Google Apps III: le obiezioni alla tecnologia cloud – Parte B

Di - 4 July 2012 - in

Proseguendo la serie di articoli incentrati sulle Google Apps, vorrei portare avanti l’approfondimento sulle obiezioni alla tecnologia cloud. Oggi, in particolare, vorrei parlare dei due grandi antagonisti sulla scena IT: Google Apps e Office 365.
Prima di scendere nei dettagli vorrei chiarire che affronterò due temi: il primo tecnologico, il secondo maggiormente legato alle due suite citate.

La tecnologia cloud

Perché parlare, ancora, di tecnologia? Per il fatto che, malgrado gli annunci pubblicitari, di Microsoft e dei partner, il prodotto Office 365 non è una soluzione del tutto cloud, essendo molto più vicino al paradigma dell’outsourcing: sottoscrivere un contratto 365 comporta l’accesso ad un’istanza di Microsoft Exchange dedicata ai nostri account.

L’hosting, il backup, l’aggiornamento di questo sistema sono tutte operazioni di cui si fa carico Microsoft stessa. Google invece non vi dedica una “sezione” indipendente del suo prodotto ma, come molti altri vendor prima di lei, Salesforce in primis, mette a disposizione dei suoi clienti un’unica piattaforma avvalendosi della tecnologia multi-tenant.

Le differenze sono forse poco percettibili per i non addetti ai lavori: di sicuro l’allestimento di una struttura come quella di Google è molto più complesso tuttavia ci mette al riparo da perdite di dati, garantendo al contempo l’accesso alla versione sempre più aggiornata delle applicazioni.
Se, per qualche motivo, le Apps avessero un problema e non fossero disponibili, tutti gli utenti (di tutte le aziende, Google compresa) sarebbero coinvolti, con evidenti ripercussioni e tempi di intervento.

Se invece l’istanza nel cloud di Microsoft andasse incontro ad avaria, saremmo solo noi ad essere fermi (ma questo significa anche che le nostre informazioni sono ragionevolmente ridondate su alcune macchine e solo su quelle, non sull’intera cloud).

I prodotti cloud per le aziende: Office 365 e Google Apps

Il listino dell’azienda di Redmond mette in campo 3 versioni (tralasciando il pacchetto che comprende solo la posta elettronica) rispettivamente da 5.25€ (massimo 50 utenti), 7.25€ e 19€ tutte account/mese.  

Google invece eroga un solo contratto a 40€ account/anno che raddoppiano qualora si acquisti anche l’archiviazione illimitata dei messaggi (Google Vault).

Il listino di Office 365, fonte Microsoft

Come mai ci troviamo di fronte a questa differenza di prezzo in primis e, in secondo luogo, perché Office 365 si differenzia così tanto nella sua offerta?

La risposta, come è possibile vedere dalle tariffe, è legata al software fornito: le versioni più costose includono Office Professional (o un suo sotto-pacchetto).

Microsoft, che ha il suo core business nella vendita di licenze, siano esse di sistemi operativi, suite di produzione individuale o software per le imprese, non abbandona il modello che l’ha resa grande negli anni ma lo incentiva prendendosi onere, con la sua proposta cloud, dell’hosting dei suoi applicativi server side che fino a qualche tempo fa erano allestiti direttamente in house dai propri clienti.

Le mie considerazioni personali mi portano a credere che il top della Office-Exchange Experience sia raggiungibile dall’utilizzo combinato del pacchetto Office con la soluzione; il web (la produttività mediante browser) ed alcuni device mobili sono supportati, ma non sono le vie maestre tracciate nel design del prodotto.

Se da un lato Google afferma che solo il 20% (e forse meno) di una base utenti fruisce del 80% delle funzionalità presenti in un software (e quindi l’ 80% ne usa solo il 20%), Microsoft risponde dicendo che utenti diversi hanno bisogni differenti. Sono perfettamente d’accordo con Microsoft, se non fosse che non è possibile, nel suo modello contrattuale, acquistare Office solo per un sotto-insieme della popolazione utenti.

Google non si presenta con alcun client, sebbene se ne possano utilizzare molti, essendo consapevole, e dichiarandolo apertamente, che la massima fruizione della sua piattaforma avvenga mediante un qualunque browser moderno. I vantaggi delle Apps sono rappresentati, in primo luogo, dalla collaborazione e dal valore aggiunto delle applicazioni oltre Gmail.

I punti deboli della soluzione sono invece rappresentati da una meno scontata integrazione del cloud con sistemi aziendali e, in seconda battuta, dal cambiamento che viene introdotto: far pensare alla posta come un prodotto completamente web e scollegato da un software locale può rappresentare un serio problema in organizzazioni di grosse dimensioni e/o con personale abituato ad altre modalità di lavoro.

Molte obiezioni sono state mosse contro le Apps e Google ad esempio:

  • Nel 2011 Google ha fatturato 36 miliardi di dollari vendendo informazioni sugli utenti come te [fonte: Fairsearch – PDF]
  • I cambiamenti alla politica sulla privacy di Google rendono più difficile per gli utenti mantenere il controllo delle loro informazioni personali [fonte: Microsoft]
  • Google sta cambiando la politica sulla privacy per aumentare il valore dei dati raccolti per gli inserzionisti [fonte: Microsoft]
  • Google legge le tue email [fonte: Microsoft]
  • L’approccio di Microsoft alla privacy è migliore di quello di Google [fonte: Microsoft]

Queste dichiarazioni, molto pesanti, hanno ricevuto una risposta molto secca e completa dal management di Google stessa come riportato in un post ufficiale dello scorso Febbraio.

Volendo tralasciare gli aspetti prettamente legali, spero di aver fornito, a partire da informazioni ufficiali e non confutabili, la mia linea di pensiero su questi due prodotti.
Il software 100% cloud based è ancora lontano dall’essere accettato e capito fino in fondo ed il mio approccio, malgrado gli sforzi, ha potuto toccare solo alcuni aspetti di questo fresco ed interessante mondo tecnologico.

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Andrea Testa Articolo scritto da

Laureato in Comunicazione Digitale, curioso ed affascinato dall'informatica, specialista Google Apps. Sviluppatore software, ama tutto ciò che si manifesta sotto forma di intelligenza, tecnica ed innovazione, come il web e l'open source.

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