Fukushima, viaggio nel disastro

Di - 3 April 2013 - in
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Come purtroppo ben sappiamo, 2 anni fa il Giappone fu sconvolto da un terremoto di portata catastrofica. Fu registrata una terribile scossa di magnitudo 9 al largo delle coste di tohoku, la più potente mai registrata in Giappone. Come uno schianto, dopo pochi minuti uno tsunami con onde alte più di 30 metri mutò per sempre i confini ed il profilo di un’intera regione. Il blackout che seguì il terremoto e lo tsunami mise in ginocchio i sistemi di sicurezza delle tante centrali nucleari che costituivano la colonna dorsale energetica del gigante nipponico. Spazzate via in pochi minuti, città, villaggi, scuole ed aeroporti, ecco poi  incedere  l’imponderabile: il disastro nucleare.

Non riuscendo più a contenere la temperatura di surriscaldamento e la pressione interna, nella centrale di Fukishima ci fu una esplosione del reattore n°1. Per evitare nuove esplosioni e fusioni di barre di combustibile furono aperte valvole di sfogo in atmosfera. Per intensificare il raffreddamento si decise di usare l’acqua dell’oceano. A questo punto fu inevitabile il disastro naturale e tutta la zona fu dichiarata off limits. Nel raggio di 30 km lo sgombero interessò più di 110.000 persone, di cui, ancora oggi, più di 21.000 vivono ancora fuori dalle loro abitazioni.

Colpiti nell’anima e nell’immenso orgoglio, gli abitanti della zona interessata di Namie Machi desideravano ardentemente rendere pubblico a tutti lo stato del disastro. La loro paura maggiore era quella di non poter mostrare alle generazioni successive quella che era la stata loro terra. Quella terra che una volta era un paradiso racchiuso tra l’oceano e le foreste. Così, grazie alla collaborazione con Google, che ha accolto l’appello del Sindaco della città, è stato possibile filmare e mappare con Street view la zona interessata dal disastro. Le immagini che seguono si commentano da sole. Mostrano quanto possa essere auto distruttivo il genere umano, sempre più avido e bramoso di risorse anche a scapito della natura.

Imbarcazioni arenate a centinaia di metri dall'oceano.

 

Una casa rivoltata con accanto un auto ed una barca completamente fuori luogo.

E ancora proseguendo in questo tour della catastrofe, si scorgono paesaggi di una Main street completamente disabitata e frastagliata da edifici e case crollati. E quella che era un tempo una strada capace di ospitare più di 100.000 visitatori nella fiera autunnale, è oggi l’ombra dell’azzardo nucleare, la prova che la scommessa non ha pagato le attese.

Un edificio completamente raso al suolo.

Lo spettro della 'Main street' abbandonata.

In seguito a questo disastro, il Giappone ha iniziato una politica di diversificazione delle risorse energetiche e di bonifica delle aree contagiate. Tuttavia in questa regione il livello di radioattività è ancora troppo alto per rendere possibile interventi di sgombero delle macerie, od una ricostruzione degli edifici crollati. L’utilizzo di uno strumento così versatile e diffuso come Street View di Google Maps, può servire di certo come monito a tutti i paesi del mondo, affinché scelgano strade alternative al nucleare. Con la speranza che non accadano mai più disastri simili, desideriamo dare ascolto all’appello del sindaco invitandovi a visitare le zone disastrate di Fukushima. Ben pochi argomenti smuovono le coscienze come la forza diretta delle immagini.

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Dario Mola Articolo scritto da

Da sempre con la passione per l'informatica e le nuove tecnologie. Con l'universo Android è stato un vero colpo di fulmine, un progetto che seguo dalla versione 1.6 passando per tutte le Major Release successive. Mi piace andare a scovare applicazioni poco note per portarle alla ribalta, è un pò come contribuire alla crescita dell'ecosistema Android filtrando le applicazioni più valide e meritevoli. Appassionato di sport, scacchi, cucina e libri.

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