Esperimento di realtà virtuale con immagini catturate da 3 Kinect

Di - 15 May 2014 - in
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Una delle maggiori tendenze degli ultimi anni è certamente la riflessione sulle interfacce uomo macchina, ovvero la ricerca di un’integrazione che sia più naturale per l’uomo. Abbiamo visto diverse sperimentazioni e, per quanto riguarda il mercato consumer, anche dei veri e propri device con un grosso successo di mercato. Pensiamo ad esempio a Nintendo Wii e a Kinect di Microsoft.  Con l’avanzamento delle prestazioni di calcolo dei computer e, conseguentemente, della capacità di generare grafica complessa e qualitativamente sempre più realistica, è tornato in auge un vecchio mito dell’informatica degli anni ’80: le interfacce di realtà virtuale.

L’esempio più lampante e memorabile dei giorni nostri è Oculus Rift, un progetto di visore di realtà virtuale nato su Kickstarter e recentemente acquisito da Facebook per circa 2 miliardi di dollari. Il bello di Oculus Rift è il fatto di essere stato, fin da subito, un progetto ampiamente rivolto all’esterno dove, come primo obiettivo c’era la messa a disposizione di un primo prototipo acquistabile dagli sviluppatori. Ad oggi siamo arrivati ad un secondo prototipo, più raffinato, che ha permesso agli sviluppatori di testare la piattaforma e di cominciare a sporcarsi le mani con la realtà virtuale di nuova generazione.

3D Video Capture

Vista 3D catturata con Kinect

Questo è il caso ad esempio di Olivier Kreylos, un ricercatore che ha recentemente rilasciato un video che mostra un utilizzo specifico e molto interessante di realtà virtuale. L’esperimento prevedeva l’utilizzo di tre dispositivi Kinect, posti in tre posizioni diverse e perfettamente calibrati, che riprendevano  il soggetto e passavano i dati ad un server che gestiva l’Oculus Rift.

Questa particolare applicazione di realtà virtuale è molto interessante in tutti quei campi che prevedono la presenza virtuale di un soggetto in un determinato luogo. Si pensi ad una conferenza dove gli avatar dei partecipanti si trovano in una sala riunioni a discutere, mentre in realtà ciascuno di essi è seduto alla scrivania del proprio ufficio. In effetti lo scenario dell’esperimento era proprio questo. Il ricercatore si muoveva in un ambiente che ricreava un ufficio in modo molto convincente.

Seppure la grafica in real time dell’avatar del ricercatore fosse di bassa qualità (i Kinect usati erano di prima generazione e comunque si trattava solo di una dimostrazione di fattibilità) la latenza molto bassa del feed video in raw mode, rendeva il video molto fluido e, a detta del ricercatore, realistico. A quanto pare il realismo dei movimenti catturati dai kinect e riprodotti da Oculus Rift ha fatto in modo da rendere l’esperienza particolarmente immersiva. Olivier imputa ad un effetto tipo uncanny valley che di fatto inganna il cervello.

Quest’ultimo aspetto è particolarmente interessante e apre le porte per tutta una serie di riflessioni su come questo genere di tecnologie avranno probabilmente in futuro un impatto non indifferente sulla nostra società ed economia. Le implicazioni possono essere talmente tante da poterci costruire qualsivoglia speculazione. Quello che è certo è che le premesse per un ritorno in grande stile della realtà virtuale ci sono tutte.

Fonte | Doc-Ok.org

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Gabriele Visconti Articolo scritto da

Editor in Chief per Engeene. Appassionato di Linux, FOSS, videogame e, da poco, di cucina. Parla quattro lingue ed ama leggere libri in lingua inglese.

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