Che fine faranno i plugin in Windows 8?

Di - 24 July 2012 - in

Se ben ricordate, tempo fa avevamo parlato di Google Chrome per l’interfaccia Metro di Windows 8. Come spesso accade con il software chiuso, quando compare una nuova versione, molti formati ampiamente utilizzati nelle versioni precedenti non sono più supportati. In Windows 8 questo si nota innanzitutto con ActiveX, ma anche con alcune estensioni di Chrome, quelle sviluppate con tecnologia NPAPI (Netscape Plugin Application Programming Interface).

Si tratta di una tecnologia utilizzata dalla maggior parte dei browser per leggere diversi tipi di contenuti (ad esempio “audio/mp3”) che altrimenti richiederebbero l’esecuzione di un’applicazione esterna. Molti plugin di Chrome utilizzano questa tecnologia, tra cui alcune delle estensioni più in vista, che vedremo in seguito. Tutti questi, comunque, in Windows 8 con interfaccia Metro non saranno più disponibili, perchè di fatto non funzionano.

Il team si trova quindi a fronteggiare un problema non da poco: fornire agli utenti i plugin che al momento non sono disponibili, per fare in modo che essi possano sfruttare appieno le potenzialità del browser. In Chrome sono già disponibili da tempo delle estensioni che vengono eseguite nella sandbox, quindi in un ambiente protetto interno al browser stesso, e saranno disponibili anche in Windows 8. Si tratta dei due plugin più utilizzati al mondo: Adobe Flash Player e il visualizzatore di PDF.

Un’indagine condotta da Google su un campione di 20 milioni di utenti ha evidenziato che l’utilizzo delle estensioni sul browser di Mountain View sta decrescendo negli ultimi anni. In particolare, l’elenco che segue evidenzia l’utilizzo di alcune estensioni più in vista in 28 giorni.

  • Flash Player: 99.9%
  • Chrome PDF Viewer: 58%
  • Silverlight: 26%
  • Java: 12%
  • QuickTime: 4%
  • Windows Media Player: 2%

Risulta evidenziato lo scarso utilizzo di cui si parlava, fatta eccezione per le due estensioni eseguite in ambiente protetto, che occupano le prime posizioni. Questa condizione è determinata anche dal fatto che su smartphone e tablet le estensioni per Chrome non sono disponibili. Risulta pertanto facile pensare che la tecnologia NPAPI cadrà presto in disuso, lasciando spazio a nuovi e più efficaci eredi. Fino a quel momento, gli utenti che vorranno utilizzare Chrome non potranno usufruire dei vantaggi derivanti da questi plugin.

Via | The Chromium Blog

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Mattia Migliorini Articolo scritto da

Studente di informatica presso l'Università di Padova, web designer, amante di Linux e dell'open source in generale. Membro di Ubuntu e di 2viLUG, da gennaio 2012 è collaboratore di Engeene.

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