Google compra Waze!

Di - 12 June 2013 - in
Google compra Waze!

Quella di oggi è, per certi aspetti, una giornata memorabile nel panorama delle mappe online e della navigazione satellitare in auto, e non può dubitarsi che questa sia una delle acquisizioni più importanti per Google.

L’acquisto di Waze sarà ricordato per lungo tempo poiché, pur disponendo del proprio sistema di mappe online, pur fornendo ad Android un software di navigazione satellitare, pur permettendo (da poco) la correzione delle mappe da parte degli utenti, Google adesso ha in mano un’azienda che fa tutto questo, lo fa nettamente meglio e lo fa grazie all’appassionata partecipazione dei membri della sua comunità.

Waze è un software che nasce da una piccola (o ex-piccola) startup (o ex-startup) israeliana che ha messo in piedi un’infrastruttura per il mapping senza pretendere un centesimo dagli utilizzatori della propria applicazione; infatti, chi usa Waze sa benissimo che persino la possibilità di partecipare al forum o quella di usare l’editor online delle mappe sono interamente gratuite. Dunque Waze dal nulla ha messo in piedi un incredibile sistema con il contributo quotidiano di quasi 50 milioni di utenti sparsi per il mondo.

La vasta base di utenti che Waze ha formato ha reso l’azienda appetibile per diversi colossi tecnologici nei mesi passati. Inizialmente si vociferava di un interesse nutrito da Facebook in quanto l’applicazione mobile consente da sempre di condividere segnalazioni e messaggi su Facebook e, da tempi più recenti, di associare il proprio account con le credenziali usate su Facebook. Dopo Instagram, Facebook avrebbe perfettamente potuto acquisire l’azienda ma non l’ha fatto, commettendo uno degli errori più clamorosi nella propria storia di management – l’intuito imprenditoriale in Facebook latita un po’, considerato lo scarso ritorno in termini di utenti e di denaro dopo l’acquisizione di Instagram decisa dal solo Zuckerberg in un week-end.

Dopo un po’ è spuntato anche il nome di Apple, reduce dall’arcinoto e clamoroso flop di Apple Maps. Acquistando Waze a Cupertino avrebbero potuto recuperare un po’ dell’immagine perduta a causa della propria applicazione per mappe ma, inspiegabilmente, l’affare non è andato in porto.

Infine si è iniziato a vociferare dell’interesse di Google ma sono stati molti gli analisti a giudicare che quello fosse solo un rumour, una voce di corridoio o, peggio, una bufala. Le premesse per considerare quella voce destituita di ogni fondamento c’erano tutte: in molti si sono chiesti perché mai Google avrebbe nutrito dell’interesse per Waze essendo già proprietaria del servizio di mappe online più conosciuto e usato al mondo? Evidentemente non si è tenuto nella dovuta considerazione il fatto che, per quanto funzionali, alle mappe di Google mancano alcune caratteristiche che, al contrario, rendono Waze unico nel suo genere.

In Engeene se ne parlò già alcuni mesi fa: Waze è un social GPS, un navigatore satellitare che pone la navigazione e la socialità sullo stesso piano; Waze è l’unico che consente di inviare o ricevere segnalazioni a / da altri utenti del software e, con ciò, si crea quotidianamente un sistema informativo che opera in tempo reale e rende preistorico qualsiasi servizio radiofonico sulle condizioni della viabilità.

Waze, inoltre, permette anche ai propri utenti di organizzarsi in gruppi per seguire lo stesso percorso oppure di pianificare un percorso che consideri gli indirizzi dei propri amici, così da passare a prenderli lungo la strada.

Nemmeno Waze, però, è perfetto e in alcuni aspetti presenta più lacune di Google Maps Navigation, pertanto la nuova stella nell’universo di Mountain View dovrebbe dar vita ad uno scambio di tecnologie fra le due piattaforme, così come le conosciamo.

Il comunicato stampa è chiaro: Waze continuerà a lavorare in Israele e il suo software resterà indipendente. Almeno per ora, ci sentiamo di aggiungere.

Se è vero che per adesso Waze e Google Maps continueranno a vivere da separati in casa, è altrettanto vero che verrà un giorno in cui i due servizi si integreranno a vicenda per ricevere l’uno il meglio dell’altro. Proviamo a fare alcune ipotesi.

1) Waze potrebbe guadagnare un calcolo dei percorsi migliore
E’ una delle maggiori lamentele mosse nei confronti dal software israeliano:  i suoi calcoli producono spesso percorsi discreti ma difficilmente buoni o esenti da errori. A molti capita, infatti, di seguire il percorso calcolato e poi accorgersi che in realtà ne esisteva uno più diretto e veloce (o più breve). In questo Google Maps Navigation può dare lezioni a chiunque poiché è difficile che indichi un percorso non adeguato o sbagliato in radice.

2) Waze attualmente non può calcolare percorsi più lunghi di 1.000 KM.
Chi vuole usare Waze per andare all’estero s’imbatte spesso in questa limitazione ed è costretto a calcolare un nuovo percorso dopo i primi 1.000 KM. Si tratta di una limitazione tecnica poiché il calcolo del percorso avviene sui server, quindi, per non sovraccaricarli, l’azienda ha stabilito questo limite. Se Waze iniziasse ad usare i datacenter di Google, la limitazione sparirebbe di colpo poiché Google Maps Navigator già può calcolare percorsi di lunghezza nettamente superiore.

3) Waze è completamente online.
Oltre che per ricevere/inviare segnalazioni, Waze deve sempre restare connesso per poter accedere alle mappe. Il navigatore di Google Maps, invece, da quasi due anni permette di salvare le mappe offline per poter guidare anche laddove non c’è copertura dati per lo smartphone. Sarebbe interessante se Waze integrasse questa feature.

4) Google Maps non possiede la comunità di editor di mappe di Waze.
La possibilità di editare mappe in Google Maps è recente e non è neanche stata estesa a tutti i paesi nel mondo. Acquisendo Waze ovvierebbe immediatamente e la stessa userbase di Waze si allargherebbe a ricomprendere quella di Maps.

5) Google Maps potrebbe riportare le segnalazioni stradali e i prezzi dei carburanti con aggiornamenti in tempo reale.
Anche in questo caso sarebbe Google ad assorbire un pezzo di tecnologia specifica di Waze e si andrebbe a sistemare, così, l’imprecisione delle segnalazioni sulle condizioni del traffico che Maps oggi tenta di fornire ma non sempre ci riesce con precisione. Ipoteticamente, effetti benefici potrebbero aversi anche nella funzione di Google Now che indica il tempo necessario per raggiungere un indirizzo preferito dal luogo in cui ci si trova. Ancora: i dati raccolti dalla rete di Waze potrebbero apparire come schede in Google Now per informare all’istante di eventuali disagi nelle zone circostanti quella in cui ci si trova.

6) Google Maps non ha l’elemento social.
Google ci ha provato prima con Latitude e poi integrando Latitude in Google Now ma non riesce ancora a raggiungere i livelli di interazione sociale cui è giunto Waze – probabilmente perché nessuno ha mai compreso la necessità di far sapere ai propri amici la propria posizione attuale.

Tutte queste sono solo congetture e non è detto che un giorno possano realmente realizzarsi ma, comunque, resta il fatto che Waze e Google Maps sembrano destinate inesorabilmente a “fondersi” l’uno con l’altro, a prescindere dalla circostanza che rimangano applicazioni indipendenti o meno.

Siamo al cospetto, quindi, di un’acquisizione che vale interamente il prezzo sborsato da Google (si parla di qualcosa come un miliardo e trecento milioni di dollari) e che molto probabilmente ci darà un servizio che – qualora non lo fosse ancora – diverrà certamente un must have.

Fonte: Google Official Blog

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Matteo Luigi Riso Articolo scritto da

Avvocato, programmatore, geek tutto in uno. Una passione smodata per la tecnologia e l’informatica, avido utilizzatore di Google e Android. La sua missione è divulgare e far comprendere la tecnologia e gli aspetti ad essa connessi.

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