Google acquista BufferBox, startup simile ad Amazon Locker

Di - 7 December 2012 - in

Quello tra Amazon e Google pare avvicinarsi sempre di piú all’essere il campo di battaglia piú interessante e stimolante del prossimo futuro. Entrambe le aziende forniscono web services di tutto rispetto con funzionalità analoghe, e concorrono in questo ambito già da tempo. Con l’estensione di Google Play agli oggetti fisici, però, potrebbero iniziare a sfidarsi anche in ambito e-commerce e servizi correlati.

Sembra andare proprio in questa direzione l’acquisto da parte di Google di una giovane startup canadese chiamata BufferBox, che fornisce un servizio molto simile ad Amazon Locker.

Locker, lanciato piú di un anno fa da Amazon, permette di far spedire prodotti acquistati nello store dell’azienda a caselle postali automatizzate situate in molte città statunitensi. All’arrivo del prodotto nella casella, il cliente riceve un codice di sblocco, da digitare sulla casella stessa per ritirare l’acquisto.

I vantaggi di queste caselle postali sono molteplici. Prima di tutto, non è necessario dare il proprio indirizzo, pur rimanendo slegati dagli orari di apertura degli uffici postali (le caselle sono spesso in negozi, che hanno orari di apertura piuttosto ampi rispetto agli uffici). Inoltre, il fattorino può consegnare diverse spedizioni nello stesso momento, accorciando i tempi, abbattendo i costi e consumando meno. L’abbattimento dei costi si riflette in un costo di spedizione molto basso per il cliente.

Nonostante un avvio molto lento, dovuto forse ad un’iniziale diffidenza, il servizio ha ormai preso piede davvero molto bene, anche grazie al fatto che l’efficienza dei servizi postali, anche negli USA, non è particolarmente buona e difficilmente può competere con la spedizione rapida e a basso costo permessa dai Locker.

L’acquisto di BufferBox da parte di Google, per il momento, lascerà invariato il modello di servizio, che differisce economicamente e funzionalmente da quello di Amazon. BufferBox può infatti accettare pacchi provenienti da qualunque e-commerce (incluso Amazon, che viene persino utilizzato nella pubblicità della startup), lasciando quindi invariato il costo di spedizione, pur ottimizzando i tempi. Inoltre, il servizio, per il momento gratuito, sarà a pagamento da gennaio. Di contro, però, le caselle sono disponibili in luoghi pubblici sempre aperti (per ora le stazioni di Metrolinx, l’azienda di trasporto pubblico dell’Ontario) permettendo di non dover sottostare ad  alcun orario di ufficio.

È prevista, anche grazie a Google, una espansione della presenza del servizio in Canada, con un centinaio di chioschi nelle zone di Toronto ed Hamilton.

Tutto lascia ovviamente pensare ad un’integrazione tra Google Play e BufferBox, per migliorare la qualità del sistema di spedizione, e già si vocifera di un sistema di spedizione rapida da parte di Google a cui negozi terzi potranno appoggiarsi. In un mondo nel quale le compagnie postali restano ancora molto legate a dinamiche proprie della spedizione di lettere, un sistema di spedizione veloce di prodotti acquistati online è in effetti un business aperto nel quale attori di primo piano come Google ed Amazon potrebbero presto inserirsi.

Via | BufferBox Blog

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Lorenzo Breda Articolo scritto da

Studente di Informatica a Roma, si occupa di programmazione web sopratutto lato server, e di accessibilità del web. Utilizza e ama Debian GNU/Linux, e si interessa di fisica, fumetto, trekking e fotografia (gli ultimi due possibilmente abbinati). Collabora con Googlab da aprile 2012.

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