[Code] Hack4Transparency: intervista a Federico Maggi

Di - 28 November 2011 - in

Poco tempo fa vi abbiamo parlato del Hack4Transparency, iniziativa di Google e del Parlamento Europeo, che consisteva in un poche parole in un Hackathon volto alla creazione di applicazioni sul tema della trasparenza del web e di internet.
Se avete letto l’articolo saprete che l’Italia, nonostante i tempi bui per la reputazione del nostro paese, ha fatto una splendida figura vincendo 3 premi su 6.

Uno dei team vincitori è il Team Maggi (secondo premio per la Internet Quality Track). Federico Maggi, il team leader, è un nostro amico da alcuni anni e, in occasione di una rimpatriata, è stato così gentile da rispondere ad alcune nostre domande curiose sull’evento.

INTERVISTA A FEDERICO MAGGI

Googlab: Ciao Federico, tanto per scaldare il motore raccontaci qualcosa di te, qual è la tua formazione e di cosa ti occupi.

Federico Maggi: Sono laureato in ingegneria informatica e, durante i miei studi di dottorato, mi sono occupato di sicurezza informatica. Attualmente sono Research Assistant al Dipartimento di Elettronica e Formazione al Politecnico di Milano e, più specificatamente, lavoro al VPLAB (twitter @VP_LAB) dove continuo ad occuparmi di ricerca scientifica sulla sicurezza informatica.
Il VPLAB ha partecipato e vinto due edizioni consecutive del iCTF (International Capture The Flag) organizzato da UCSB (University of California Santa Barbara).

Googlab: Come sei venuto a conoscenza del concorso Hak4Transparency e perché hai deciso di partecipare?

Federico Maggi: Mi è stato segnalato da colleghi, insomma tramite passaparola. Alcune delle tematiche affrontate in laboratorio erano abbastanza in linea con l’IQT (Internet Quality Track) dell’EU Hackathon. Fatto uno più uno, io e il mio team abbiamo deciso di iscriverci e partecipare al concorso.

Googlab: Spiegaci un attimo lo scopo del concorso

Federico Maggi: Il contest era organizzato in due track: IQT (Internet Quality Track) e GTT (Global Transparency Track). Lo scopo era quello di riunire in ambito europeo (motivo per il quale era organizzato in parte dal Parlamento Europeo) società, politica e innovazione tecnologica, con l’obiettivo di promuovere la trasparenza dell’informazione in Internet. Gli organizzatori hanno fornito dei dati, riguardanti ad esempio le performance di una rete o di un insieme di ISP (Internet Service Provider). Questi dati provengono principalmente da MLAB (una piattaforma open di Google per la misurazione e la raccolta di dati legati ad Internet). Questi sono tutti dati pubblici ma l’utente medio spesso non sa come leggerli o interpretarli.
Lo scopo del contest era quello di creare delle visualizzazioni omnicomprensive, compatte e semplici, magari sotto forma di game, grafici o applicazioni.

Googlab: Raccontaci dell’applicazione che hai sviluppato e che ha vinto il secondo premio nella categoria Internet Quality Track

Federico Maggi: L’applicazione si chiama VIPER (Visualizzing Internet PERformance). Essa permette di visualizzare i risultati del NDT test, un test molto sofisticato della qualità di una connessione di rete, che va oltre i semplici indicatori di velocita`, ma permette anche di capire le cause, nel caso si individuino basse prestazioni. L’ipotesti da cui siamo partiti è che l’utente tipico di tipo “desktop” ha il tempo di visualizzare i dati e farci delle analisi (anche molto brevi), mentre l’utente tipico di tipo “mobile” non ha tempo per fare questo e, anzi, ha più un ruolo di generatore di dati (esecutore del test NDT, che richiede la sola pressione di un tasto).
All’utente mobile interessa al massimo vedere come si posizionano le performance della rete mobile a cui e` collegato rispetto alle altre reti disponibili nel luogo dove si trova, per effettuare delle comparazioni.
La versione desktop di VIPER fa apparire cartina geografica globale, simile per aspetto ad una termografia, che mostra la situazione delle varie nazione rispetto ai risultati del NDT test.

I dati sono aggregati in base al concetto che un provider è un buon provider se offre buone performance sia in upload sia download. Questi dati vengono pescati, su base mensile, da Big Query di Google (un servizio di Google Code che permette di effettuare analisi interattive di quantità massive di dati–fino a due miliardi di righe). Per ragioni di efficienza, VIPER pre-calcola gli indicatori aggregati che interessano la visualizzazione e li mantiene in un database separato.
Andando su una nazione si vedono i grafici relativi ai vari trend per ogni parametro . Cliccando, si visualizzano anche dei dettagli come la media e l’andamento giornaliero su tutto il mese. Il doppio click sulla nazione permette invece di vedere il dettaglio relativo agli ISP all’interno della nazione. Successivamente è anche possibile analizzare ciascun ISP.
I dati sono gli stessi anche modificando la visualizzazione cosa che crea una sensazione di familiarità anche per l’utente meno esperto.
L’applicazione mobile, sviluppata sottoforma di applicazione web basata su jQuery Mobile, permette invece di effettuare il NDT test con la semplice pressione di un tasto, e vedere come si e` posizionati rispetto agli altri provider per quel che riguarda velocità upload, velocità download, livello di congestione (rete o terminale), e altri indicatori. Caratteristica interessante è che la schermata dell’applicazione mobile è di fatto una “widget” dell’applicazione desktop.

L’utente vede la stessa cosa che vedrebbe sul desktop quando si posiziona su nazione o ISP, cosa che da’ una sensazione di semplicità e familiarità. La posizione dell’utente viene presa tramite GPS.

Googlab: Com’è stato lavorare per 24 ore di fila? Come vi siete coordinati? Com’era il rapporto con gli altri team? Quanti erano gli altri team?

Federico Maggi: C’erano in totale di una ventina di team (3-6 persone in media per team). I membri del nostro team erano invece 5.  Ci siamo preparati attraverso due meeting precedenti la gara, nei quali abbiamo discusso i punti che avremmo poi sviluppato durante le 24 ore della competizione. La challenge era pubblica e quindi tutti i team avevano modo di progettare l’applicazione a tavolino prima dell’inizio del concorso vero e proprio. Non era possibile, secondo il regolamento, scrivere codice od altro prima del concorso, ma solo raccogliere le idee su ciò che si sarebbe poi sviluppato.
Arrivati sul luogo di lavoro, che era la sede di Google a Bruxelles, abbiamo organizzato i tavoli in modo che ogni componente del team potesse vedere gli schermi degli altri, così da favorire una migliore e naturale collaborazione tra i membri e supervisione sia reciproca sia da parte del team leader.
Il gruppo lavorava così in modo paritario ed equilibrato.
Subito dall’inizio uno dei componenti del team si è proposto per lavorare, affiancato ad un altro componente del gruppo, all’implementazione vera e propria della visualizzazione dei dati, essendo entrambi già a conoscenza del framework che avevamo in programma di utilizzare (BURN). Un altro membro aveva esperienza sulla parte mobile. Per visualizzare alcuni dati è stato utilizzato Google Charts. Il resto era su un framework di visualizzazione sviluppato da noi in Flash (tramite BURN), creato originariamente per visualizzare quegli ISP ritenuti poco sicuri in quanto non prendono deliberatamente alcuna contromisura contro i servizi malevoli (BURN ha vinto il best paper award a VizSec 2011).
Io mi sono occupato dell’estrazione dei dati da DB e della crerazione di API per i due client (desktop e mobile), oltre all’atività di coordinazione dei membri del team.

I membri del team sono:

Alessandro Frossi 
Roman Kochanek
Francesco Roveta
Alberto Volpatto
Federico Maggi (Team Leader)

Durante il contest non abbiamo parlato con gli altri team. Ma alla fine, dopo il gong, quando i giudici hanno iniziato a girare tra i tavoli, c’è stata molta interazione con i team vicini.

 
Googlab: Ci sarà un follow up al concorso? Cosa hanno detto al Parlamento Europeo riguardo ai temi del concorso?

Federico Maggi: Ci sarà certamente un follow up del concorso nel 2012 perché il Parlamenteo Europeo è stato molto soddisfatto e tutti i partecipanti l’hanno chiesto. Per molti partecipanti è stata un ottimo showcase sia nei confronti di Google che rispetto ad altre aziende. Si tratta della prima volta che dei programmatori esperti entrano al Parlamento Europeo con queste premesse.
Alla fine è intervenuta anche il Commissario Neelie Kroes per la digital agenda della Commissione Europea. L’evento è piaciuto ed è stato ritenuto molto interessante, cosa che ha portato al desiderio di realizzare un seguito per l’hanno prossimo.

Googlab: Raccontaci un qualche aneddoto

Federico Maggi: Eravamo il team più vicino al frigo delle Red Bull… :).
All’interno dei bagni del Googleplex di Bruxelles c’erano dei cartelli con dei consigli su come migliorare la tua vita in Google utilizzando ad esempio i prodotti di Google (Tipo Gmail Priority Inbox).
Ottimo cibo servito per tutte le 24 ore, bevande e poltrone massaggianti in puro stile Google, oltre a “poltrone sacco” brandizzate apposta per l’EuHackathon.
Alla fine della premiazione c’è stato un collegamento via Google Hangout con uno dei padri di internet, Vinton Cerf, inventore del protocollo TCP/IP, un momento emozionante.
Non c’erano prese a sufficienza e una delle organizzatrici è dovuta correre al più vicino negozio di articoli elettrici per comprare delle ciabatte :).
Un team di fotografi e video operatori è stato vicino ai team dal primo minuto fino alla fine della manifestazione.
Molti ragazzi, distrutti dalla competizione appena terminata, si sono addormentati sulle poltrone reclinabili del Parlamento Europeo.

Se vi è piaciuta l’intervista restate sintonizzati sulle frequenze di Googlab perché con tutta probabilità sentiremo parlare ancora di Federico Maggi.

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Gabriele Visconti Articolo scritto da

Editor in Chief per Engeene. Appassionato di Linux, FOSS, videogame e, da poco, di cucina. Parla quattro lingue ed ama leggere libri in lingua inglese.

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