Arrivano le campagne potenziate di Google AdWords

Di - 11 February 2013 - in

Già, come scritto nell’immagine, qualcosa di “impossibile” in realtà improvvisamente diventa “possibile”. Tutto è capire da quale lato della barricata del fantastico si desidera stare, cercando di intuire in che modo cambia lo scacchiere delle proposte che Google AdWords sta per offrire. Questo articolo non vuole essere la spiegazione definitiva ad una modifica che verrà data in pasto a pochi nelle prossime settimane, per essere operativa globalmente tra qualche mese; vuole però essere un traghettatore alla scoperta delle modifiche partendo da un punto chiave.

La ricerca da sempre è espressa in una volontà: ottenere il miglior risultato possibile, nel momento in cui si manifesta una necessità. Questo dal punto di vista degli inserzionisti, ma se vogliamo parlare anche di comune SEO, mettiamo nel calderone anche qualunque sito abbia del contenuto da mostrare, ciò che rappresenta dunque il voler mostrare il miglior risultato possibile nel momento in cui si rende necessario.

Commercialmente parlando si mostra l’offerta, nel momento in cui arriva la domanda.
Per chi ha più 20 anni sorgeranno alla mente alcune query anni ’90 che maturavano, sul buon vecchio Altavista, risultati improponibili. Fu il periodo d’oro (il primo periodo d’oro… oggi lo definirei di platino) del porno, con 9 risultati su 10 che inneggiavano a tutt’altro che alla richiesta dell’utente. Al di là dei sorrisini maliziosi, ciò è evidentemente antitetico con la necessità di proporre la giusta serie di risposte. E’ chiaro dunque che il contesto nel quale si trovava il web era di radicale (e necessario) cambiamento.

L’introduzione dei meta tag più banali, poi sfociati nella necessità di avere anche un minimo di contenuto, portò dunque Google alla ribalta. Un motore snello che lavorava su basi semantiche.
Pensate che all’inizio furono molti i detrattori… banalmente Google non aveva un footer, e quindi molti lo reputavano un motore lento. “Diamine… non finisce mai di caricare!!!”
Scoperto l’arcano, gli amici di Mountain View inserirono il footer e Google esplose.
Ora, la chiave della porta magica è il termine semantico. Semantico cioè relativo al significato. Un insieme di parole che potevano maggiormente dare forza ad un concetto e far quindi capire al motore prima ed all’utente poi, che quello si, è il risultato che sto cercando. “Questi SONO, i droidi che stavate cercando”… 🙂

Passate adesso 1 minuto ed 11 secondi a guardare questo video.

Visto? Il percorso della modifica adesso sembra più logico?
Se il motore di ricerca deve fornire il miglior risultato possibile nel momento del bisogno, questo momento non è fisicamente raggiungibile da luoghi diversi, ore diverse, device diversi?
Cercare una pizza alle 5 di pomeriggio dall’ufficio, non sarà come cercarla da uno smartphone all’ora di cena… Non trovate?
State quindi sintonizzati. Nelle prossime settimane ne vedremo delle belle.

 

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Andrea "Blubit" Testa Articolo scritto da

Andrea “Blubit” Testa lavora come consulente per la pubblicità online dal 1993 e si è specializzato nelle campagne SEM dalle prime piattaforme di keyword advertising in pay-per-clic. E’ Top Contributor di Google AdWords dal 2010.

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