Chromebook Pixel: un laptop premium da Google

Di - 25 February 2013 - in

Sorpresa, stupore e ammirazione accompagnano la novità targata Google. Parliamo di un nuovo prodotto di fascia alta, dal design partorito interamente dalla società americana: il Chromebook Pixel. Si chiama Chromebook, ma presenta molti aspetti diversi dal paradigma al quale Eric Schmidt ci aveva abituati stabilendo che essi dovessero essere dispositivi economici, per tutti. Con Pixel tutto ciò viene abbattuto: parliamo di un dispositivo piuttosto costoso, ma non per questo da evitare fin dall’inizio.

Per comprendere se vale la pena spendere qualche soldo in più del solito, andiamo prima a conoscere le caratteristiche di questo laptop.
Lo schermo è la novità principale: protetto da Gorilla Glass, è un touchscreen da 2560×1700 di risoluzione con una diagonale di quasi 13 pollici. Subito appare la caratteristica più importante, che è poi anche quella che dà il nome al dispositivo: l’alta risoluzione riduce drasticamente la possibilità di visualizzare pixel nello schermo. A tal proposito, infatti, Sundar Pichai, Chrome Vice President, ha dichiarato: “Non vedrete mai più un pixel in vita vostra”. Sullo schermo, però, c’è altro da dire: vuole rivoluzionare il rapporto tra larghezza e altezza, ad oggi incentrato sui 16:9 nei portatili; in questo caso troviamo un rapporto di 3:2, che rende l’altezza quasi pari alla larghezza. Il motivo di questa scelta sta nel fatto che molte applicazioni web si sviluppano in altezza, pertanto Google ha ritenuto utile offrire il maggior spazio verticale possibile. Al tempo stesso, però, questo può rappresentare un problema per gli sviluppatori che devono adattare le proprie creazioni a questo nuovo concetto.

 

Anche il design è molto interessante: moderno, sobrio, presenta spigoli netti, solidi, smussati quel poco che basta per non infastidire. A vederlo, quindi, pur nel suo ridotto spessore dà un senso di materialità e robustezza. Una comoda fessura permette di sollevare lo schermo, che in questo modo si attiva autonomamente, senza dover premere un tasto. Sopra questa fessura, nel retro dello schermo, troviamo una striscia composta da diverse luci al LED con i colori di Google, anche se non è chiara la relazione tra questi e lo stato del computer.

Una volta aperto, ci troviamo davanti ad una tastiera retroilluminata, molto utile per chi lavora la sera o in mobilità, che nasconde anche le fessure per gli altoparlanti, così come accade nel MacBook Pro. Assieme agli altoparlanti nascosti, troviamo un microfono integrato con la piacevole caratteristica di eliminare il rumore dei tasti durante una chiamata VoIP. Una fascia superiore della tastiera, prossima allo schermo, include tutti i tasti che permettono di interagire con Chrome OS. Il touchpad, molto piacevole al tocco, è piuttosto sensibile, forse anche troppo.

Bene, richiudiamo la parte superiore del Chromebook Pixel. Non è necessario portarla fino in fondo!

Un’altra interessante novità è il touchscreen. Non è certo un componente essenziale in un laptop, anzi, probabilmente serve solo a dare un senso all’interfaccia dell’ultima versione di un popolare sistema operativo, ma lo ritroviamo anche qui. Quel che è peggio è che le qualità che si ricercano in uno schermo sensibile al tocco vengono qui disilluse: poco scattante, poco reattivo, questa scelta si configura come un fallimento.

È interessante analizzare anche le specifiche di questo dispositivo, che, assieme al prezzo, danno del Pixel un non-chromebook. Animato da un processore Intel Core i5 invece di un ARM o Intel Atom, che invece siamo soliti trovare negli altri chromebook; scheda grafica Intel HD 4000 e 4GB di RAM, assomiglia più ad un ultrabook. Anche in questo caso, però, emergono dei problemi: la combinazione di uno schermo ad alta risoluzione e il processore i5 riducono la durata della batteria a sole 5 ore.

Oltre a ciò, troviamo due porte USB 2.0, una Mini DisplayPort, jack da 3.5mm e lettore di SD Card. Per la connettività troviamo il WiFi 802.11 a/b/g/n, Bluetooth 3.0, cui si affianca una webcam a 720p con due microfoni. Un’altra versione, in arrivo dopo aprile, sarà dotata di connettività LTE.

Veniamo dunque al tanto discusso prezzo: $1299 per la versione WiFi, $1449 per quella LTE. Un prezzo elevato, ma adatto al dispositivo che permette di ottenere. Un dispositivo che, ad avere la necessaria disponibilità economica, non mi dispiacerebbe affatto acquistare. Come già detto, però, esso va contro il paradigma dei chromebook dell’essere economicamente convenienti e accessibili a tutti. Questa scelta, quindi, può far discutere, anzi, deve far discutere.

Incluso nel prezzo, Google offre per tre anni 1TB di spazio su Google Drive, per sopperire ai ridotti 32GB di spazio su disco caratteristici di tutti i dispositivi che integrano il sistema operativo di Mountain View. Il modello LTE avrà invece 64GB di storage interno, che comunque necessitano di essere affiancati da un servizio cloud.

Giunti a questo punto possiamo tirare le somme: questo Chromebook Pixel assomiglia molto ad un MacBook Pro, sia dal punto di vista del design, sia nel prezzo. Il problema, in questo caso, è il costo, se paragonato ad un software ancora troppo immaturo per una sfida ai settori alti del mercato. Che questa scelta nasconda altro? Cosa possiamo aspettarci da Google nei prossimi tempi?

Via | Google

Immagini | The Verge

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Mattia Migliorini Articolo scritto da

Studente di informatica presso l'Università di Padova, web designer, amante di Linux e dell'open source in generale. Membro di Ubuntu e di 2viLUG, da gennaio 2012 è collaboratore di Engeene.

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