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		<title>Engeene</title>
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		<title>Ubuntu Developer Summit: alternative a MySQL</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 09:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Migliorini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Canonical]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ultimo periodo molte grandi distribuzioni GNU/Linux si sono allontanate dal celeberrimo MySQL. Tra queste figurano Arch Linux, openSUSE e Fedora, che hanno preferito optare per il nuovo MariaDB, l&#8217;erede dello stesso MySQL.&#8230; <a href="http://www.engeene.it/ubuntu-developer-summit-alternative-a-mysql/" class="read_more">Continua a leggere</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="post_image_link" href="http://www.engeene.it/ubuntu-developer-summit-alternative-a-mysql/" title="Permanent link to Ubuntu Developer Summit: alternative a MySQL"><img class="post_image aligncenter" src="http://www.engeene.it/wp-content/uploads/2013/05/mariadb-logo.png" width="360" height="271" alt="MariaDB" /></a>
</p><p>Nell&#8217;ultimo periodo molte grandi distribuzioni GNU/Linux si sono allontanate dal celeberrimo <strong>MySQL</strong>. Tra queste figurano Arch Linux, openSUSE e Fedora, che hanno preferito optare per il nuovo <strong>MariaDB</strong>, l&#8217;erede dello stesso MySQL.</p>
<p>La scelta di abbandonare MySQL a favore di MariaDB risiede nelle politiche della compagnia <strong>Oracle</strong>, che ancora una volta delude gli amanti del software Open Source con scelte del tutto discutibili. Questa azienda si sta infatti dimostrando sempre più chiusa per quanto riguarda bug e fix di sicurezza, tenendo segrete molte informazioni riguardanti i bug e introducendo codice di terze parti <em>non aperto</em> nel progetto, insieme ad altri problemi di vario genere.</p>
<p>Abbiamo già visto prevalere LibreOffice sul software di Oracle, OpenOffice; anche ora vediamo un interesse sempre crescente da parte delle comunità Open Source nei confronti di MariaDB.</p>
<p><a href="http://www.engeene.it/wp-content/uploads/2013/05/percona-server-logo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-20788" title="percona-server-logo" src="http://www.engeene.it/wp-content/uploads/2013/05/percona-server-logo.jpg" alt="Percona Database Software" width="250" height="108" /></a>Anche <strong>Ubuntu</strong> sta guardando alle alternative disponibili e potrebbe sbarcare anch&#8217;essa a MariaDB, ma un&#8217;altra scelta contemplata nel corso dell&#8217;ultimo <a title="Il Summit Virtuale Ubuntu aperto a tutti gli sviluppatori" href="http://www.engeene.it/il-summit-virtuale-ubuntu-aperto-a-tutti-gli-sviluppatori/">Ubuntu Developer Summit virtuale</a> è stata <strong>Percona Database Software</strong>. L&#8217;idea sarebbe quella di pacchettizzare quest&#8217;ultimo, ma al tempo stesso gli sviluppatori del sistema operativo sudafricano si stanno muovendo per aiutare ad inserire MariaDB all&#8217;interno dei repository di Debian, dai quali poi arriverebbe a Ubuntu 13.10 <em>Saucy Salamander</em>.</p>
<p>Una scelta non è ancora stata presa e sembra proprio che MySQL sarà ancora disponibile in Saucy, tuttavia gli sviluppatori devono decidersi in fretta, almeno in tempo per Ubuntu 14.04, che sarà una versione con supporto a lungo termine.</p>
<p>Via | <a href="http://www.phoronix.com/scan.php?page=news_item&amp;px=MTM3Mjc&amp;utm_source=feedly" target="_blank">Phoronix</a></p>
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		<title>Google e i sensori sparsi per l&#8217;I/O</title>
		<link>http://www.engeene.it/google-e-i-sensori-sparsi-per-lio/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 08:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Breda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sviluppatori]]></category>
		<category><![CDATA[app engine]]></category>
		<category><![CDATA[bigquery]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[Google Cloud Platform]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno dei campi piú interessanti dell&#8217;informatica, all&#8217;interno della grande famiglia delle tecniche di interazione tra l&#8217;uomo e le macchine, è quello della raccolta e dell&#8217;analisi di dati ambientali, che può poi servire&#8230; <a href="http://www.engeene.it/google-e-i-sensori-sparsi-per-lio/" class="read_more">Continua a leggere</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="post_image_link" href="http://www.engeene.it/google-e-i-sensori-sparsi-per-lio/" title="Permanent link to Google e i sensori sparsi per l&#8217;I/O"><img class="post_image aligncenter" src="http://www.engeene.it/wp-content/uploads/2013/05/motes.jpg" width="500" height="373" alt="Post image for Google e i sensori sparsi per l&#8217;I/O" /></a>
</p><p>Uno dei campi piú interessanti dell&#8217;informatica, all&#8217;interno della grande famiglia delle tecniche di interazione tra l&#8217;uomo e le macchine, è quello della<strong> raccolta e dell&#8217;analisi di dati ambientali</strong>, che può poi servire sia per reagire nell&#8217;immediato tramite la modifica automatica dell&#8217;ambiente (interessante soprattutto in domotica ed arte), sia per studiare il modo in cui le persone interagiscono con l&#8217;ambiente per riprogettarlo.</p>
<p>Quando l&#8217;ambiente che si vuole analizzare diventa grande però, le cose si fanno molto complesse. Serve una rete di sensori, e soprattutto un&#8217;infrastruttura adatta ad elaborare molti dati il più velocemente possibile.</p>
<p>Google ha voluto mettere alla prova la sua <strong>piattaforma cloud</strong>, realizzando proprio una vasta rete di sensori ambientali di diverso tipo, e mostrando in tempo reale i dati raccolti. Nell&#8217;esperimento è stato coinvolto l&#8217;<a href="http://datasensinglab.com/">O&#8217;Reilly Data Sensing Lab</a>, che ha realizzato sensori di temperatura, umidità, pressione, luce, qualità dell&#8217;aria, moto, inquinamento acustico e inquinamento elettromagnetico, basati sul diffusissimo controller <a href="http://arduino.cc/">Arduino</a>, collegati in una rete a maglie tramite il protocollo ZigBee (un protocollo per reti wireless a bassa potenza) e controllati da un&#8217;infrastruttura <a href="http://www.etherios.com/products/devicecloud/">DeviceCloud di Etherios</a>.</p>
<p>I dati raccolti dai sensori sono stati poi assiemati ed analizzati con le tecnologie di Google: <strong>App Engine Datastore</strong> e <strong>Cloud Endpoints</strong> per la raccolta dati, <strong>ComputeEngine</strong> per l&#8217;analisi e la lavorazione attraverso linguaggi statistici e strumenti come R e Hadoop e <strong>Big Query</strong>, per la correlazione degli enormi dataset generati. La visualizzazione finale dei risultati è stata poi realizzata con web app su App Engine, e trasmessa in tempo reale su monitor sparsi nel Moscone Center di San Francisco, dove si è svolto il Google I/O, grazie al lavoro del team DevRel di Google Maps.</p>
<p>I dati saranno presto resi pubblici ed Open Source, assieme alle specifiche di tutta l&#8217;infrastruttura che è stata necessaria per raccoglierli. Sarà un contributo molto importante ed utile per chi ha bisogno di realizzare sistemi simili per progettare e ristrutturare ambienti, anche di dimensioni davvero grandi, che siano a misura d&#8217;uomo. E sarà una mole di dati interessantissima per chi si voglia divertire a svolgere analisi di qualunque genere ed esperimenti avendo a disposizione informazioni reali e di diverso tipo.</p>
<p>Amy Unruh sviluppatrice in Cloud Platform e Kim Cameron del team DevRel di Cloud Platform hanno tenuto un talk riguardo il software presente dietro la piattaforma, che riportiamo qui:</p>
<p>https://www.youtube.com/watch?v=JuaBy3e6fd4</p>
<p>Via | <a href="http://googledevelopers.blogspot.it/2013/05/data-sensing-lab-at-google-io-2013.html">Google Developers Blog</a></p>
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		<title>Le novità di Google I/O per il business e per l&#8217;education</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 08:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Testa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
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		<category><![CDATA[google for education]]></category>
		<category><![CDATA[google i/o 2013]]></category>

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		<description><![CDATA[Google I/O è una conferenza annuale ormai giunta alla 6a edizione. Google ha presentato a San Francisco rilevanti novità sotto un po&#8217; tutti i fronti toccati dall&#8217;azienda e non ha mancato di&#8230; <a href="http://www.engeene.it/le-novita-di-google-io-per-il-business-e-per-leducation/" class="read_more">Continua a leggere</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="post_image_link" href="http://www.engeene.it/le-novita-di-google-io-per-il-business-e-per-leducation/" title="Permanent link to Le novità di Google I/O per il business e per l&#8217;education"><img class="post_image aligncenter" src="http://www.engeene.it/wp-content/uploads/2013/05/google-io-2013.jpg" width="630" height="355" alt="Post image for Le novità di Google I/O per il business e per l&#8217;education" /></a>
</p><p>Google I/O è una <strong>conferenza</strong> <strong>annuale</strong> ormai giunta alla 6a edizione. Google ha presentato a San Francisco rilevanti novità sotto un po&#8217; tutti i fronti toccati dall&#8217;azienda e non ha mancato di sottolineare la sua vision e le idee che la stanno rendendo protagonista della scena tecnologia contemporanea.</p>
<p>I temi principali, su cui si giocherà la partita IT del domani, che i più grandi attori del settore ed analisti (Gartner in primis) hanno ipotizzato essere vincenti nel prossimo medio, lungo termine, sono essenzialmente 4 e cioè <strong>cloud</strong>, <strong>mobile</strong>, <strong>information</strong> e<strong> social</strong>. Sulla base di queste stime appare evidente come Google sia ben posizionata e come potrà essere parte attiva del mercato.</p>
<p>Il <strong>Google I/O 2013</strong> ha introdotto molti elementi che porteranno l&#8217;user experience degli utenti ad essere la più coinvolgente ed unificata a prescindere dal dispositivo utilizzato (mobile), che renderanno possibile usufruire di migliori strumenti di messaggistica e collaboration (social), che consentiranno un accesso più economico all&#8217;enorme potenza di calcolo offerta dal gigante del web (cloud) e permetteranno di lavorare, studiare ed accedere alle stesse informazioni disponibili in contesti privati (information).</p>
<h3>Cloud Platform</h3>
<p>Google Compute Engine, la piattaforma di &#8220;calcolo puro&#8221; su cui acquistare macchine virtuali, è ora stato rilasciato pubblicamente all&#8217;indirizzo <a href="http://cloud.google.com" target="_blank">http://cloud.google.com</a>. Il <a href="http://developers.google.com/datastore" target="_blank">Google Cloud Datastore</a>, in prima istanza disponibile nelle applicazioni Appengine, è ora stato promosso a servizio stand alone, mentre con l&#8217;introduzione di un <a href="http://cloud.google.com/appengine/php" target="_blank">ambiente di esecuzione PHP</a> (la richiesta più quotata dal lancio del servizio) e di un nuovo conteggio orario del billing, <strong>Appengine</strong> apre le porte a <strong>moltissimi</strong> <strong>sviluppatori</strong> web.</p>
<h3>Google Apps e Google Plus</h3>
<p>Apps ha ora a disposizione un più recente subset di API di amministrazione, l&#8217;<a title="Admin SDK" href="http://googleappsdeveloper.blogspot.com/2013/05/admin-sdk-and-google-apis-for-business.html" target="_blank">Admin SDK</a>, utili per la realizzazione di software ancora più integrato con la piattaforma. Questa SDK migliora e consolida le precedenti API  ed introduce nuove possibilità con le Directory e Reports API.</p>
<p>Novità anche per Google Plus, ora utilizzabile anche in ambiente enterprise grazie alla presenza di <a href="http://googleappsdeveloper.blogspot.com/2013/05/admin-sdk-and-google-apis-for-business.html" target="_blank">interfacce di programmazione</a> che consentono modifiche in scrittura su post e cerchie.<br />
I programmatori di Google hanno anche <strong>rinnovato</strong> il <strong>layout</strong> di questo servizio social ispirandosi, per la versione desktop, ad una concezione ed un design molto più tablet/mobile oriented.</p>
<p>Google Hangouts è disponibile in una <a title="Nuova versione di Hangout" href="http://gmailblog.blogspot.com/2013/05/try-out-new-hangouts-experience-in-gmail.html" target="_blank">nuova versione</a> che sostituirà presto la tradizionale ed un po&#8217; attempata chat ed applicazione Google Talk nel mondo Android. Funzionalità supportate e degne di nota sono l&#8217;invio di immagini e di video oltre che al puro testo ed una migliore e più estesa copertura dei device iOS: anche con smartphone e tablet Apple gli utenti potranno partecipare a video ritrovi di gruppo fino a <a href="http://googleenterprise.blogspot.com/2012/11/larger-hangouts-in-google-for.html" target="_blank">15 persone</a>.</p>
<p>Gmail dispone ora di una gestione dello <a title="Un unico spazio per tutti i servizi: la rivoluzione in Google Apps" href="http://www.engeene.it/un-unico-spazio-per-tutti-i-servizi-la-rivoluzione-in-google-apps/" target="_blank">spazio unificat</a>o a Drive e mette a disposizione dei propri utenti non solo un unico storage di 30 GB ma anche la possibilità di ingrandire a piacimento la propria inbox. Un ulteriore elemento innovativo annunciato proprio durante la conferenza è stato l&#8217;introduzione dei pulsanti di <a title="azione rapida" href="http://gmailblog.blogspot.com/2013/05/take-action-right-from-inbox.html" target="_blank">azione rapida</a>: il sistema riconoscerà la <strong>tipologia</strong> ed il formato dei <strong>messaggi</strong> ricevuti e proporrà dei <strong>pulsanti</strong> azione <strong>intelligenti</strong> per intraprendere determinati task senza dover effettivamente aprire e leggere l&#8217;email. Ad esempio sarà possibile, ricevuto un appuntamento di calendario, confermare o negare la nostra presenza, oppure accedere con un solo click ad un documento condiviso senza dover raggiungere il suo link all&#8217;interno del testo.<br />
Il servizio di posta elettronica è ora in grado di supportare, negli Stati Uniti, l&#8217;invio di <a title="invio di denaro in Gmail" href="http://gmailblog.blogspot.com/2013/05/send-money-to-friends-with-gmail-and.html" target="_blank">somme di denaro</a> tramite Google Wallet, uno strumento che è in grado di garantire gli adeguati standard di sicurezza necessaria in tutte le transizioni economiche.</p>
<h3>For Education</h3>
<p>Importanti anche le news inerenti al mondo studentesco: Google ha reso noto che nel mondo sono ben <strong>25</strong> <strong>milioni</strong> le persone (non solo ragazzi ma anche personale didattico e dello staff scolastico ed universitario) che quotidianamente accedono ai servizi erogati dalla piattaforma Apps in questa declinazione. Per loro sarà presto disponibile un <strong>canale</strong> <strong>dedicato</strong> di <strong>Play</strong> con cui distribuire e consentire l&#8217;accesso ad un enorme ventaglio di soluzioni educative studiate per i device <strong>Android</strong>: Chrome OS ed i Chromebook resteranno disponibili come dispositivi For Edu, ma saranno anche affiancati dai <a href="http://google.com/edu/android" target="_blank">tablet Nexus</a>, una scelta che premierà ancor di più l&#8217;adozione di tutta la suite Apps.</p>
<p>In conclusione quello che emerge dalla 6a conferenza I/O è un ecosistema Google ancora più coeso, focalizzato sul futuro delle tecnologie IT e molto attento ai bisogni Business ed Education: come al solito siamo curiosi di provare con mano queste e tutte le novità che il team di Mountain View ci riserverà ancora.</p>
<p>Via | <a title="Official Google Enterprise Blog" href="http://googleenterprise.blogspot.it/2013/05/round-up-google-io-news-for-business.html?utm_source=entblog&amp;utm_medium=blog&amp;utm_campaign=Feed:+OfficialGoogleEnterpriseBlog+(Official+Google+Enterprise+Blog)" target="_blank">Official Google Enterprise Blog</a></p>
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		<title>Debian/Ubuntu Community Conference Italia 2013</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 08:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Migliorini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corporate]]></category>
		<category><![CDATA[Canonical]]></category>
		<category><![CDATA[debian]]></category>
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		<description><![CDATA[Sabato 1 e domenica 2 Giugno a Fermo si terrà la DUCC-IT 2013 (Debian/Ubuntu Community Conference Italia 2013), una conferenza che riunisce le comunità italiane di Debian e Ubuntu, due tra i&#8230; <a href="http://www.engeene.it/debianubuntu-community-conference-italia-2013/" class="read_more">Continua a leggere</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="post_image_link" href="http://www.engeene.it/debianubuntu-community-conference-italia-2013/" title="Permanent link to Debian/Ubuntu Community Conference Italia 2013"><img class="post_image aligncenter" src="http://www.engeene.it/wp-content/uploads/2013/04/ducc-it.png" width="600" height="130" alt="DUCC-IT 2013" /></a>
</p><p><strong>Sabato 1 e domenica 2 Giugno a Fermo</strong> si terrà la <strong>DUCC-IT 2013</strong> (Debian/Ubuntu Community Conference Italia 2013), una conferenza che riunisce le comunità italiane di <strong>Debian</strong> e <strong>Ubuntu</strong>, due tra i più famosi sistemi operativi basati su GNU/Linux, ma anche le altre anime del Software Libero italiano. Le due comunità, oltre ad essere particolarmente numerose, sono molto attive nella diffusione dei sistemi e della cultura Open Source, in particolare tramite lo sviluppo, la traduzione e la promozione delle due distribuzioni che le uniscono.</p>
<p>La DUCC-IT 2013 fa seguito alla prima edizione del 2010, tenutasi a Perugia. Essendosi rivelata un&#8217;ottima occasione di incontro tra i volontari che ogni giorno operano e comunicano tramite Internet, nascosti dietro una email o un client IRC, si è deciso di ripetere l&#8217;esperienza a due anni di distanza e, chissà, questo potrebbe dar vita ad un incontro regolare.</p>
<p>Il programma dell&#8217;evento prevede <strong>il sabato e la domenica mattina</strong> dedicati a discussioni riguardanti le <strong>comunità</strong>, per fare il punto della situazione e guardare al futuro della loro attività, ma comunque aperti ad un pubblico di non addetti ai lavori. Il <strong>sabato pomeriggio</strong>, invece, sarà destinato a <strong>talk divulgativi</strong> generici, rivolti ad un pubblico ampio e non necessariamente esperto. È in questo momento che entrano in gioco le altre voci del Software Libero e Open Source italiano. Saranno presenti infatti:</p>
<ul>
<li><strong>Renzo Davoli</strong>, professore dell&#8217;Università di Bologna e grande attivista del Software Libero;</li>
<li><strong>Italo Vignoli</strong>, membro della Board di <em>The Document Foundation</em>, la fondazione che cura lo sviluppo di LibreOffice;</li>
<li><strong>Ermanno Maria Egidi</strong>, rappresentante di <em>Wikimedia Italia</em>;</li>
<li><strong>Maurizio Napolitano</strong>, Presidente di <em>Italian Linux Society</em>.</li>
</ul>
<p>Affianco a queste realtà ci sarà anche uno spazio dedicato ad una riflessione sulla <strong>partecipazione femminile nel FLOSS</strong> (<em>Free Libre Open Source Software</em>), perché anche le donne sono parte importantissima di queste realtà, anche se non sembra.</p>
<p>La DUCC-IT si concluderà domenica mattina con un <em>&#8220;keysign party&#8221;</em>, ma sarà sicuramente un evento molto ricco.</p>
<p>Per i famigliari o i meno interessati alle discussioni relative alle comunità, il <a href="http://www.linuxfm.org/" target="_blank">FermoLUG</a> ha organizzato una <strong>visita guidata</strong> ai monumenti ed al patrimonio storico-artistico della città per sabato dalle 11:00 alle 13:00 ad un costo di €3,50. La partenza sarà da Palazzo del Popolo, davanti al Palazzo dei Priori, sede della DUCC-IT. Per iscriversi alla visita guidata o avere maggiori informazioni è possibile consultare il <a href="http://doodle.com/scgafnre4fg8rfbf" target="_blank">doodle dedicato</a>.</p>
<p>Per partecipare a pranzi e cene previsti dagli organizzatori dell&#8217;evento è necessario iscriversi entro martedì 28 Maggio all&#8217;<a href="http://doodle.com/b76ekgay2q2r2vd8" target="_blank">apposito doodle</a>. Per qualsiasi altra informazione è possibile consultare il <a href="http://ducc.it" target="_blank">sito ufficiale</a> della DUCC-IT.</p>
<p>Via | <a href="http://www.ubuntu-it.org/news/2013/05/21/debianubuntu-community-conference-italia-2013" target="_blank">ubuntu-it</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Unboxing del Chromebook Pixel</title>
		<link>http://www.engeene.it/unboxing-del-chromebook-pixel/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 07:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Solcia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[chromebook]]></category>
		<category><![CDATA[chromebook pixel]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>

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		<description><![CDATA[Di seguito l&#8217;unboxing e la prima accensione del ChromeBook Pixel consegnato al Google I/O 2013.

Prime impressioni
&#8220;Macbook Air&#8221; è la prima cosa che mi è venuta in mente. Il design è&#8230; <a href="http://www.engeene.it/unboxing-del-chromebook-pixel/" class="read_more">Continua a leggere</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="post_image_link" href="http://www.engeene.it/unboxing-del-chromebook-pixel/" title="Permanent link to Unboxing del Chromebook Pixel"><img class="post_image aligncenter" src="http://www.engeene.it/wp-content/uploads/2013/02/chromebook-pixel.jpg" width="439" height="315" alt="Post image for Unboxing del Chromebook Pixel" /></a>
</p><p style="text-align: left;">Di seguito l&#8217;unboxing e la prima accensione del ChromeBook Pixel consegnato al Google I/O 2013.</p>
<p><iframe width="600" height="338" src="http://www.youtube.com/embed/LTl1C1fO9vo?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<h3 style="text-align: left;">Prime impressioni</h3>
<p>&#8220;Macbook Air&#8221; è la prima cosa che mi è venuta in mente. Il design è simile, ma la scocca tutta in metallo satinato mi piace molto di più.</p>
<p>Quando avevo provato un Mac con Retina Display mi chiedevo a che servisse una risoluzione cosí alta, e pensavo fosse stupido che il Pixel ne avesse una ancora maggiore.</p>
<p><em>Ammetto e di essermi sbagliato</em>.</p>
<p>Nei primi 15 minuti non ci si accorge della grossa differenza che fanno queste risoluzioni così elevate, e continuando a usarlo per una settimana ci si accorge delle piccole cose che rendono tutto molto più piacevole.</p>
<p><strong>Utilizzo del Pixel</strong></p>
<p>Il Pixel è molto leggero, i tasti hanno un feedback <em>meccanico </em>piacevole: rumoroso se stiamo <em>danzando </em>sulla tastiera e molto silenzioso se invece stiamo scrivendo con più calma o stiamo attenti a premere i tasti in maniera meno aggressiva.</p>
<p>Il display ha un range di luminosità molto ampio; si riesce a vedere bene in qualsiasi condizione di luce all&#8217;interno, usandolo al parco in una giornata limpida di sole si fatica un pochino, ma tutti i documenti a sfondo bianco con scritte in nero sono comodamente visibili.</p>
<p>La sensazione di soliditá e maneggevolezza del pixel ci permettono di utilizzarlo comodamente sdraiati sul letto.</p>
<p><a href="http://www.engeene.it/wp-content/uploads/2013/05/Chromebook-Pixel-Use.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-20751" src="http://www.engeene.it/wp-content/uploads/2013/05/Chromebook-Pixel-Use-600x449.jpg" alt="" width="600" height="449" /></a></p>
<p>Come detto precedentemente negli articoli legati all&#8217;I/O, il Pixel non è <strong>ancora</strong> una macchina per lo sviluppo, nonostante le caratteristiche hardware di alto livello. Ora che molti sviluppatori lo hanno sotto mano, spero che qualcuno riesca a trovare il tempo per creare tutti quegli strumenti di sviluppo che ancora mancano.</p>
<p><strong>Quindi per cosa utilizzarlo?</strong></p>
<p>Alcune applicazioni per il photo editing e video editing non sono ancora ad un grado di maturitá tale da essere prese in considerazione per un utilizzo professionale, ma per un utilizzo amatoriale sono abbastanza ben fatte e funzionali (per esempio WeVideo e Pixlr). Riguardo al Photo Editing, all&#8217;I/O è stata presentata una Packaged App molto ben fatta e semi-professionale, ma ancora non rilasciata; aspettiamocela sicuramente nelle prossime settimane.</p>
<p>Per la scrittura è decisamente piacevole da utilizzare. Considerate quanti articoli scrivo solitamente e quanti ne ho scritti in questi giorni <img src='http://www.engeene.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>La navigazione web è un&#8217;esperienza diversa: siamo davanti ad un PC, ma con il monitor touch molte cose risultano più semplici da fare grazie alle gesture sul monitor. Lo scroll tra le pagine fatto con uno swipe sul monitor e l&#8217;animazione associata sono picevolissimi da vedere.</p>
<h3>Nessun pixel all&#8217;orizzonte</h3>
<p>Non so se sapete come mai il Chromebook Pixel si chiama, appunto, Pixel. Il motivo è che gli ingegneri di Gooogle volevano un PC in cui non fosse possibile vedere nessun pixel. Dovete, per ora, fidarvi della mia parola. Ho provato di tutto, ho anche usato gli occhiali come lente di ingrandimento: <strong>niente da fare</strong>, nessun pixel visto.</p>
<p>Ho con me anche il mio pc che ha uno schermo Full HD e ho deciso di fare una prova comparativa. Ho aperto lo stesso articolo di Engeene e mi sono messo con gli occhiali a controllare le scritte, soprattutto le lettere quali &#8220;r v m h&#8221;, che solitamente sono le più avvezze a mostrarci le <em>sbavature </em>e quindi i pixel. Sul mio monitor Full HD ho fatto fatica, ma alla fine sono riuscito a trovare qualche pixel sui bordi delle lettere; sul Pixel ho provato per molto più tempo senza risultati.</p>
<p>Guardando lo stesso video FullHD da Youtube risulta diversa l&#8217;esperienza da Full HD e Pixel. La pecca di vedere video sul Pixel è che ormai sono quasi tutti in 16:9 mentre il video del Pixel è un 5:4, ci dobbiamo tenere le barre nere sopra e sotto il video.</p>
<p>Si percepisce che l&#8217;immagine è renderizzata con una qualità maggiore di quella del Full HD, ma la differenza non è abissale. Al contempo la vista risulta meno stanca anche dopo ore di utilizzo.</p>
<h3>Giudizio finale</h3>
<p>È una bella macchina, ma non penso valga la pena per <em>tutti</em> acquistarne una, dato che il prezzo è di $1300 e al momento rappresenta il 70% di quello che potrebbe fare una macchina di pari caratteristiche con SO diversi. Volete metterla subito in Developer Mode e andare con un *nix? Validissima alternativa a un MacBook Air. Volete essere degli Early Adopter di un nuovo modo di concepire i notebook? Aspettate ancora un 6 mesi che gli IOers si diano da fare per creare un ecosistema di Packaged App di un livello piú alto e piú completo rispetto a quello attuale. Utilizzate spesso il pc in mobilitá per scrivere, prendere appunti, consultare documenti, e non necessitate di particolari ambienti di sviluppo? Forse è una spesa importante, ma se pensate di tenerlo per 4 o 5 anni potrebbe valerne la pena.</p>
<p>Personalmente lo sto usando da una settimana, ma sono in modalitá &#8220;writer&#8221; e non developer e il Pixel ha tutto quello che mi serve. Ho fatto qualche cosina da Web Developer e non ho avuto particolari problemi, anzi in alcuni momenti il fatto di poter toccare direttamente dove mi serviva è stato stranamente piacevole.</p>
<p>Domani devo cominciare a vedere Android Studio, e sono costretto ad andare sul pc con Windows, in quanto al momento è ancora impossibile utilizzarlo su Chrome OS.</p>
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		<title>Canonical pubblicizza le conferenze OpenStack e MySQL</title>
		<link>http://www.engeene.it/canonical-pubblicizza-le-conferenze-openstack-e-mysql/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 09:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele Boncimino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Canonical]]></category>
		<category><![CDATA[openstack]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi fosse interessato ad OpenStack e MySQL deve sapere che il 23 Maggio, Canonical terrà due incontri dedicati a questi argomenti, rispettivamente durante il London OpenStack Meetup e il MySql London UG&#8230; <a href="http://www.engeene.it/canonical-pubblicizza-le-conferenze-openstack-e-mysql/" class="read_more">Continua a leggere</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="post_image_link" href="http://www.engeene.it/canonical-pubblicizza-le-conferenze-openstack-e-mysql/" title="Permanent link to Canonical pubblicizza le conferenze OpenStack e MySQL"><img class="post_image aligncenter" src="http://www.engeene.it/wp-content/uploads/2013/05/LondonMeetup.png" width="999" height="733" alt="Post image for Canonical pubblicizza le conferenze OpenStack e MySQL" /></a>
</p><p>Chi fosse interessato ad OpenStack e MySQL deve sapere che il 23 Maggio, Canonical terrà due incontri dedicati a questi argomenti, rispettivamente durante il <a href="http://www.meetup.com/Openstack-London/">London OpenStack Meetup</a> e il <a href="http://www.meetup.com/The-London-MySQL-Meetup-Group/events/110243482/">MySql London UG Meetup</a>. Il meeting dedicato ad OpenStack avrà come oratori alcune figure importanti del panorama, come Kevin Jackson (Rackspace), Steven Hardy (Red Hat) e Andrew Kennedy di VMWare.</p>
<p>L&#8217;ultimo relatore avrà sicuramente modo di parlare anche della <a href="http://www.engeene.it/canonical-e-vmware-annunciano-una-collaborazione-allopenstack-summit/">collaborazione</a> tra la sua azienda e quella sudafricana responsabile dello sviluppo di Ubuntu. Gli organizzatori sono alla ricerca di un quarto speaker che sarà scelto tra i consumatori che riusciranno a <a href="http://www.meetup.com/Openstack-London/">trasmettere</a> tutto il loro entusiasmo nell&#8217;uso dei prodotti descritti in precedenza.</p>
<p>Sull&#8217;altro fronte c&#8217;è da dire che non sono stati molti gli incontri tenuti che riguardano MySQL, ma <strong>gli ultimi sviluppi in MariaDB</strong> amplificheranno l&#8217;attenzione per questa conferenza. In questo caso Andrew Hutching (HP) e Monty Widenius (fondatore di MySQL e MariaDB) sapranno monopolizzare l&#8217;interesse degli sviluppatori che parteciperanno alla conferenza. Per saperne di più e registrarsi basta visitare la pagina <a href="http://www.meetup.com/The-London-MySQL-Meetup-Group/events/110243482/">Facebook</a>.</p>
<p>Fonte | <a href="http://blog.canonical.com/2013/05/13/london-openstack-mysql-meetups-may-23rd/">Canonical Blog</a></p>
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		<title>Google+ Hangouts SMS</title>
		<link>http://www.engeene.it/google-hangouts-sms/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 09:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele Boncimino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[hangout]]></category>
		<category><![CDATA[sms]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra le nuove funzioni dei software, presentate al Google I/O 2013, una passata in sordina è SMS Hangouts. Il nome, di suo, è piuttosto esplicativo: quando non si è online e collegati&#8230; <a href="http://www.engeene.it/google-hangouts-sms/" class="read_more">Continua a leggere</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="post_image_link" href="http://www.engeene.it/google-hangouts-sms/" title="Permanent link to Google+ Hangouts SMS"><img class="post_image aligncenter" src="http://www.engeene.it/wp-content/uploads/2013/05/hangouts-sms.png" width="580" height="207" alt="Post image for Google+ Hangouts SMS" /></a>
</p><p>Tra le nuove funzioni dei software, presentate al <a href="http://www.engeene.it/google-io-2013-wrap-up-consumer-side/">Google I/O 2013</a>, una passata in sordina è <strong>SMS Hangouts</strong>. Il nome, di suo, è piuttosto esplicativo: quando non si è online e collegati a <strong>Hangouts</strong>, si potranno ricevere per SMS i messaggi dei contatti del social netwotk. Basta impostare il numero di telefono tra le impostazioni del proprio profilo. <em>BigG</em> però tiene a precisare che in questo caso la comunicazione, attraverso la rete dell&#8217;operatore telefonico, non viene criptata, quindi ogni informazione è in chiaro.</p>
<p><a href="http://www.engeene.it/wp-content/uploads/2013/05/hangouts-sms-2.png"><img class="alignnone size-full wp-image-20669" src="http://www.engeene.it/wp-content/uploads/2013/05/hangouts-sms-2.png" alt="" width="466" height="326" /></a></p>
<p>Questa funzionalità sembra studiata per garantire il servizio di Google in tutte quelle <strong>nazioni dove l&#8217;infrastruttura internet è precaria</strong>. Guardando la <a href="https://www.google.com/settings/smsextensions/?hl=en">lista dei paesi supportati</a> si nota infatti che si tratta di quasi nazioni africane, del medio oriente o comunque quasi tutti paesi in via di sviluppo. come Pakistan, Israele, Turchia, Ucraina, Congo ed altri paesi dell&#8217;Africa e dell&#8217;Asia. I paesi cosiddetti industrializzati non sono presenti.</p>
<p>Fonte | <a href="http://googlesystem.blogspot.it/2013/05/google-hangouts-sms.html">GoogleSystemBlog</a></p>
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		<title>Inviare e ricevere denaro con Gmail</title>
		<link>http://www.engeene.it/inviare-e-ricevere-denaro-con-gmail/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 09:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele Boncimino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[gmail]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[google wallet]]></category>
		<category><![CDATA[wallet]]></category>

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		<description><![CDATA[Effettuare una transazione ora sarà semplice come inviare una e-mail. Per pagare l&#8217;affitto o rimborsare il pranzo ad un amico si potrà sfruttare l&#8217;integrazione di Google Wallet in Gmail, perfino se il&#8230; <a href="http://www.engeene.it/inviare-e-ricevere-denaro-con-gmail/" class="read_more">Continua a leggere</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="post_image_link" href="http://www.engeene.it/inviare-e-ricevere-denaro-con-gmail/" title="Permanent link to Inviare e ricevere denaro con Gmail"><img class="post_image aligncenter" src="http://www.engeene.it/wp-content/uploads/2013/05/send_money-hero.jpg" width="848" height="622" alt="Post image for Inviare e ricevere denaro con Gmail" /></a>
</p><p>Effettuare una transazione ora sarà semplice come inviare una e-mail. Per pagare l&#8217;affitto o rimborsare il pranzo ad un amico si potrà sfruttare l&#8217;integrazione di <a href="http://www.engeene.it/wallet-checkout-integrato-nel-portafoglio-virtuale-di-google/">Google Wallet</a> in <strong>Gmail</strong>, perfino se il destinatario non possiede un account. Per la transazione attraverso il prodotto di Mountain View ci saranno da pagare delle commissioni oppure, se la banca supporta il servizio, il tutto sarà gratis.</p>
<p><iframe width="600" height="338" src="http://www.youtube.com/embed/JA8m0JOoNYQ?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Quando si invia una email basterà cliccare sul simbolo del dollaro, integrato nell&#8217;interfaccia web di Gmail, ed in seguito scegliere la somma; a questo punto non resta che inviare il messaggio. Questo metodo è disponibile solo per i desktop o portatili che si collegano all&#8217;account di posta da web. Gli utenti con tablet o smartphone possono configurare <strong>Google Wallet</strong>, affinché funga da gestore di transazioni monetarie, in entrata ed uscita. In ogni caso la <a href="http://www.engeene.it/wallet-il-portafoglio-secondo-google/">Protezione degli acquisti</a> sarà attiva contro pagamenti non autorizzati. La nuova funzionalità sarà attivata per tutti i cittadini, dai 18 anni in su, degli USA nei prossimi mesi. Chi dovesse ricevere del denaro da un utente già abilitato al servizio potrà usufruire immediatamente della novità.</p>
<p>Fonte | <a href="http://gmailblog.blogspot.it/2013/05/send-money-to-friends-with-gmail-and.html">Gmail Blogspot</a></p>
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		<title>Un misterioso nuovo dispositivo in arrivo da Google?</title>
		<link>http://www.engeene.it/un-misterioso-nuovo-dispositivo-in-arrivo-da-google/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 08:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuele Boncimino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[google tv]]></category>
		<category><![CDATA[nexus q]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni non si fa che parlare dell&#8217;ultima conferenza tenuta da Google per gli sviluppatori. Potrebbe sembrare un caso ma per molti quello che è emerso alcuni giorni fa sarebbe una mossa&#8230; <a href="http://www.engeene.it/un-misterioso-nuovo-dispositivo-in-arrivo-da-google/" class="read_more">Continua a leggere</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="post_image_link" href="http://www.engeene.it/un-misterioso-nuovo-dispositivo-in-arrivo-da-google/" title="Permanent link to Un misterioso nuovo dispositivo in arrivo da Google?"><img class="post_image aligncenter" src="http://www.engeene.it/wp-content/uploads/2013/05/nexusae0_sample-label_thumb.png" width="668" height="426" alt="Post image for Un misterioso nuovo dispositivo in arrivo da Google?" /></a>
</p><p>In questi giorni non si fa che parlare dell&#8217;ultima <a href="http://www.engeene.it/google-io-2013-live-blogging-dellevento/">conferenza</a> tenuta da Google per gli sviluppatori. Potrebbe sembrare un caso ma per molti quello che è emerso alcuni giorni fa sarebbe una mossa per spostare l&#8217;attenzione della stampa. In pieno I/O infatti è stata presentata una richiesta alla FCC per un dispositivo di cui si conosce poco. L&#8217;<strong>H840</strong> sembra sia un sistema in grado di trasmettere informazioni in forma digitale con funzioni simili ad un media player. Dispone di connettività Wi-Fi e necessita della rete elettrica per l&#8217;alimentazione, il codice è <strong>H2G2-42</strong>. Coloro che hanno scoperto l&#8217;esistenza del device all&#8217;interno di una tabella presentata all&#8217;ente delle telecomunicazioni americano, fanno notare l&#8217;omonimia con una regola (la H2G2 per l&#8217;appunto) contenuta all&#8217;interno della<em> Guida galattica per gli autostoppisti</em>, che gli impiegati Google avranno sicuramente letto.</p>
<p><a href="http://www.engeene.it/wp-content/uploads/2013/05/nexusae0_test-report_thumb.png"><img class="alignnone size-large wp-image-20676" src="http://www.engeene.it/wp-content/uploads/2013/05/nexusae0_test-report_thumb-600x217.png" alt="" width="600" height="217" /></a></p>
<p>La classe a cui si riferisce la certificazione richiama un apparecchio destinato all&#8217;uso residenziale, quindi potrebbe essere una <strong>Google TV</strong> o un rinnovato <strong>Nexus Q</strong>. Dalla conferenza californiana è emerso soltanto che a breve sarà disponibile un nuovo aggiornamento di Jelly Bean, portando Android alla 4.3. Mentre sul fronte delle app si è stato introdotto <a href="http://www.engeene.it/google-io-2013-wrap-up-consumer-side/">Music All Access</a>, un servizio di streaming musicale con sottoscrizione mensile. Vista la segretezza che avvolge il tutto si potrebbe andare da un nuovo rivoluzionario hardware per l&#8217;home video fino  all&#8217;ennesima burla di qualche fantasioso blogger, che ha letto il romanzo fantascientifico-umoristico.</p>
<p>Via | <a href="http://www.androidpolice.com/2013/05/18/dont-panic-google-branded-h840-media-player-appears-in-the-fcc-bearing-hitchhikers-guide-to-the-galaxy-references/">AndroidPolice</a>, <a href="http://www.engadget.com/2013/05/18/google-media-streamer-h2g2-42-h840/">Engadget</a></p>
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		<title>Admin SDK e Google+ API for Business</title>
		<link>http://www.engeene.it/admin-sdk-e-google-api-for-business/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 08:45:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Testa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[directory api]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[google admin sdk]]></category>
		<category><![CDATA[google api]]></category>
		<category><![CDATA[reporting api]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Google I/O 13 appena terminato è stato ricco di sorprese e di rilasci sui prodotti più noti e conosciuti dell&#8217;ecosistema Google. Ma se da un lato il mondo guarda con interesse&#8230; <a href="http://www.engeene.it/admin-sdk-e-google-api-for-business/" class="read_more">Continua a leggere</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="post_image_link" href="http://www.engeene.it/admin-sdk-e-google-api-for-business/" title="Permanent link to Admin SDK e Google+ API for Business"><img class="post_image aligncenter" src="http://www.engeene.it/wp-content/uploads/2013/05/carousel0.png" width="1128" height="367" alt="Post image for Admin SDK e Google+ API for Business" /></a>
</p><p>Il Google I/O 13 appena terminato è stato <strong>ricco di sorprese e di rilasci</strong> sui prodotti più noti e conosciuti dell&#8217;ecosistema Google. Ma se da un lato il mondo guarda con interesse quanto gli ingegneri hanno realizzato, con la stessa attenzione anche le community o gli <strong>sviluppatori</strong> indipendenti scrutano la lista delle nuove entrate presentate.</p>
<p>Con questo articolo mi dedicherò ad una serie di API(Application Programming Interface), davvero interessanti ma poco conosciute: <a href="https://developers.google.com/admin-sdk/" target="_blank">Admin SDK</a> e Google+ For Business.</p>
<p>Con il termine Admin SDK intendiamo e comprendiamo una serie di strumenti in grado di rendere più <strong>semplice</strong>, o più vicino alle nostre esigenze, la <strong>gestione</strong> di istanze <strong>Google</strong> <strong>Apps</strong>. Questi servizi permettono di interagire, mediante lo standard <strong>REST</strong> (utilizzando http/https e tutti i metodi nativi di questo protocollo), con l&#8217;infrastruttura Google rendendo possibile la realizzazioni di software &#8220;<strong>su</strong> <strong>misura</strong>&#8221; in grado di rispondere a bisogni specifici.</p>
<p>Le Admin API non sono oggetti nuovi, consentono da tempo la stesura di tools e prodotti terze parti, ad esempio sincronizzatori che eseguono <strong>operazioni</strong> <strong>massive</strong> sulla base utente di un dominio oppure prodotti per esporre funzionalità non previste da Google nella sua dashboard di controllo e tanto altro ancora.</p>
<p>Quello che mancava era però una <strong>razionalizzazione</strong> di queste specifiche ed un consolidamento delle <strong>strutture</strong> <strong>dati</strong> utilizzate in un unica ed uniforme gestione. Google ha quindi colto l&#8217;occasione dell&#8217;I/O per presentare questa ristrutturazione dei suo servizi e per lanciarne di nuovi come le <strong>Directory</strong> <strong>API</strong> , per la movimentazione delle caselle, delle liste di distribuzione e di altri elementi all&#8217;interno di Apps, e le <strong>Reports</strong> <strong>API</strong>, pensate invece per consentire agli sviluppatori di raccogliere in modo programmato statistiche e report sulle applicazioni erogate.</p>
<p>Chiunque fosse interessato ad usufruire di questi nuovi tools potrà trovare tutte le informazioni necessarie nella <a title="API documentation" href="http://developers.google.com/admin-sdk" target="_blank">API documentation</a>.</p>
<p>Un discorso a parte viene invece costituito dalle <strong>Google+ Domains API</strong>, una nuova interfaccia volta a consentire l&#8217;utilizzo di <strong>Google+</strong> in ambienti <strong>enterprise</strong>. A distanza di due anni dal suo lancio, Plus si configura ancora come servizio <strong>consumer</strong> anche se l&#8217;annuncio di queste nuove chiamate permetterà di interagire, soprattutto in <strong>scrittura</strong>, con l&#8217;ambiente social offerto dalla piattaforma, con enormi vantaggi per tutti coloro che devono organizzare <strong>business</strong>, <strong>eventi</strong>, <strong>campagne</strong> di informazione o marketing attraverso Plus.</p>
<p>In conclusione I/O non dimentica Google Apps e lo fa avvicinando sempre di più le <strong>esigenze</strong> dei <strong>propri</strong> <strong>clienti</strong>, specie quelli di grosse organizzazioni, interessati non solo ad utilizzare la suite di messaging e collaborazione, ma anche a costruire o adattare precedenti sistemi, integrandoli in sinergia con l&#8217;infrastruttura Google.</p>
<p>Via | <a title="Google Apps Developer Blog" href="http://googleappsdeveloper.blogspot.it/2013/05/admin-sdk-and-google-apis-for-business.html" target="_blank">Google Apps develpoer Blog</a></p>
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