Google aggiunge il supporto a Sandy/Ivy Bridge per Coreboot

Di - 21 May 2012 - in

Coreboot è un BIOS libero, estremamente leggero ed efficiente, che permette di caricare il sistema operativo molto rapidamente e che punta a sostituire i BIOS proprietari, spesso malfatti e poco manutenuti, su una grande quantità di architetture.

Alcune settimane fa, Google ha aggiunto a Coreboot il supporto ai chipset Coguar Point e Panther Point, che montano le ultime architetture per CPU della Intel, rispettivamente Sandy Bridge e Ivy Bridge. Le due tecnologie, molto simili (la seconda è un’estensione della prima), sono lo stato dell’arte nel campo dei processori per PC.

Inoltre, sempre da parte di Google, è stato aggiunto il supporto per la tecnologia Turbo Boost dei chipset Intel.

Ora è quindi possibile sfruttare i vantaggi di questo ottimo BIOS anche su schede madri che montano queste tecnologie, nonostante la Intel non abbia reso Open Source, per i nuovi chipset, l’MRC, il codice di programma per l’inizializzazione della memoria.

Le motivazioni dietro a questo importante dono alla comunità del software libero sono legate alla volontà da parte di Google di utilizzare Coreboot per l’hardware delle macchine su cui far girare ChromeOS. Tale scelta permetterà a Google di realizzare sistemi dall’avvio estremamente rapido (2-3 secondi) e di poter adattare perfettamente il BIOS alle esigenze del sistema operativo.

Tutto ciò avviene mentre AMD collabora strettamente con Coreboot, mantenendolo costantemente aggiornato alle proprie architetture e fornendo per esse una documentazione molto dettagliata. Con l’apporto di Google, quindi, Coreboot si trova ad essere un software davvero molto completo.

Questo rapporto di scambio tra Google e la comunità del software libero continua a giovare molto ad entrambe le parti. Speriamo che, spinti anche dall’utilizzo che ne fa Google, sempre piú assemblatori di PC decidano di montare Coreboot sulle loro macchine. Nonostante la completezza e l’efficienza che tale BIOS dimostra, infatti, la sua diffusione nei computer preassemblati è davvero scarsa.

Via | Phoronix

Leave a Reply

Lorenzo Breda Articolo scritto da

Studente di Informatica a Roma, si occupa di programmazione web sopratutto lato server, e di accessibilità del web. Utilizza e ama Debian GNU/Linux, e si interessa di fisica, fumetto, trekking e fotografia (gli ultimi due possibilmente abbinati). Collabora con Googlab da aprile 2012.

Contatta l'autore

Previous post:

Next post: