Forse la “tassa” tedesca anti-Google News si allontana…

Di - 2 February 2013 - in

Ricorderete sicuramente la “brillante” proposta legislativa del governo Merkel con la quale si propone di far pagare una sorta di tassa ai motori di ricerca (meglio: a Google News) affinché possano eseguire ricerche e mostrare articoli (interi o porzioni) tratti dai siti delle testate giornalistiche.

Si tratta, come spiegato in precedenza, di una proposta di legge che fin da subito è apparsa come una forma di autoprotezione per le lobbies dell’editoria tedesca, un’idea mutuata da altri personaggi (quali Rupert Murdoch) e che poggia sulla giustificazione – affatto verosimile – secondo cui i siti web dei gruppi editoriali subirebbero cali di visite e di profitti pubblicitari perché Google News permetterebbe di leggere uno stralcio delle notizie senza poi dover visitare il sito d’origine.

Promossa nell’agosto del 2012, l’iniziativa legislativa ha fatto alcuni passi avanti e pochi giorni fa si è svolta un’audizione di alcuni esperti del settore editoriale, dalla quale si sperava di poter capire un po’ più di questa proposta normativa, grazie alle domande rivolte dai parlamentari agli esperti coinvolti.

Ne viene fuori che l’audizione a tutto è servita meno che a delineare i dettagli tecnici della proposta normativa e, quindi, nemmeno i promotori (tanto ufficiosi quanto ufficiali) hanno le idee ben chiare su chi e cosa ricadrà nella disciplina della probabile legge. In teoria, questa tutelerebbe le notizie ma nessuno ha spiegato in cosa si traduca la nozione di “notizia”. In linea di massima per notizia si intende l’articolo pubblicato nelle pagine di un sito web di una pubblicazione editoriale e in questo caso la legge dovrebbe trovare applicazione pacificamente; tuttavia, supponiamo che lo stesso medesimo testo, anziché apparire nel sito di un giornale, appaia sul blog personale di un giornalista più o meno professionista: in questo caso la legge va applicata o meno? Ad oggi non è dato saperlo.

L’audizione tenutasi ha solo chiarito tutti i motori di ricerca dovranno pagare gli editori tedeschi per poter pubblicare anche solo stralci delle notizie pubblicate. Gli editori, infatti, con la nuova legge diverrebbero detentori di un diritto di uso in esclusiva della pubblicazione della durata di un anno. Durante tale periodo la pubblicazione di un estratto della notizia o del testo integrale, è condizionato al pagamento di una somma in denaro nei confronti dell’editore. Terminato il periodo di esclusiva, il diritto sulla pubblicazione diviene trasferibile alle condizioni che l’editore preferisce (anche gratis, eventualmente).

La proposta legislativa, però, ha iniziato a traballare quando è stata posta la più tecnica fra le domande presentate: Burkhard Lischka del partito socialdemocratico (all’opposizione) ha chiesto a Christoph Keese, esperto del gruppo editoriale Axel Springer, se la legge verrà applicata anche alle notizie condivise via Twitter e Facebook. Con gran sorpresa Keese, l’esperto, non ha risposto. Secondo varie opinioni, pare che lo abbia fatto proprio perché non sapeva cosa rispondere.

La proposta normativa tedesca, in sostanza, è stata lanciata nella mischia dalla cancelliera Merkel senza però aver ben pianificato contenuti, dettagli tecnici e destinatari. Pertanto, dopo ben tre ore di audizione, la sensazione che si è diffusa è che, tutto sommato, questo disegno di legge non sembra in possesso di caratteristiche che possano contribuire a indennizzare gli editori dai presunti abusi perpetrati dai motori di ricerca di notizie. Stando così le cose, in molti iniziano a pensare che non sia necessario affannarsi per conseguire gli obiettivi proposti dal disegno legislativo e, comunque, la strada da percorrere è ancora lunga.

L’audizione non si è conclusa con una votazione: questa si terrà alla prossima audizione, momento in cui il Parlamento dovrà stabilire se adottare o meno il nuovo testo di legge, tenendo in considerazione diversi elementi fra cui la rispondenza alla Costituzione tedesca. E un minimo di buon senso.

Fonte: Search Engine Land

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Matteo Luigi Riso Articolo scritto da

Avvocato, programmatore, geek tutto in uno. Una passione smodata per la tecnologia e l’informatica, avido utilizzatore di Google e Android. La sua missione è divulgare e far comprendere la tecnologia e gli aspetti ad essa connessi.

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