Considerazioni sulla Google Tax

Di - 3 December 2013 - in
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Per favorire il diffondersi all’estero delle economie nazionali sono state abolite le dogane in Europa ed è stata introdotta la moneta unica. Le multinazionali hanno messo le loro sedi nei paradisi fiscali europei per essere più competitive. Ora si vorrebbe tornare indietro con la Google Tax.

Un emendamento alla legge di stabilità prevedeva che servizi e prodotti venduti su internet potessero essere forniti soltanto da società che avessero aperto una sede in Italia (dotati quindi di una partita IVA in Italia).

Anche non tenendo conto del fatto che Google da sola ha pagato tasse all’Agenzia delle Entrate per 1,8 milioni di euro direi che questa tassa è incompatibile con le leggi italiane che hanno recepito le direttive europee relative alla fatturazione di servizi forniti per via telematica.

Una sana concorrenza tra le aziende aiuta le aziende a migliorare i propri prodotti e servizi. Anche una sana concorrenza tra stati aiuta gli stati a ottimizzare il proprio operato. Il fatto di poter scegliere un servizio dove il servizio è migliore e costa meno è uno dei cardini fondamentali dell’economia basata sul libero scambio. La concorrenza porta ad avere una maggiore efficienza, sia in termini di qualità sia in termini di prezzo finale del servizio. Ma il problema vero non è che la Google Tax indebolirebbe la concorrenza fattaci dall’estero: il problema è che l’attuale situazione sulla tassazione estera è stata resa legale da direttive europee accettate da tutti gli stati membri.

una sana concorrenza tra stati aiuta gli stati a ottimizzare il proprio operato

Il problema che sta alla base dell’interesse nell’introdurre una Google Tax è la mancanza di una politica economica europea comune. Fintanto che ci saranno nazioni che fanno fatica a tirare avanti con una pressione fiscale del 43,5% (Italia) mentre altre riescono a campare con una pressione fiscale del 27,8% (Irlanda) ci saranno aziende e persone che ne approfitteranno, specie in periodi di crisi come questo.

E se invece di aumentare le tasse diminuissimo le inefficienze dell’Impresa Italia? Che so, rendendo illegale il lavoro interinale e gli strumenti derivati (prime cause della crisi secondo chi scrive) ma favorendo processi di formazione continua?

Questo non ci sarà dato saperlo per davvero molto tempo, purtroppo. Quello che può farci consolare se non altro è che il nostro paese non è l’unico a voler introdurre una Google Tax sui profitti delle multinazionali online. Altre nazioni che la vogliono introdurre sono Francia e Regno Unito.

Fonti | Il Post | Il Sole 24 Ore | Bloomberg | Wired | Wikipedia

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Marco Buschini Articolo scritto da

Da sempre appassionato di informatica e di scrittura fonde queste due passioni collaborando con Engeene. L’attuale crisi economica lo condanna ad essere attualmente in cerca di occupazione stabile.

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