Camera MEMS sul Nexus 5? Rivoluzione in arrivo!

Di - 7 October 2013 - in
Esploso della camera MEMS

MEMS è l’acronimo di micro-electro-mechanical systems: si tratta di sistemi microscopici, fino a dimensioni massime di 1 mm, costituiti da una unità di processazione e da uno o più micro-attuatori e micro-sensori, componenti tutti nell’ordine di grandezza dei micrometri.

Ma qual’è l’esigenza di avere dei sistemi così miniaturizzati? Prima di tutto sono insensibili a una serie di effetti, detti “di volume” , come l’inerzia e la capacità termica (la capacità di assorbire e rilasciare calore con maggiore o minore efficienza), mentre sono più sensibili agli effetti detti “di superficie” (tensione superficiale, elettricità statica, etc.). La spiegazione di questa traslazione di proprietà chimico/fisiche è dovuta ad un più alto rapporto tra superficie e volume a parità di forma e proporzioni.

Spiegazione rapporto superficie volume

E fino a qui non c’è nulla di strano o eclatante: da anni utilizziamo sistemi MEMS, magari senza neanche saperlo, per gli usi più svariati: nelle stampanti inkjet, come accelerometri e giroscopi negli smartphone, come microfoni, sensori di pressione, e in molte applicazioni medicali. Del resto è una tecnologia studiata, dietro impulso di DARPA, fin dagli anni ’80.

La notizia che spinge a volerne sapere qualcosa in più è però l’indiscrezione secondo cui il Nexus 5 di prossima uscita (come ci racconta anche il nostro Emanuele Boncimino nel suo articolo sulle caratteristiche del nuovo Nexus 5), potrebbe essere dotato di una microcamera con autofocus MEMS: la prima applicazione “consumer” di questo genere che vanta una notevole complessità e prestazioni impressionanti, anche se paragonate a quelle delle microcamere più evolute.

[In realtà molti sono scettici a tal proposito, ma il produttore di questo componente ha annunciato una prevista impennata nella produzione proprio nel periodo di uscita del Nexus 5... presto sapremo!]

Riportiamo un confronto delle principali caratteristiche con i tradizionali e tipici attuatori VCM (voice coil motor, attuatori elettromagnetici lineari) per evidenziare l’ampio divario che sussiste tra le due tecnologie:

Confronto fra camera MEMS e VCM

Con questa rapidità, estrema accuratezza e precisione del meccanismo, supportate da un ridottissimo consumo, diventa possibile effettuare riprese video ad alti framerate con autofocus continuamente ricalcolato e per lunghi periodi, oppure utilizzare le tecniche di postprocessing, come il multi-focus, ottenendo risultati oggi sconosciuti per qualunque microcamera attualmente sul mercato.

Il mio parere è che questo genere di attuatore abbia proprio tutte le carte in regola per soppiantare l’attuale tecnologia, vecchia di oltre 100 anni, in uso sugli smartphone.

Fonti:

Aggiornamento del 09/10/2013

A smentire definitivamente le voci che il primo smartphone a dotarsi di questa mems|camera sarebbe stato il Nexus 5 è direttamente la DigitalOptics Corporation, con con questo comunicato stampa (http://www.doc.com/Company/Pages/PressDetails.aspx?releaseID=795758), in cui indica la OPPO (Guangdong Oppo Mobile Telecommunications Corporation Ltd., produttore cinese di smartphone http://en.oppo.com) come prima azienda ad aver piazzato l’ordine per questo prodotto.

Leave a Reply

Michele Brami Articolo scritto da

Progettista di sistemi di automazione e supervisione industriali, appassionato di tecnologie e design innovativi. Ex-marinaio, sommergibilista a vita.

Contatta l'autore

Previous post:

Next post: