Bing su Android, la sorprendente scelta di Amazon

Di - 11 September 2012 - in
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Pare andar di moda ultimamente boicottare i prodotti Google: probabilmente il colosso di Mountain View sta iniziando a star scomodo a molti. Possiamo citare per esempio le recenti decisioni di Apple di non installare più YouTube su iOS e di sostituire Google Maps con un prodotto proprietario. Anche Amazon, dopo aver scelto Nokia Maps per i propri dispositivi, decide di rincarare la dose e di sostituire Google, come motore di ricerca predefinito, mettendo al suo posto nientemeno che Bing sui nuovi Kindle Fire HD, nonostante Android sia una creatura della stessa Google.

La sfida continua

Non era nemmeno di qualche giorno fa l’ultima iniziativa di Microsoft, la “famosa” Bing it on per infastidire Google, che già ci ritroviamo a parlare di un nuovo attacco. Stavolta è qualcosa di subdolo, non tanto perché va ad intaccare il settore della ricerca mobile, ma perché, quasi a voler sbeffeggiare il concorrente, l’affondo “silenzioso” viene eseguito dove meno ci si aspetta, su Android.

Amazon usa una versione profondamente modificata di Android per i suoi Kindle Fire, dove per esempio non troviamo il Play Store, rimpiazzato dall’Amazon App Shop (nome scelto per il mercato italiano) e dove per la prima volta compare una forma di pubblicità nella lock screen (tramite annunci, rimovibili al costo di 15$ una tantum). I nuovi Kindle Fire HD, da poco presentati e disponibili dalla seconda metà di Settembre, avranno in più proprio la novità di non avere Google come motore di ricerca predefinito (ovviamente modificabile), bensì Bing, probabilmente in seguito ad un accordo con Microsoft.

Ci si chiede se lo scopo di Amazon sia quello di non favorire un concorrente ultimamente molto agguerrito. In poco tempo Google è andata ad attaccare Amazon nel suo core business: la vendita online di musica, libri e video e con Google Shopping sembra voler andare ben oltre (come riportato tempo fa dal Wall Street Journal, ci sarebbero degli accordi per sfidare Amazon Prime), ma non solo, c’è anche il nuovo servizio Google Compute Engine, l’infrastructure-as-a-service che va a contrapporsi direttamente al servizio EC2 di Amazon. Detto ciò, sembra chiaro che Google stia diventando sempre più temibile per Amazon, la quale sì ringrazia per Android (evidentemente non c’erano alternative possibili), ma, laddove sia possibile, cerca di non aiutare un possibile competitor diretto.

Google Compute Engine, l'avversario di Amazon EC2

Cos’altro dovremo aspettarci dalla concorrenza per il futuro?

Impossible is nothing.

Fonte: 9TO5Google

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Sebastiano Greco Articolo scritto da

Sistemista per lavoro, programmatore per passione, ormai da qualche anno va avanti a pane e Google.

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