Facebook rimuove Chrome dai browser suggeriti

Di - 4 June 2012 - in

Facebook ha da sempre cercato di ignorare il fatto che Google potesse essere un concorrente: Google+ è sempre stato troppo piccolo per poter impensierire il social network blu e la linea tenuta dall’azienda è sempre stata quella del ragazzino più grande che ignora i tentativi di provocazione di un bambino ancora incapace di far male o anche solo di impensierire. Di recente però pare che questo voltare la testa non basti più e Facebook ha iniziato a suonare i tamburi di guerra.

Nella schermata dove Facebook constata la non-compatibilità con il browser in uso, fino ad oggi venivano consigliati Internet Explorer, Firefox e Chrome come possibili sostituti, compatibili pienamente con il sito. Ora però Chrome è stato sostituito da Opera, browser di nicchia che, a quanto si vocifera, sarebbe vicino ad essere acquistato proprio da Facebook. Perché quindi sostituire Chrome, il browser più utilizzato al mondo e non uno degli altri due?

Il motivo risulta lampante: è un gesto simbolico per raccogliere le provocazioni lanciate in questi mesi da vari dipendenti Google, interessati a radicalizzare il confronto con il player di maggior rilievo in questo campo, che da una competizione, ha solo da perderci visto il quasi totale monopolio nel mondo dei social network generalistici. In fondo, anche lo stesso acquisto di Opera può essere visto in quest’ottica. Allo stesso tempo però, pur non essendo un attacco diretto, un gesto così aggressivo può essere interpretato come un segno di legitimizzazione di Google+ come effettivo concorrente, elevandolo dallo stato di progetto di nicchia in cui era stato relegato fino ad oggi.

Si prospetta all’orizzonte una battaglia molto più aperta e diretta di quella che è stata fin’ora, con offensive non più unilaterali. Si spera che la contesa rimanga su un piano di correttezza più alto di quello tenuto da altri concorrenti di Google che si sono lasciati andare a bassezze indecorose. In questo senso, per ora, Facebook ha giocato ottimamente e con eleganza, sicuramente più di Google stessa che ha imbastito una campagna decisamente più aggressiva.

Via | 9to5Google

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Simone Robutti Articolo scritto da

Laureato in Informatica, specializzato in sviluppo web e comunità virtuali, hardcore gamer, flamer per passione.

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