[Google] 2012: Aggiornamenti dal CEO

Di - 13 April 2012 - in
Ci sono interessanti approfondimenti dai vertici di Google: il fondatore, Larry Page, scrive un lungo articolo che racchiude pensieri, emozioni e aspettative riguardanti questa grande azienda che, in effetti, ha cambiato notevolmente il nostro  modo di concepire la tecnologia.

Velocità, esecuzione e obiettivo

In primis, Page racconta di come lui e Sergey Brin abbiano concepito Google: creare un motore di ricerca che non fosse solo fredda evoluzione del mondo di internet, ma qualcosa che potesse davvero migliorare la qualità della vita degli utenti, non più costretti a “lottare” con impensabili interfacce ma liberi di poter semplificare le azioni quotidiane.
Negli anni successivi, entrambi i fondatori seguono sorpresi e soddisfatti i molteplici utilizzi che fanno i loro utenti della tecnologia che loro hanno creato.
Nonostante questo possa già sembrare un traguardo invidiabile, i fondatori di Google continuano a perseguire i loro obiettivi di perenne miglioramento. Le parole d’ordine sono velocità, esecuzione e focalizzare.
Page riorganizza il management di google, al fine di ottimizzare e dare sempre il meglio ai loro utenti.
Una semplice e bella esperienza attraverso Google
Secondo Page, ciò che è davvero importante è creare un’esperienza semplice e intuitiva attraverso l’utilizzo di Google. Per questo occorre ottenere un perfetto equilibrio tra tutti gli strumenti.
Sergey Brin riassume questo processo in una frase “abbiamo fatto sbocciare migliaia di fiori, ora dobbiamo comporre un bouquet coerente”.
Il concetto principale è lo “sharing”, il condividere. In questi ultimi anni tutti vogliamo, dobbiamo condividere: un film, una canzone o semplicemente una frase. Google+ ci permette di farlo.
Possiamo condividere col mondo intero (con Google+Stream) o solo con le nostre “cerchie” che, a loro volta, possono essere suddivise in macrocategorie (famiglia, amici, lavoro…) in modo che si possa condividere solo con alcune di queste ultime. Attraverso un dispositivo Android nessun posto sarà più così lontano, facciamo tutti parte di una stessa “rete” e forse, constatando la passione che Page mette nel raccontarci questa grande azienda, una grande famiglia.
La ricerca della nuova generazione
Passiamo ora ad un argomento che ha suscitato non poche polemiche: le ricerche ottimizzate di Google.
Page ci elenca in modo entusiastico tutti i vantaggi che può darci una ricerca su Google+ grazie alle informazioni del nostro profilo e alle connessioni. Nello specifico, se noi ricerchiamo una certa persona, che avrà almeno altri 100 omonimi nel mondo, Google farà in modo di trovare proprio quella persona che stiamo cercando.
In effetti questo servizio potrebbe cambiare in meglio in nostro concetto di “ricerca”, creando ogni volta un’indagine personalizzata ed efficiente.
Questo nuovo “motore di ricerca intelligente” potrebbe far storcere il naso a chi difende a spada tratta la privacy, ma è anche vero che Google, a differenza di altri, dichiara apertamente l’utilizzo dei nostri dati e, tra l’altro, lo fa anche per semplificarci la vita a titolo gratuito.
Passare all’azione
“Truly great search is all about turning your needs into actions in the blink of an eye.”. Dietro queste semplici parole si cela l’essenza della ricerca di Google.
Page vuole che prima che l’utente finisca di scrivere il termine di ricerca, venga restituito il risultato a cui stava pensando, non tutte le altre possibilità date dalla semplice parola.  Per ottenere questo formidabile risultato, occorre stringere partnership con molte aziende al fine di poter mettere online i contenuti ritenuti “bloccati”.
A questo proposito, il CEO ci descrive l’esempio della collaborazione tra Google e ITA Software: grazie ai rapporti di quest’ultima con le linee aeree, il motore di ricerca può darci una lista dei voli più importanti con un focus sui prezzi e, soprattutto, la possibilità di prenotare con un solo click.
La stessa cosa sarà raggiunta a breve per quanto riguarda il booking degli hotel.
Dallo schermo al mobile e tablets
Page ci racconta di quanto sia importante ottimizzare e velocizzare gli strumenti per adattarli ad un ambiente più ristretto come quello dei tablets e mobile phones. Da qui l’entusiasmo per le soluzioni che Android ci offre. Ad esempio, possiamo cercare un negozio di nostro interesse tramite Google Maps e pagare con Google Wallet, insomma, non varrà più la scusa “ho lasciato la carta di credito a casa”.
Facciamo una piccola regressione agli albori di Android. Corre l’anno 2004 e Andy Rubin, il papà del nostro amato mostriciattolo verde, pensa che allineare tutti gli standard  creando un sistema operativo open source avrebbe rinnovato l’industria mobile.
A quel tempo, la maggiorparte delle persone pensa che le sue siano tutte supposizioni errate.
Oggi vengono attivati più di 850.000 dispositivi al giorno. L’ultima versione di Android, Ice Cream Sandwich, ha una bellissima interfaccia che si adatta perfettamente sia ai tablet che agli smartphones.
La cosa più importante per Page è rassicurare le persone che tutti i loro contenuti sono agibili dovunque siano. Con Gmail e Google Docs abbiamo la sintesi tra desktop e Android. Grazie a Chrome (ora disponibile anche per Android) e Google Play non c’è più bisogno di cavi, downloads e sync.
Ad agosto c’è stato l’annuncio di Google che comunica l’acquisizione di Motorola Mobility. Page è molto felice di poter unire una realtà storica come Motorola ad Android. Tutto ciò non dimenticando gli altri partners che hanno contribuito al successo di quest’ultimo.
A questo punto potrebbero sorgerci dei dubbi. In questa fase di rinnovamento e cambiamento, propria di Google, potrebbero esserci cambiamenti circa la politica sulla gratuità del servizi offerti, caratteristica che ha sempre contraddistinto quest’azienda. Page rassicura questa domanda con una frase “Android was built as an open ecosystem, and we have no plans to change that.”. Possiamo dirci più che soddisfatti.
Obiettivi a lungo termine
Google è l’azienda delle sfide. Page racconta di come si siano sempre concentrati sugli obiettivi a lungo termine come, ad esempio, concentrarsi sul perfezionamento di un motore di ricerca quando all’epoca era considerato un problema già risolto.  Facciamo un altro esempio: Chrome. Dal 2008 ad oggi, ci sono 200milioni di utenti grazie alla sua velocità, semplicità e sicurezza.
un altro campo che ha dato molte soddisfazioni è sicuramente quello delle applicazioni web-based. Pensiamo alla crescita che ha avuto Gmail dalla sua nascita nel 2004. Oggi 350 milioni di persone la utilizzano come email principale e ben 5000 stabilimenti aziendali e scolastici si registrano ogni giorno.
Nel 2006 è il momento di YouTube che oggi colleziona più di 800 milioni di utenti mensili.
Amore e fiducia
Page ha sempre pensato che Google fosse un’azienda meritevole di un grande amore. In effetti, lui stesso ci confessa che è un traguardo molto ambizioso, proprio perché il binomio grande azienda e amore non vanno di pari passo.
Il CEO si dice fortunato del rapporto diretto tra Google e utenti: se sono felici, non andranno dalla concorrenza che è sempre ad un click di distanza da Google.
Ci vuole fiducia nell’affidare a Google lo storage dei files o, semplicemente, le emails nel sistema. La sicurezza è il primo passo per costruire un rapporto di fiducia, infatti, i tools per proteggere i dati sono affidabili e prevengono gli accessi non autorizzati grazie alla sicurezza a più livelli.
Page dice che è possibile guadagnare da un’azienda senza necessariamente essere disonesti. La pubblicità porta denaro, quindi Google cerca di ottimizzare il servizio “advertising” agli utenti in modo da poter ottenere un ottimo servizio per tutti.
Googlers
Le persone sono la parte importante del successo a lungo termine di Google.  Il team di questa grande azienda lavora in un ambiente familiare, infatti, per loro l’ufficio è come una seconda casa.
Google investe molto nel trattamento dei suoi dipendenti: cibo, cure mediche di alta qualità, palestra.
Il focus principale di page è di tenere  sempre viva la passione che tutti i giorni porta ogni singolo componente del team a lavoro per ottenere i risultati che fanno di Google un’azienda unica, una grande famiglia.
La felicità è un sano disprezzo per l’impossibile
Questo curioso slogan era alla base del corso di leadership che Page frequentava durante il percorso di studi all’università del Michigan. Lui stesso confessa che quest’idea è il leit motiv del suo pensiero, infatti, ci riferisce che è più semplice ottenere risultati soddisfacenti in progetti molto ambiziosi piuttosto che in quelli meno rischiosi.
Un esempio è sicuramente Google+ Hangouts, portato avanti da un team abbastanza motivato per credere nella sua riuscita. E che dire della macchina che non ha bisogno dell’autista? Oggi quell’auto ha già percorso ben 200.000 miglia.
Possiamo confermare che la frase iniziale di Page che considera Google un’azienda volta al miglioramento del mondo adesso non ci sembra così ambiziosa.
Abbiamo finito la nostra piccola grande immersione nella mente del CEO più importante del Web, sicuramente ci ha lasciato molto.
Credo fermamente che il mondo abbia bisogno di sognatori come lui, che possano trovare il giusto mezzo per fare quadrare i bilanci aziendali e migliorare la vita delle persone.

“Few people are crazy enough to try, and the best people always want to work on the biggest challenges” (Larry Page)

Via | Google Investor Relations

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Valeria Mottino Articolo scritto da

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