Come tutelarsi dai ban di AdSense

Di - 16 January 2013 - in

Uno dei pensieri che affligge molti publisher è quello di essere bannati: c’è chi ha davvero il terrore di aprire l’email e di trovare la famigerata notizia del ban. Ma che significa essere bannati? Perché questo terrore? Un utente bannato non può più esporre gli ads sui suoi siti e quindi deve trovare un’altra forma di guadagno, che difficilmente potrà essere performante come AdSense.

Ma la vera domanda da porci è: ma dobbiamo davvero preoccuparci tanto? La risposta non è facile, dipende da alcuni aspetti, ma in linea di massima no, non dobbiamo preoccuparci se seguiamo alcune regole.

Come prima cosa è essenziale sapere il regolamento di AdSense  a menadito. Una lettura superficiale e veloce non è sufficiente. Il regolamento deve essere ben digerito e qualora si abbiano dei dubbi è meglio essere restrittivi o chiedere sul forum di Google AdSense, dove molte persone ben preparate sapranno aiutarci.

Un’altra cosa essenziale sono i Termini e condizioni di AdSense (tos). Anche questi devono essere conosciuti per bene in ogni piccolo dettaglio.

Dobbiamo ricordarci che il regolamento ed i tos devono essere riletti abbastanza di frequente in quanto Google non è tenuto a comunicare ogni singola modifica. Uno strumento utile per questo è il blog ufficiale di AdSense, dove vengono generalmente scritte e commentate le variazioni.

Se il nostro sito rispetta regolamenti e tos possiamo dormire sogni tranquilli. Ricordiamoci che per Google perdere un publisher significa perdere per sempre un possibile guadagno, quindi il ban viene valutato attentamente prima di essere dato.

AdSense Click Bombing

 

Spesso si sente la domanda: “Ma se un utente mi vuol far bannare e continua a cliccare sui miei annunci che ci posso fare?”
Essendo un Google Top Contributor ho spesso la possibilità di parlare con i dipendenti Google, che mi hanno assicurato che gli algoritmi sanno riconoscere chi fa i click ed è impossibile essere bannato per un click-bombing degli altri, a meno che questi non siano strettamente collegati a noi. Qualora ci accorgessimo di movimenti sospetti è comunque importante saper reagire segnalando la cosa e prendere delle precauzioni, qualora la cosa si protragga molto.
Io suggerisco ad esempio di identificare se possibile l’indirizzo ip del colpevole e bloccare l’intero sito web al personaggio, oppure non far più vedere a solo quell’indirizzo gli ads, così sarà convinto che il suo scopo è stato raggiunto. Chiaramente per riuscire a fare cose di questo genere non bisogna essere dei webmaster improvvisati. La cosa più semplice anche per gli inesperti è togliere gli ads dal sito per un periodo, diciamo di 7-14 giorni e poi re-inserirli.

Un altro suggerimento che mi sento di dare, è di non essere troppo frettolosi ad inserire AdSense nel proprio sito. Per poter guadagnare cifre degne di nota, si devono avere almeno 500 visitatori univoci al giorno, quindi aspettiamo questi volumi, questo ci consentirà di “diluire” gli eventuali click invalidi (che ci sono sempre) in un più gran numero di click, abbassando così il valore percentuale di click invalidi sul totale e poter essere ancor più tranquilli.

Una buona notizia che posso dare è che di recente Google ha modificato il meccanismo dei ban, ed in certi casi, quello che prima era una ban certo, ora può diventare un avviso e una disattivazione per un solo mese invece che un ban a vita.

Se poi nonostante tutto ciò si viene bannati, esiste anche la possibilità di fare un ricorso presentando delle prove per scagionarci dalle colpe che ci vengono attribuite. Il ricorso può essere fatto una sola volta e viene sempre valutato da umani, quindi prima di farlo pensiamoci e ragioniamoci bene.

Spero con questo articolo di essere riuscito a tranquillizzare chi tra voi ha questo tipo di paure.

Se volete che venga affrontato un particolare argomento nel prossimo articolo di AdSense, non esitate a chiedere commentando questo articolo.

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Mauro Gadotti Articolo scritto da

Mauro Gadotti lavora come programmatore dal 1992 ed è specialista nei prodotti pubblicitari di Google sia per il mondo dei publisher (AdSense) che degli inserzionisti (AdWords). Ha aperto il suo primo account AdSense nel 2004 e quello AdWords nel 2005. Ama lo sci e la pesca che pratica col figlio Mattia. Autore del libro: Come AdSense può cambiarti la vita.

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