verrebbe definito come quel “gesto fatto su uno schermo sensibile al tocco usando due dita, avvicinandole o allontanandole rispettivamente per ingrandire o allontanare la visualizzazione di un documento elettronico“. Questa è – più o meno – anche la descrizione che Apple ha utilizzato per chiedere la registrazione del brevetto n.7,844,915 e che l’azienda di Cupertino ha posto al centro di parecchie azioni giudiziarie, non ultima quella (vinta in primo grado) contro Samsung, condannata a risarcire ben un miliardo di dollari.

Da poco l’ufficio brevetti americano (il ben noto USPTO) ha inferto il terzo, pesante, colpo dichiarando l’invalidazione preliminare del brevetto in questione. Una decisione ancora provvisoria che, se verrà confermata e se verranno confermate anche le due precedenti invalidazioni preliminari (ossia i brevetti sul “bounce back” e sul “multi-touch“), potrà generare un vero terremoto nelle aule giudiziarie in cui pendono le cause incardinate da Apple contro (praticamente) tutti.

L’ultima invalidazione preliminare dichiarata è derivata dal riesame del brevetto che non presenterebbe i requisiti di originalità necessari, poiché sarebbero state individuate ben 5 forme di prior art. Ovviamente questa è musica per le orecchie degli avvocati di Samsung, i quali non hanno perso nemmeno un minuto per notificare al giudice Koh la decisione. Il giudice, tuttavia, nelle ultime settimane ha dapprima rigettato la richiesta di ingiunzione di Apple contro Samsung, giudicandola “non sufficientemente solida” e, successivamente, ha avuto modo di commentare che anche il brevetto 7,864,163 (sul “tap to zoom“) appare già destinato all’invalidità. In tal caso, quindi, si tratterebbe del quarto brevetto chiave a finire nel tritacarne del riesame.

Bisogna, infine, sottolineare che lo stesso giudice Koh all’udienza del 6 dicembre scorso aveva chiesto alle parti di dimostrare ove vi fossero più ragioni in favore della riduzione del risarcimento (richiesta di Samsung) piuttosto che in favore della revisione al rialzo dei danni (richiesta di Apple). Questa serie di invalidazioni preliminari, per quanto provvisorie, iniziano dunque a far pendere l’ago della bilancia a favore dell’azienda coreana e gli sforzi economico-processuali fatti da Apple, alla lunga, potrebbero risultare del tutto inutili.

Semmai ve ne fosse ancora bisogno, questa è l’ulteriore dimostrazione che il sistema dei brevetti americano è marcio e che il software stesso non dovrebbe essere brevettabile in quanto tale.

Fonte: ArsTechnica

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Matteo Luigi Riso Articolo scritto da

Avvocato, programmatore, geek tutto in uno. Una passione smodata per la tecnologia e l’informatica, avido utilizzatore di Google e Android. La sua missione è divulgare e far comprendere la tecnologia e gli aspetti ad essa connessi.

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