Google AdWords: Argomenti Vs Interessi

Di - 25 June 2012 - in

La scorsa settimana abbiamo visto nell’articolo “Aumentare il CTR nella Display di AdWords con gli Argomenti“, quanto siano importanti gli Argomenti.

Di fatto questi rappresentano soltanto una delle diverse sfaccettature che AdWords ci mette a disposizione per inquadrare un target specifico ed oggi vorrei concentrarmi sugli Interessi.
Con gli argomenti sappiamo infatti – come detto – che diciamo al sistema che i nostri annunci dovranno essere visualizzati solo in determinati siti web che contengano all’interno delle proprie pagine, o per la precisione, all’interno delle pagine che mostreranno i miei annunci, soltanto quegli argomenti che in qualche modo sono riconducibili all’oggetto del mio annuncio.
Quindi abbiamo fatto l’esempio di un annuncio dedicato alla vendita di auto usate, mostrato all’interno di un portale che parla di auto.

Bene. Fin qui tutto semplice.
Ora però cerchiamo di andare sul più complesso, tirando in ballo gli interessi. Cioè, più precisamente, gli interessi del nostro utente tipo. In pratica non vogliamo più dire al sistema di mostrare i nostri annunci nei siti che parlano di auto, ma diciamo al sistema che vogliamo mostrare i nostri annunci a quei navigatori potenzialmente interessati alle auto, anche se stanno navigando in un sito che parla (ad esempio) di sport.

Dal contenuto, all’utente
Questa è una sofisticata tattica di profilatura. In pratica si sposta l’attenzione dal contenuto, all’utente. Non è cosa da poco. Ripeto: il vincolo non risiede nel testo, ma nella motivazione del navigatore.

Il sistema di scrematura per il CTR è lo stesso e quindi rimando all’articolo precedente, ma alla base di tutto è necessario capire in che modo Google comprende l’interesse del visitatore. Assicuriamoci cioè che il nostro intervento tattico (la profilatura), diventi in effetti potenzialmente strategico. Il nostro obiettivo non è aggiudicarci piccole vittorie, ma mettere sotto scacco (bonariamente) il nostro cliente potenziale.

E dunque bisogna fare un salto in AdSense… di fatto, quando un utente visita il sito web di un partner AdSense, Google ovviamente ne analizza i contenuti. Quindi registra gli argomenti. Dopodiché analizza i visitatori e la frequenza con la quale visitano determinati argomenti. A questo si possono aggiungere le informazioni concesse ai social network (come sesso ed età) e visite effettuate verso altri siti web.

Facciamo un esempio in concreto e prendiamo l’ormai rodato esempio del concessionario di auto usate. Il mio obiettivo è di suscitare interesse (appunto) verso quell’utente che nei giorni scorsi ha manifestato una propensione alla consultazione di siti web legati al mondo delle auto – magari proprio usate. Il mio obiettivo è dunque quello di mostrare le mie inserzioni pubblicitarie – banner, video, annunci testuali … – intercettando l’utente non solo nei siti web dove è manifesto l’argomento, ma anche in tutti gli altri siti che raccogliendo comunque le inserzioni AdWords, l’utente consulterà nella giornata (facendo attenzione a non creare oppressione, ma per questo vi sono i filtri delle impostazioni AdWords).

Argomenti o Interessi?
Ma quando è meglio usare l’interesse piuttosto che l’argomento? Per la risposta torniamo alla definizione di opt-in / opt-out. Di fatto con l’argomento siamo più nella sfera dell’opt-in, mostriamo cioè un contenuto esterno al sito che anche se non richiesto, si sposa concretamente col contenuto della pagina che l’utente sta consultando.

Con gli interessi siamo invece totalmente nella opt-out, cioè mostriamo un contenuto quasi sicuramente esterno al contesto del sito che lo ospita. Quindi l’interesse è utile in due ambiti: per fare una buona politica di Brand Awareness e per ottenere conversioni da utenti altamente motivati.

In sostanza per concludere ed in due parole, l’interesse nasce dalla consultazione frequente di argomenti. Come detto: l’argomento è nel sito, l’interesse è nell’utente.

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Andrea "Blubit" Testa Articolo scritto da

Andrea "Blubit" Testa lavora come consulente per la pubblicità online dal 1993 e si è specializzato nelle campagne SEM dalle prime piattaforme di keyword advertising in pay-per-clic. E' Top Contributor di Google AdWords dal 2010.

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