Doodle per “Little Nemo” di Winsor McCay

Di - 15 October 2012 - in

Il Doodle di oggi celebra il 107° Anniversario della nascita di Little Nemo in Slumberland, l’opera piú famosa di Winsor McCay.

McCay è stato un illustratore e fumettista americato vissuto tra la seconda metà dell’ottocento e la prima metà del novecento del millennio scorso.

Il Doodle si incentra su una delle più famose tra le storie di McCay e cioè Little Nemo in Slumberland, pubblicata originariamente su un settimanale statunitense agli inizi del novecento. Little Nemo è stato tra i primissimi fumetti a diffusione mondiale, pur non divenendo mai popolarissimo, e ha contribuito ad elevare il fumetto a forma d’arte universalmente riconosciuta. Arrivò anche in Italia, sul Corriere dei Piccoli, dove fu pubblicato tra il 1912 e il 1914 con il (pessimo, e purtroppo usato anche da Google) titolo Bubi nel Paese del Dormiveglia. È quindi passato un secolo esatto dalla pubblicazione italiana.

La storia si incentra sul “Piccolo Nemo” un bambino che ogni notte vive diverse avventure attraverso il sogno, salvo poi svegliarsi tipicamente con la caduta dal letto. Lo stile grafico molto caratteristico, e ripreso splendidamente da Google, si adattava perfettamente alla dimensione fantastica e onirica in cui si svolgevano le storie, e rendevano benissimo l’atmosfera di un mondo nel quale le leggi fisiche sono molto labili. La genialità delle trame, pur molto semplici, e la bellezza dello stile, hanno reso questo fumetto un classico senza tempo, perfettamente godibile anche a piú di un secolo dalla pubblicazione.

Il Doodle racconta proprio una di queste avventure, integrando in maniera inaspettata e naturale le tecnologie del web con uno stile grafico retrò che riproduce lo stile di McCay senza snaturarlo piegandolo al web. L’osservatore ha quindi la possibilità di scorrere la storia cliccando una linguetta, come se fosse un segnalibro.

 

Nelle immagini si notano diversi riferimenti al logo Google, come lettere che spuntano qua e là anche sotto forma di elementi architettonici. Le colonne della terza vignetta sono infatti le “L” del logo aziendale. In calce all’articolo trovate il video che ne immortala le diverse fasi.

Una vera opera d’arte, ed un fumetto come Little Nemo non meritava nulla di meno. Consiglio a chiunque fosse anche solo un po’ incuriosito la lettura del fumetto, ve ne sono edizioni italiane anche piuttosto recenti, che lo rendono davvero facilmente reperibile.

Devo dire che non mi aspettavo un omaggio cosí bello al mondo del fumetto e a chiunque abbia voglia di sognare.

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Lorenzo Breda Articolo scritto da

Studente di Informatica a Roma, si occupa di programmazione web sopratutto lato server, e di accessibilità del web. Utilizza e ama Debian GNU/Linux, e si interessa di fisica, fumetto, trekking e fotografia (gli ultimi due possibilmente abbinati). Collabora con Googlab da aprile 2012.

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