DUCC-IT 2013: le comunità riunite

Di - 11 June 2013 - in
DUCC-IT 2013

Fermo, 1-2 Giugno 2013: le comunità italiane di Debian e Ubuntu, due tra le distribuzioni GNU/Linux più rappresentative, si riuniscono nella Debian/Ubuntu Community Conference Italia. Il luogo scelto è una cittadina davvero molto bella, con un patrimonio storico-artistico impressionante e particolarmente accogliente, se non fosse per le strade in ripida salita che tolgono il fiato a noi informatici.

Il tutto inizia alle 10:00 di sabato, con una breve introduzione di Andrea Colangelo, Ubuntu Developer, e la mattinata dedicata alle comunità. A dare il via alle danze è Pietro Albini, che fa il punto della situazione del Gruppo Web di Ubuntu-it, quello che gestisce il sito della comunità italiana, come suggerisce il nome.

Poi è stato il turno dell’intervento di Mattia Migliorini, il sottoscritto, sul rinnovo dell’Ufficio Stampa della comunità italiana di Ubuntu; sono state portate all’attenzione le problematiche che rendevano difficile il lavoro di questo gruppo in precedenza e le modalità in cui sono cambiate le cose: da “voce di Ubuntu in Italia”, l’Ufficio Stampa è diventato la “voce di Ubuntu Italia”, un ruolo ad esso più adatto e nel quale riesce ad essere più efficace.

Sono saliti poi sul palco Dario Cavedon e Marco Buono, che hanno parlato del progetto Social Media di Ubuntu-it. Un progetto utilissimo, in quanto rappresenta il contatto più diretto con gli utenti. Il motto di questo gruppo è “mettiamoci la faccia”: il pubblico non ama vedere nomi, titoli o altre cose inconsistenti, ma avere un contatto con delle persone. Questo è il grande obiettivo del gruppo Social Media, che con grande impegno gestisce ogni giorno la presenza di Ubuntu-it su Google+ (pagina e community), Twitter e Facebook (da qualche giorno anche con un gruppo dedicato).

In seguito Andrea Gasparini ha avviato una discussione sullo stato ed il prossimo futuro del Gruppo Sviluppo di Ubuntu-it, che al momento è poco operativo e spiazzato dalla grande moltitudine di strade diverse prese dal progetto di portare Ubuntu in molti dispositivi diversi. Questo gruppo, contestualmente, è alla ricerca di nuovi collaboratori: se volete avvicinarvi allo sviluppo in Ubuntu, questa è un’ottima occasione per farsi avanti.

Riccardo Padovani ha parlato di un nuovo portale della comunità italiana di Ubuntu dal nome “Chiedi”, sul quale un gruppo dedicato sta lavorando da ormai un anno. Si tratta di un servizio di domande e risposte messo a disposizione dalla comunità, ma gestito dagli stessi utenti. Simile all’internazionale “Ask Ubuntu”, Chiedi potrebbe essere già disponibile, se non fosse per qualche problema indipendente da Ubuntu-it che speriamo si risolva al più presto. A tempo debito non esiteremo a presentarvi con dovizia di particolari il nuovo servizio.

Per la comunità di Debian Italia, il Debian Developer Enrico Zini ha spiegato come diventare sviluppatori Debian, illustrando i passaggi che è necessario seguire e che subito possono apparire spaventosi, ma solo in apparenza.

La sessione dedicata alla comunità è ripresa la domenica mattina nei locali del Caffè Letterario, dove Andrea Colangelo ha parlato di una collaborazione con AsSoLi per la gestione delle risorse economiche di Ubuntu-it, nell’ipotesi di spostare i portali web della comunità italiana in server propri. In seguito Monia Spinelli e Anne Ghisla hanno parlato della situazione delle donne nel mondo dell’Open Source, avviando e guidando una discussione su come si potrebbe aumentare la loro presenza in questo ambiente. Per finire, Italo Vignoli, membro della Board di The Document Foundation, ha tenuto un talk su come migliorare le strategie comunicative e il marketing dei progetti Open Source, un aspetto che forse troppo spesso viene tralasciato e sottovalutato.

Gli interventi degli ospiti, che hanno animato il pomeriggio del sabato, sono stati molto efficaci ed hanno riscosso successo nel pubblico, sia quello presente al Palazzo dei Priori di Fermo, sia quello collegato via streaming. Ha aperto le danze Ermanno Maria Egidi di Wikimedia, che ha parlato della storia di Wikipedia, la famosissima enciclopedia libera che oggi si colloca al quinto posto tra i siti più visitati al mondo. Questo portale è tradotto in 285 lingue, ospita più di 37 milioni di voci e 40 milioni di utenti.
Wikipedia non è sempre stata così celebre: inizialmente ha visto diverse difficoltà, soprattutto perché incompresa e snobbata dalle enciclopedie tradizionali. Ha saputo però rimboccarsi le maniche e ora, quando qualcuno cerca delle informazioni, consulta questa enciclopedia online invece di sfogliare quelle cartacee.

Il Prof. Renzo Davoli dell’Università di Bologna ha tenuto un ottimo talk sulla sua esperienza del “Non-corso gratuito di elettronica libera” tenuto a Bologna insieme ad ofPCina. Ha parlato ache del RaspberryPi, il computer grande come una carta di credito che ha riscosso molto successo tra gli appassionati. Particolarmente interessante è stato il paragone tra l’era di passaggio tra Medioevo e Rinascimento ed i giorni nostri: da una parte l’invenzione della stampa, che ha avviato un processo di diffusione della conoscenza, dall’altra l’importanza del saper fare le cose, che potrebbe portare noi, oggi, ad un “secondo Rinascimento”.

Dopo di loro si è collocato l’intervento di Maurizio Napolitano, Presidente di Italian Linux Society (ILS) e membro della comunità di OpenStreetMap, il progetto aperto per la creazione di mappe del mondo a contenuto libero, che vanta una grande quantità di dati liberamente consultabili e riutilizzabili. Napolitano ha ripercorso le tappe di crescita di questo progetto nato nel 2004, che ad oggi conta più di 1 milione di utenti registrati. Particolare deve essere l’orgoglio dell’Italia, che conta 12.500 utenti e si colloca al sesto posto nella classifica mondiale dei Paesi che collaborano maggiormente a OpenStreetMap.

Italo Vignoli ha invece parlato della storia della celeberrima suite per l’ufficio libera, dalla nascita come StarOffice, all’apertura del codice sorgente e il passaggio a OpenOffice, fino alla nascita del fork LibreOffice, che ora è ampiamente utilizzata in tutto il mondo.

Avendo partecipato a questa conferenza posso assicurare a tutti i lettori che è stata un’esperienza memorabile, ricca di discussioni interessanti condotte da esperti del settore. Non è mancato il lato più utile alla comunità: lo stare insieme ai pasti e davanti ad una buona birra, occasioni che servono a consolidare i rapporti tra persone che solitamente entrano in contatto tramite un computer. Si tratta di un evento che avrà sicuramente seguito e che resterà aperto ed interessante per tutti, non solo i membri di Ubuntu-it e Debian Italia.

Per concludere, vi invito a visualizzare qualche bella foto scattata in occasione della conferenza, nella speranza di invogliarvi a partecipare alla prossima edizione.

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Mattia Migliorini Articolo scritto da

Studente di informatica presso l'Università di Padova, web designer, amante di Linux e dell'open source in generale. Membro di Ubuntu e di 2viLUG, da gennaio 2012 è collaboratore di Engeene.

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