[Code] Ricerca per immagini nelle Custom Search API

Di - 16 February 2012 - in

Continua l’integrazione dei servizi Google con il sempre più ricco sistema di API fornite alla comunità: ora gli sviluppatori potranno contare anche sulla ricerca per immagini tramite il Custom Search Engine, per offrire agli utenti dei propri siti web un’esperienza ancora migliore.

Nell’ormai lontano 2006 Google lanciò i Motori di ricerca personalizzati, termine italiano per il Custom Search Engine, un servizio legato a Google Search che permetteva agli sviluppatori web di inserire nei propri siti form di ricerca dal funzionamento personalizzabile che si appoggiavano al motore principale di Big G.

Tale servizio, tutt’ora in fase beta, è diventato molto popolare sul web e ormai non si fa più neanche caso quando, su un sito web qualsiasi, ci si trova di fronte al campo di ricerca marchiato “powered by Google”.

Ma negli ultimi sei anni di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, a cominciare dalle varie riorganizzazioni e razionalizzazioni che il pacchetto in continua espansione dei servizi Google ha subito. Con il passare del tempo, l’azienda di Mountain View ha cercato di mettere nelle mani degli sviluppatori strumenti sempre più efficaci per sfruttare i vari Search, Docs, Picasa e così via; parliamo ovviamente del sistema di API di Google.
Tale stesso sistema ha subito una drastica riorganizzazione nel momento in cui il vecchio approccio al problema è stato mandato in pensione in favore delle nuove API, scritte per essere più semplici da utilizzare e meglio integrate con il nuovo parco prodotti della casa madre.

Anche le API per gestire i motori di ricerca personalizzati sono state rivisitate e migliorate e da qualche ora, come annuncia Nam Nguyen, programmatore Google, è possibile utilizzare il nuovo sistema interno al Custom Search Engine per ottenere risultati presi solo dalla Ricerca per immagini del motore di ricerca più usato del mondo.

Oltre ad essere una buona notizia per tutti coloro che sfruttano i risultati di Search per il proprio lavoro, è anche un invito a tutti coloro che ancora utilizzassero le deprecate Image Search API affinchè facciano il salto e utilizzino la nuova interfaccia di programmazione messa a disposizione del pubblico.

Come ormai consuetudine i risultati ottenibili con i richiami a tali API sono disponibili, a seconda dei casi e delle applicazioni pratiche, in formato JSON o come feed Atom.

Lo stesso Nguyen esemplifica uno scenario di utilizzo per la ricerca di immagini “floreali” di piccole dimensioni.
Ad esempio a fronte di una richiesta come la seguente:

https://www.googleapis.com/customsearch/v1?key=YOUR_API_KEY&cx=YOUR_CSE_ID&q=flower&searchType=image&fileType=jpg&imgSize=small&alt=json

Un possibile risultato in formato JSON potrebbe essere il seguente:

{
"kind": "customsearch#result",
"title": "flower-photo",
"htmlTitle": "\u003cb\u003eflower\u003c/b\u003e-photo",
"link": "http://images.example.com/flowerphoto.jpg",
"displayLink": "images.example.com",
"snippet": "photo of flower",
"htmlSnippet": "photo of \u003cb\u003eflower\u003c/b\u003e",
"mime": "image/jpeg",
"image": {
"contextLink": "http://images.example.com/flowergallery.html",
"height": 100,
"width": 100,
"byteSize": 6104,
"thumbnailLink": "https://encrypted-tbn2.google.com/images?q=tbn:3x4MPL3",
"thumbnailHeight": 82,
"thumbnailWidth": 82
}
}

Da notare, come avviene per ogni utilizzo delle Custom Search API, la necessità di una API key e un identificativo relativo al proprio account sul Custom Search Engine – rispettivamente YOUR_API_KEY e YOUR_CSE_ID nella richiesta d’esempio vista prima (evidenziati in rosso).

Come ultima considerazione, viene ricordato agli utenti che nel pannello di controllo del proprio Motore di ricerca personalizzato è necessario abilitare la ricerca per immagini affinchè questa funzioni correttamente.

Via | Google Code

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Federico Ruggi Articolo scritto da

Studente di Ingegneria Informatica, sviluppatore, si interessa di matematica, fisica e ogni tanto un po’ di astronomia; in generale, di qualsiasi cosa riesca a mantenere sotto stress i neuroni. Fissato con i LEGO e i sistemi Unix, è amante corrisposto dell’editor vim. Dal Gennaio 2012 è collaboratore di Googlab.

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