Google Apps Script aiuta a scegliere i nomi della lune di Plutone

Di - 11 April 2013 - in
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Parlare di astronomia evoca scoperte affascinanti e immagini spettacolari, non comitati e burocrazia. Ma l’International Astronomical Union (IAU), l’organizzazione internazionale degli astronomi professionisti, svolge anche importanti compiti amministrativi e di codifica del sapere astronomico, come stabilire ufficialmente i nomi dei corpi celesti. Recentemente questa attività dietro le quinte della scienza ha suscitato un tale interesse, che si è reso necessario ricorrere all’aiuto dei prodotti Google.

I gruppi di lavoro normativo dell’IAU salirono alla ribalta nel 2006, quando una clamorosa votazione della sua assemblea generale decise di declassare Plutone definendolo un pianeta nano e non più un pianeta. L’interesse per Plutone si è riacceso all’inizio del 2013 per un’iniziativa che, seguendo i criteri di nomenclatura IAU, ha affidato al crowdsourcing la scelta dei nomi da proporre per due nuove lune di questo corpo celeste.

Due nuove lune

Lanciata nel 2006, la sonda spaziale automatica New Horizons della NASA è in viaggio verso il lontano Plutone che raggiungerà nel 2015. Lo osserverà durante un passaggio ravvicinato iniziando la sua missione di esplorazione scientifica delle regioni esterne del Sistema Solare.

Eventuali concentrazioni di polvere intorno a Plutone, vicino a cui New Horizons volerà a grande velocità, costituirebbero un pericolo per la sonda a causa dei rischi di impatto. Nel 2011 l’astronomo Mark Showalter inizò una campagna di ricerca di sistemi di anelli di polvere, simili a quelli di Saturno, per assistere il team di New Horizons nel pianificare la rotta evitando zone pericolose.

Le osservazioni di Showalter, condotte con il telescopio spaziale Hubble nel 2011 e 2012, non rivelarono strutture ad anello. Consentirono però la scoperta di due nuove lune di Plutone, denominate provvisoriamente S/2011 (134340) 1 e S/2012 (134340) 1 o anche P4 e P5, secondo i criteri di nomenclatura IAU.

Le proposte per i nomi

I nomi definitivi delle nuove lune di Plutone saranno decisi dall’IAU, che valuterà le proposte ricevute dando la priorità a quelle dello scopritore. Secondo quanto richiesto dall’IAU, in questo caso i nomi devono appartenere a divinità o figure mitologiche classiche collegate e subordinate a Plutone, Ade nel mondo greco, che presiedeva il regno degli inferi.

Showalter ricevette subito numerosi suggerimenti dai colleghi scienziati. L’interesse gli sembrò così alto che decise di coinvolgere il pubblico dei non specialisti. lanciando nel febbraio del 2013 una campagna online di crowdsourcing per la scelta dei nomi.

Il sito Pluto Rocks! attivato per la campagna e gestito dal SETI Institute, l’istituzione scientifica di Showalter, includeva form per proporre e votare una selezione di nomi da proporre all’IAU. Consapevole delle difficoltà di sostenere il traffico atteso, Showalter e il SETI Institute chiesero aiuto a Google con cui esisteva una consolidata collaborazione.

Il ruolo di Apps Script

La soluzione utilizzata era basata su Google Forms e Google Sheets con un’applicazione Java per controllare i duplicati, eliminare i nomi non appropriati e mantenere i conteggi delle preferenze. Il carico del sito iniziò presto a raggiungere diversi voti al secondo mettendo in difficoltà l’applicazione Java, che riusciva a fatica a scaricare e conteggiare i dati mentre arrivavano.

L’iniziativa cominciò a subire il peso del suo successo, soprattutto quando i numerosissimi e attivi appassionati di Star Trek sostennero in massa il nome Vulcano proposto da William Shatner per una delle nuove lune. Nel 1976 i fan della serie di fantascienza erano già stati protagonisti della scelta di un nome in ambito spaziale, convincendo la NASA e le autorità americane a chiamare Enterprise lo Space Shuttle usato nei voli di test nell’atmosfera.

Si rese necessario riscrivere il sistema di Pluto Rocks! in Apps Script, il linguaggio di scripting della suite di produttività di Drive e altre applicazioni Google, versatile e più adatto a reggere il carico computazionale. Un’elaborazione che con Java richiedeva alcune decine di minuti, con Apps Script veniva invece eseguita in pochi secondi perché solo i risultati dovevano essere trasferiti dai server.

Alla chiusura della campagna di voto il sistema aveva raccolto oltre 30.000 proposte di nomi per P4 e P5 e 450.324 voti. Non sorprenderà sapere che il nome più popolare è risultato Vulcano, con 174.062 voti, seguito da Cerbero con 99.432.

Showalter si è basato sui risultati del sondaggio per presentare la proposta formale per i nomi delle lune da lui scoperte. La decisione finale dell’IAU, che dovrebbe arrivare entro pochi mesi, aggiungerà nuove figure mitologiche del regno dell’oltretomba al sistema di Plutone oltre a quelle associate alle lune già note Caronte, Idra e Notte.

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Paolo vive a Milano dove si occupa di divulgazione e didattica dell'astronomia e dello spazio. Per le sue attività informatiche ha scelto Linux, Android e i prodotti Google, che segue e approfondisce.

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