[Google] Brevetto per il riconoscimento degli edifici

Di - 9 March 2012 - in
Osservare il comportamento delle grandi aziende, quelle di elettronica e IT in primis, per quanto riguarda la registrazione di brevetti, permette di dare uno sguardo su quello che il futuro potrebbe riservarci. Dico potrebbe perché è pratica diffusa, da parte delle grandi corporazioni, quella di brevettare sistemi derivati da idee, per evitare che altre aziende lo facciano per prime.

L’ultimo brevetto di Google però sembra avere molto senso in relazione a ciò che l’azienda sta facendo nel campo della geolocalizzazione e anche del social networking.
Il brevetto nr. 8.131.118, assegnato il 6 marzo scorso, recità così:

Systems and methods are disclosed for determining the location where an image was captured. In general, a device such as a smartphone may capture one or more images from a location, such as images of buildings, street signs and the like, and a central system may compare the submitted images to images in an image library to identify matches. The location of the match may then be provided back to the smartphone.

In pratica si tratta di un sistema attraverso il quale un utente può fotografare, attraverso il proprio smartphone, un edificio o un elemento distintivo del paesaggio, effettuare l’upload dell’immagine che verrà analizzata dai server di Google, i quali la confronteranno con un database esistente e ritorneranno al client (il dispositivo dell’utente) informazioni sull’edificio e la sua localizzazione su Google Maps.

Un sistema come questo è certamente un valido aiuto al posizionamento GPS ma si integra anche perfettamente, per esempio utilizzato attraverso Goggles, con Places per le valutazioni dei luoghi e con Google+ per le condivisioni molto più a livello di social networking.
Sicuramente il lavoro che Google ha fatto (e sta tuttora facendo) con Street View, pone l’azienda in una posizione di vantaggio per poter sfruttare al meglio una tecnologia di questo tipo.

Via | Engadget

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Gabriele Visconti Articolo scritto da

Editor in Chief per Engeene. Appassionato di Linux, FOSS, videogame e, da poco, di cucina. Parla quattro lingue ed ama leggere libri in lingua inglese.

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