Come utilizzare al meglio lo scrolling infinito

Di - 4 March 2014 - in
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Qualche giorno fa abbiamo visto come realizzare correttamente una pagina web con scrolling infinito, in modo tale che la pagina risulti interpretabile – e quindi indicizzabile – dal GoogleBot. Per completare il discorso, vediamo ora quando è opportuno usare lo scrolling infinito e quando è invece meglio affidarsi al più tradizionale sistema di paginazione.

Quando usare lo scrolling infinito…

L’Infinite Scrolling è una tecnica usata per creare pagine web in cui il contenuto viene presentato all’utente in modo continuativo durante lo scrolling, senza che esso debba cliccare da nessuna parte per accedere al contenuto aggiuntivo. Questo tipo di approccio è stato reso celebre ad esempio da Twitter. Abbiamo infatti tutti familiarità con la timeline di questo social network, così come con altri esempi noti, come la ricerca per immagini di Google, oppure lo stesso Google Plus.

Questi esempi rendono già bene l’idea di quali pagine web sono più indicate per l’utilizzo dello scrolling infinito. In situazioni come queste, l’utente si trova in una condizione di “esplorazione”, come nel caso della ricerca per immagini, oppure di “passività” intesa non in senso negativo, bensì come disposizione mentale a far fluire blocchi di informazione senza ricerca di uno specifico contenuto.
Lo stato mentale dell’utente o, se vogliamo, lo scopo della navigazione è la chiave per capire quando è meglio utilizzare lo scroll infinito: quando le informazioni presentate appartengono ad una stessa categoria gerarchica, uno stesso livello di granularità e sono tra loro ampiamente relazionate.

… e quando non usarlo

Uno scrolling continuo, a cui fa seguito l’apparire costante delle informazioni, ha però anche alcuni svantaggi dei quali i web designer dovrebbero tenere conto.
Questo tipo di approccio non è indicato in quei casi in cui la disposizione gerarchica delle informazioni è fondamentale. Pensiamo ad esempio ad un sito web che si prefigge di insegnare una determinata cosa. Generalmente è indicato suddividere i contenuti di un ipotetico corso in diversi sotto argomenti, più o meno dettagliati, facendo corrispondere ad ognuno di essi un obiettivo specifico per l’utente. Si veda ad esempio All About Circuits, che presenta questo tipo di approccio.

In questo caso lo scrolling infinito rappresenterebbe solamente un ostacolo, creando un senso di smarrimento nell’utente ed una difficoltà ad accedere a contenuto specifico, nel caso in cui esso voglia rileggere un pezzo di informazione posizionata in un determinato punto gerarchico.
Un altro esempio è quello di un sito web aziendale che presenta la propria gamma di prodotti. Se questa gamma è molto ampia, viene naturale pensare come più indicato suddividere i prodotti secondo accorpamenti gerarchici suddivisi in pagine web ben distinte. Anche in questo caso, presentare tutta la gamma di prodotti in un’unica lunga pagina, non farebbe altro che scoraggiare l’utente e, in definitiva, impedirgli di localizzare velocemente l’informazione che sta cercando.

Concludendo

Utilizzate l’infinite scrolling quando quello che si presenta all’utente è un’esperienza di tipo immersiva o esplorativa.
Nei casi in cui la gerarchia delle informazioni, la navigazione per obiettivi e la localizzazione delle informazioni sono fondamentali, optate per un’architettura più formale.
Due ultimi consigli.
La lunghezza delle pagine web dovrebbe sempre essere determinata in funzione del tipo e della rilevanza delle informazioni e non secondo canoni standard.
In caso voleste optare per lo scrolling infinito, valutate se, a seconda del tipo di esperienza che il sito offre all’utente, è il caso di optare per una soluzione ibrida in cui all’abisso informativo viene associato un albero di navigazione che aiuta l’utente a capire dove si trova all’interno del flusso e come spostarsi velocemente.

Fonte: Infinite Scrolling is Not for Every Website

Fonte Immagine di copertina: Infinito di Rafael Núñez

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Gabriele Visconti Articolo scritto da

Editor in Chief per Engeene. Appassionato di Linux, FOSS, videogame e, da poco, di cucina. Parla quattro lingue ed ama leggere libri in lingua inglese.

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