Google AdWords: arrivano i benchmark per la rete Display

Di - 17 June 2013 - in
Post image for Google AdWords: arrivano i benchmark per la rete Display

Nella community di AdWords arrivano molte domande, del resto è la natura della Community stessa, così come è natura di Engeene, fornire nel modo più esaustivo possibile la risposta agli interrogativi secolari che riguardano le più svariate questioni di tecnologia e non solo. Ci sono però nella pletora di domande, due realtà sempiterne: “Non vedo il mio annuncio” e “Quali sono i benchmark che devo seguire“.
Se nel primo caso, il motivo o meglio i motivi per i quali un annuncio AdWords non risulta visibile, possono essere svelati dopo un’analisi congiunta col cliente, nel caso dei benchmark, di fatto la risposta è molto spesso più che soggettiva.

Uno di questi nodi da sciogliere riguarda spesso il CTR, con la relativa questione legata a quale sia un CTR dal quale partire per porre le basi di una buona campagna. Io dico sempre almeno il 3%, sopratutto considerando che nel CTR in PPC, concorre sempre tutta la serie di elementi del SERP, dall’organica alle mappe, alle immagini, eccetera.
Se un dato del genere è però opinabile per sua natura, perché ogni categoria ha i suoi CTR sulla base della genericità delle sue parole chiave, è ancor più vero che stabilire un CTR per la rete Display è quasi di chimerica natura. Spesso serviva la Sfinge.
Ma cosa è precisamente un benchmark? Il benchmark è di fatto un riferimento per una misurazione, una sorta di asticella immaginaria sopra la quale bisogna saltare per entrare nell’eccellenza. Più si sta sopra, meglio sarà il rendimento della campagna. Starne sotto vuol dire concorrere a fare media al negativo.
Parliamo in termini sportivi. Supponiamo che in un campionato di Serie A, storicamente servano (mediamente) 40 punti per non retrocedere. Ecco , il benchmark di permenenza in Seria A sarà quindi 40.
Oggi è DoubleClick che risponde in modo prepotente a questo annoso quesito. E mette a disposizione lo strumento “Display Benchmarks“.
Questo strumento consente di effettuare una misurazione media sulla base di 4 filtri primari:

  • Paese
  • Tipologia di attività (argomento)
  • Grandezza del banner
  • Tipo di banner

Non sempre purtroppo, uscendo dal Wonderland degli USA, questo strumento mette a disposizione tutti i dati, o meglio selezionando Italia di fatto i parametri restituiscono spesso risultati “N/A” non disponibili, ma poter comunque analizzare gli stessi dati sul mercato “All Countries” o “USA” è sicuramente interessante.

I parametri che il sistema di benchmarking restituisce sono svariati e tutti interessanti, chiaro è che la golosità del pannello è sopratutto legata al CTR. Pur ricordando che si tratta di una media, sapere che possiamo ritenerci soddisfatti con una percentuale di click dello 0,15%, su una base dello 0,17% sugli Standard Media (immagini e Flash) è davvero un punto di partenza per andare in modo approfondito in cerca di performance.

Chiaro è – come sempre – che la “gara” si consuma sulle conversioni, ma sapere intanto cosa aspettarsi dalla selvaggia visualizzazione dei nostri banner, porterà sicuramente a campagne più oculate e produttive.

Leave a Reply

Andrea "Blubit" Testa Articolo scritto da

Andrea "Blubit" Testa lavora come consulente per la pubblicità online dal 1993 e si è specializzato nelle campagne SEM dalle prime piattaforme di keyword advertising in pay-per-clic. E' Top Contributor di Google AdWords dal 2010.

Contatta l'autore

Previous post:

Next post: