Engeene intervista AlmaDom.Us: la rivoluzione della domotica

Di - 2 December 2013 - in
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In questo articolo vi voglio presentare il progetto di una startup italiana che mi ha particolarmente colpito ed appassionato.
Almaware, questo il nome dell’azienda con sede a Bergamo, ha ideato AlmaDom.us, un sistema di domotica molto interessante.
Quando si pensa alla domotica vengono subito in mente i sistemi tradizionali proposti da diverse grandi aziende specializzate nella vendita di materiale elettrico per l’utenza consumer.
Si tratta normalmente di sistemi composti da un’unità centrale e da diversi punti di gestione locale, cablati con sistema bus. Questo approccio ha degli svantaggi importanti dal punto di vista economico ed infrastrutturale che lo rendono, di fatto, difficilmente abbordabile per il cittadino medio. In un edificio in fase di progettazione, l’unico vincolo è di natura economica, dato che un sistema del genere può arrivare a costare svariate migliaia di euro. Per un edificio già esistente (il caso più interessante) oltre all’importante spesa iniziale, è necessario sostituire praticamente ogni componente dell’impianto elettrico, compreso centralino con interruttori magnetotermici e differenziali e cavi. Questi sistemi hanno una rigidità infrastrutturale molto alta. Con questo intendo dire che la realizzazione di un impianto parziale o scalato, nel tempo non è conveniente.

AlmaDom.us è una soluzione che mira invece a portare i vantaggi della domotica, riducendo di moltissimo gli svantaggi di natura economica ed infrastrutturale ed introducendo una scalabilità non presente nei sistemi tradizionali.
Il sistema prevede delle unità locali che si installano nelle scatolette di alloggio dei normali frutti di un impianto elettrico tradizionale. AlmaDom.us si occupa quindi della gestione elettrica delle utenze, permettendo di fare alcune interessanti cose.
Il progetto è attualmente presente sulla piattaforma di crowfunding Indiegogo, alla ricerca quindi di supporto economico da parte di tutti coloro che credono in questa idea e vogliono aiutare Almaware a realizzarla.

Il prototipo di AlmaDomus

Abbiamo raggiunto Almaware nella sua sede bergamasca ed abbiamo incontrato i responsabili del progetto AlmaDom.us: Alessandro Benedetti, Marco Zanchi e Lorenzo Lago.
Ne è scaturista un’intervista di approfondimento del progetto, che vi riportiamo in seguito:

Engeene: Come è nata l’idea di AlmaDom.us?

A: Come spesso accade l’idea è nata per caso. Un giorno, lavorando ad un progetto su Raspberry Pi, abbiamo avvicinato questa scheda ad una scatoletta di interruttori ed abbiamo pensato: “quasi quasi ci sta dentro la scatola. Chissà se possiamo usarla per controllare le luci”. Da questa idea e dalla voglia di fare della domotica, liberandosi dei vincoli rigidissimi dei sistemi tradizionali, è partito poi lo studio di una soluzione tecnologica migliore rispetto alla Raspberry Pi. Dalla consapevolezza invece, di un notevole buco di mercato, è giunta la spinta definitiva a pensare di fare qualcosa di più di una soluzione DIY: realizzare un prodotto che potesse portare davvero la domotica nelle case di tutti.

E: Perché avete deciso di fare una campagna di crowdfunding su Indiegogo?

A: Dopo aver interpellato produttori locali di apparecchiature elettriche, che non si sono mostrati interessati, per diverse ragioni, a finanziare il progetto, abbiamo pensato di proporre la nostra idea alla comunità, continuando comunque la ricerca di partner finanziari anche al di fuori di questa piattaforma di crowfunding.
Chi vuole supportare la campagna di crowdfunding può andare direttamente sulla pagina dedicata di Indiegogo.

E: Parlateci dell’architettura hardware

A: AlmaDom.us è costruito per essere installato all’interno di scatole elettriche standard italiane ed americane, che hanno delle similitudini in termini dimensionali.
Il sistema si compone da alcuni elementi strutturali principali:

  • Scocca di supporto ed alloggiamento dell’elettronica
  • Scheda di interfaccia elettrica (220V)
  • Scheda di gestione elettronica (~3.5V)
  • Touch screen resistivo
  • Placca a muro di finitura (simile a quelle dei supporti tradizionali)

La scheda elettrica ed elettronica sono connesse tramite connettori SODIMM e la loro separazione è una precisa scelta di design per tenere separata la circuiteria a 220V da quella a 3.5V.
Le principali caratteristiche tecniche sono le seguenti:

  • Compatibilità con scatole elettriche di installazione: 503 italiana, singola americana
  • Alimentazione 220V – 110V, 10A max per ogni apparato elettrico
  • Processore: Cortex-A8 720Mhz ARM
  • GPU PowerVR SGX530 – accelerazione grafica 2D / 3D con OpenGL-ES e OpenVG.
  • RAM 256 MB
  • Display 4.3”, touch screen resistivo, risoluzione 480 x 272, 256K colori
  • Memoria NAND 128 MB
  • WiFi 802.11b/g/n configurato come rete mesh
  • Bluetooth 4.0
  • Z-Wave
  • Microfono per controllo vocale
  • Speaker
  • Sensori di prossimità
  • Sensore di temperatura ed umidità
  • Sistema operativo su base Linux kernel 3.2 e distribuzione ARM Debian
  • Consumo operativo: 0.2 – 2 W secondo configurazione ed impiego CPU
  • Consumo in stand-by: 20 – 100 mW secondo configurazione
  • Temperatura di impiego: tra 0°C e +70°C

Attualmente AlmaDom.us ha già selezionato tre partner principali per la produzione: una società si occuperà dell’ingegnerizzazione del prodotto, un’altra della produzione delle schede ed un’altra ancora della produzione delle scatole e dei supporti.
Abbiamo avuto modo di vedere i prototipi del prodotto, stampati attraverso stampante 3D.

E: Cosa è possibile controllare, di fatto, con ogni unità AlmaDom.us?

A: Attualmente AlmaDom.us, nella sua prima iterazione, è in grado di controllare direttamente un blocco di tre periferiche elettriche selezionate da interruttori. Attualmente il sistema non è in grado di interfacciarsi a frutti più complessi quali deviatori ed invertitori.
Una combinazione di esempio, controllabile da un’unità AlmaDom.us, può comprendere un punto luce, la caldaia e una tapparella elettrica. Per quanto riguarda la caldaia non si parla di semplice accessione e spegnimento ma di un vero sistema di gestione intelligente, simile per concezione al più famoso NEST. In questo caso specifico però, con AlmaDom.us le possibilità di gestione intelligente aumentano poiché, ad esempio, il sensore di temperatura ed umidità integrato in ogni unità consente di acquisire dati locali per ogni stanza.
Oltre al controllo diretto infatti, esiste un controllo indiretto. Ogni unità AlmaDom.us comunica con le altre in modo da costruire una vera e propria rete interna e scambiarsi le informazioni tra loro. Inoltre, interagendo con un’unità AlmaDom.us locale è possibile comandarne un’altra. Ad esempio, rivolgendosi tramite voce all’unità AlmaDom.us in soggiorno è possibile far regolare la temperatura del bagno all’unità AlmaDom.us che controlla la caldaia.

Ogni unità AlmaDom.us comunica con le altre

Con questo esempio introduciamo un ulteriore livello di controllo indiretto. Attraverso il protocollo di comunicazione radio Z-Wave, AlmaDom.us può controllare quei dispositivi (e sono moltissimi) che supportano questo protocollo. Nell’esempio che abbiamo fatto l’unità AlmaDom.us che controlla la caldaia può, attraverso dispositivi Z-Wave, chiudere tutte le valvole termostatiche, eccetto quella del bagno. Portare quindi la temperatura ambientale del bagno fino a quella desiderata, monitorandola attraverso un’altra unità AlmaDom.us installata localmente.
Raccontato così sembra uno scenario da casa da film di fantascienza ma, in realtà, la realizzazione di questo sistema attraverso AlmaDom.us è relativamente semplice ed economico ma, soprattutto, realizzabile virtualmente in ogni edificio.

E: Come avviene l’installazione?

A: AlmaDom.us si avvale di relay per il comando di interruttori o, più in generale, per il sezionamento dei circuiti di alimentazione degli apparati. Il retro della scatola sarà provvisto di tre serie di due morsetti per il cablaggio dei conduttori. Basterà scollegare i frutti esistenti, rimuovere il supporto e la placca, cablare i conduttori esistenti ai morsetti presenti su AlmaDom.us e montare l’unità direttamente all’interno della scatola 503.

E: Qual’è l’architettura software di AlmaDom.us?

A: Il motore del sistema è programmato in Node.js per ragioni di scalabilità, mentre l’interfaccia utente si avvale delle librerie Qt ed è realizzata in HTML.
Abbiamo dovuto scartare Android per un problema legato alla gestione della rete tra le varie unità attraverso Wi-Fi Direct.
Per quanto riguarda l’aspetto della sicurezza abbiamo previsto tre livelli:

  • un primo livello basato su protocollo WPA2
  • un secondo livello di comunicazione basato su HTTPS
  • un terzo livello su doppia chiave pubblica e privata.

E: Parlateci delle API. Quali metodi saranno disponibili agli sviluppatori?

A: Allo stadio attuale del progetto non abbiamo ancora definito le API nello specifico. Di sicuro daremo la possibilità agli sviluppatori di creare applicazioni specifiche per AlmaDom.us. La nostra idea è poi quella di creare un market apposito dove gli sviluppatori possano rendere le applicazioni disponibili al pubblico, gratuitamente o a pagamento. Qualcuno ad esempio potrebbe inventare un’applicazione di gestione dei consumi energetici più efficiente di quella ufficiale AlmaDom.us. Noi incoraggiamo questo tipo di approccio.

AlmaDomus a confronto con una normale placca casalinga

In conclusione siamo entusiasti di quanto abbiamo visto. Il team di AlmaDom.us è composto da giovani che stanno portando avanti questo progetto con una forte dose di passione, mischiata ad intraprendenza che siamo più spesso abituati a vedere nel panorama delle start up della Silicon Valley. Una cosa che ci ha colpito è stato parlare con persone che trasudavano competenza e tenacia ma, allo stesso tempo, umiltà e come amano dire gli inglesi, understatment.
Ci auguriamo che il progetto possa procedere ed AlmaDom.us possa trovare le energie finanziarie di cui ha bisogno per poter lanciare questo prodotto, che ha tutte le premesse per portare una rivoluzione nel modo vivere l’ambiente più importante per tutti noi: la nostra casa.

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Gabriele Visconti Articolo scritto da

Editor in Chief per Engeene. Appassionato di Linux, FOSS, videogame e, da poco, di cucina. Parla quattro lingue ed ama leggere libri in lingua inglese.

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