Conversioni Cross Browser e Cross Device su AdWords

Di - 4 November 2013 - in
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Sarebbe servita la sfera di cristallo per concepire un report del genere, almeno se avessimo vissuto ai tempi di Mago Merlino; lo dimostra il fatto che non tutti sono pronti ed arruolati per poter vedere questo report, che di per sé, suona tanto come un bluff, ma poi di fatto, considerato chi e come lo implementa, non lo è davvero.
In poche parole sappiamo che AdWords, ma in generale quasi nessuno, a parte e in parte Kiss Metrics, che ha un sistema di stima user core,  può riconoscere l’utente durante la sua navigazione, se questa avviene da browser diversi (o computer diversi) o da device diversi.
Immaginiamo un utente che mentre aspetta la metro, seduto sulla panchina, effettua una ricerca per un capo di abbigliamento che ha visto indosso al suo compagno di trasferte. Avrà tutto il tempo di cercare, vedere, capire. Poi, arrivato a casa, magari più tardi nella giornata, acceso il suo computer, o attivato il suo tablet, attraverso un display più generoso, compirà il misfatto: convertirà!
Bene, questo signore (o signora…) non può essere tracciato; ma oggi AdWords dice che lo può prevedere. Questo è naturalmente possibile – no, niente sfera di cristallo – grazie al fatto che il colosso di Mountain View possiede una pletora (e più) di dati e quindi riesce a comprendere l’abitudine di ricerca di un utente medio. Di fatto quello che compie è una media di azione. Una stima di comportamento.

Come dice AdWords stesso nella guida, per mostrare la Sfinge, il sistema dovrà essere assolutamente sicuro del dato che prevede. E per essere sicuro, l’account dovrà registrare almeno 50 conversioni al giorno, per mostrare la voce “Conversioni totali stimate”.

Secondo la guida i benefici immediati saranno:

  • Verificare in che modo le campagne AdWords influenzano le conversioni cross-device e cross-browser.
  • Prendere decisioni commerciali in merito alle offerte online basate su dati concreti.
  • Prendere più facilmente le decisioni giuste in merito all’allocazione delle risorse tra il budget online e offline.
  • Ottimizzare le offerte per i dispositivi mobili. È sufficiente filtrare i dati in base al tipo di dispositivo per confrontarne le conversioni totali stimate.

E siamo sinceri, analizzare questi dati e renderli numeri di marketing, per quanto oracolo, è sicuramente interessante. La pianificazione del dato è alla base del marketing e chi è dentro a certi numeri, fino a ora poteva farlo prevedendo egli stesso. Paragonare i propri prospetti con quelli di AdWords, male che vada, confermerà quanto buoni sono i propri numeri. No?

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Andrea "Blubit" Testa Articolo scritto da

Andrea "Blubit" Testa lavora come consulente per la pubblicità online dal 1993 e si è specializzato nelle campagne SEM dalle prime piattaforme di keyword advertising in pay-per-clic. E' Top Contributor di Google AdWords dal 2010.

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