Come ottenere 10 milioni di +1 in una settimana

Di - 25 February 2014 - in
Post image for Come ottenere 10 milioni di +1 in una settimana

È davvero possibile ottenere milioni di +1 su una pagina Google Plus con poco sforzo ed in un arco di tempo limitato? Ebbene sì, non è uno scherzo.

Ora che ho catturato la vostra attenzione, prima ancora di spiegarvi come sia possibile, ci sentiamo in dovere di mettere le mani avanti: si tratta di un bug, clamoroso e non documentato, che chiunque può riprodurre con poco tempo sul proprio sito internet, ma che con ogni probabilità verrà risolto nel giro di poco tempo dalla data di pubblicazione di questo articolo, quindi mettetevi il cuore in pace: addio sogni di gloria dei milioni di +1 piovuti sulla pagina Google Plus del circolo Arci di Canicattì.

Come ce ne siamo accorti?

La notizia del bug ci è arrivata da Demetrio Siragusa, presidente di Fablab Palermo, di cui cura i contenuti sui social network.

Fablab è una delle diverse realtà nascenti in tutta Italia che danno supporto alla comunità dei makers: attorno a Fablab ruotano artisti, designer, architetti, studenti, artigiani, creativi, gente comune ma con delle idee creative che necessitano di un supporto per la loro realizzazione.

Da qualche settimana Fablab aveva rinnovato il sito, ospitato temporaneamente su un dominio differente, e Demetrio si era accorto che la pagina su Google Plus aveva incominciato a dare i numeri: venivano mostrati più di 5 milioni di +1 ricevuti.

Si è pensato in un primo momento ad un bug temporaneo o ad un errore di visualizzazione dovuto al browser, senza darci troppo peso. Poi un bel giorno la pagina di Fablab viene citata da Circlecount come una delle pagine con il più alto numero di +1 al mondo.

Era improvvisamente diventata una cosa seria, Demetrio a quel punto ha contattato Enrico Altavilla per farsi aiutare a capire cosa stesse succedendo ed assieme a lui siamo stati coinvolti nell’indagine.

La diagnosi del bug

La prima cosa da fare era controllare che la procedura di verifica del dominio fosse stata portata a termine correttamente. Siamo quindi andati a vedere il codice sorgente dell’homepage del sito fablabpalermo.org e questo è quello che abbiamo trovato:

<iframe src="http://www.mtbonline.it/fablab/" width=100% height=100% frameborder="0">
<script language="javascript">
<!--
location.replace("http://www.google.com");
-->
</script>
</iframe>

Più tardi, Demetrio ci ha spiegato che questo codice era stato inserito per “l’esigenza di fare un redirect improprio” del sito di Fablab Palermo, verso l’URL presso cui era ospitato temporaneamente. Lo snippet di codice era stato trovato dopo una ricerca in rete ed adattato alle proprie esigenze, in modo che funzionasse allo scopo.

Tuttavia, ad un occhio attento, c’è una riga in particolare che salta all’attenzione e che ci ha acceso la proverbiale lampadina. L’uso della funzione javascript:

location.replace

Puntata verso il dominio www.google.com.

Per chiudere il cerchio, restava solo una cosa da fare…

Abbiamo trovato la pagina ufficiale di Google, collegata al sito verificato di Google.com. Aveva 5 milioni di utenti. Avevamo fatto bingo. A quanto ci era dato di vedere, bastava una riga di codice per impossessarsi a tutti gli effetti del numero di +1 visualizzato su pagine famose… e questo senza fare alcuna verifica del dominio, anzi. Il dominio verificato risultava sempre Fablabpalermo.org.

Rimaneva solo un ultimo punto da portare a termine  per confermare la cosa.

Impossessarsi dei +1 della pagina di YouTube

Tanto semplice la causa, quanto facile il test per confermare la diagnosi: abbiamo sostituito l’indirizzo di www.google.com con quello di www.youtube.com all’interno del codice sorgente dell’homepage di Fablabpalermo.org. E tanto è bastato: nel giro di pochi giorni il contatore dei +1 sulla pagina Google Plus di Fablab Palermo aveva superato i 10 milioni di +1.

Conclusioni e follow-up

Il sito di Fablab è stato poi migrato a tutti gli effetti ed attualmente sulla pagina di Google Plus non è più presente l’anomalia. Per chi volesse approfondire e verificare con mano il funzionamento del bug in tutti i suoi aspetti, il solerte Maurizio Ceravolo ha scritto un esaustivo articolo tecnico di approfondimento in cui sono presenti più casistiche differenti.

Leave a Reply

Martino Mosna Articolo scritto da

Specialista di Search Marketing e Web Anaytics, lavora nel campo dal 2006, attualmente come consulente freelance. Appassionato di astronomia e giochi di ruolo, il suo motto è “Non si smette di giocare perché si invecchia, si invecchia perché si smette di giocare”.

Contatta l'autore

Previous post:

Next post: