Google e i sensori sparsi per l’I/O

Di - 22 May 2013 - in
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Uno dei campi piú interessanti dell’informatica, all’interno della grande famiglia delle tecniche di interazione tra l’uomo e le macchine, è quello della raccolta e dell’analisi di dati ambientali, che può poi servire sia per reagire nell’immediato tramite la modifica automatica dell’ambiente (interessante soprattutto in domotica ed arte), sia per studiare il modo in cui le persone interagiscono con l’ambiente per riprogettarlo.

Quando l’ambiente che si vuole analizzare diventa grande però, le cose si fanno molto complesse. Serve una rete di sensori, e soprattutto un’infrastruttura adatta ad elaborare molti dati il più velocemente possibile.

Google ha voluto mettere alla prova la sua piattaforma cloud, realizzando proprio una vasta rete di sensori ambientali di diverso tipo, e mostrando in tempo reale i dati raccolti. Nell’esperimento è stato coinvolto l’O’Reilly Data Sensing Lab, che ha realizzato sensori di temperatura, umidità, pressione, luce, qualità dell’aria, moto, inquinamento acustico e inquinamento elettromagnetico, basati sul diffusissimo controller Arduino, collegati in una rete a maglie tramite il protocollo ZigBee (un protocollo per reti wireless a bassa potenza) e controllati da un’infrastruttura DeviceCloud di Etherios.

I dati raccolti dai sensori sono stati poi assiemati ed analizzati con le tecnologie di Google: App Engine Datastore e Cloud Endpoints per la raccolta dati, ComputeEngine per l’analisi e la lavorazione attraverso linguaggi statistici e strumenti come R e Hadoop e Big Query, per la correlazione degli enormi dataset generati. La visualizzazione finale dei risultati è stata poi realizzata con web app su App Engine, e trasmessa in tempo reale su monitor sparsi nel Moscone Center di San Francisco, dove si è svolto il Google I/O, grazie al lavoro del team DevRel di Google Maps.

I dati saranno presto resi pubblici ed Open Source, assieme alle specifiche di tutta l’infrastruttura che è stata necessaria per raccoglierli. Sarà un contributo molto importante ed utile per chi ha bisogno di realizzare sistemi simili per progettare e ristrutturare ambienti, anche di dimensioni davvero grandi, che siano a misura d’uomo. E sarà una mole di dati interessantissima per chi si voglia divertire a svolgere analisi di qualunque genere ed esperimenti avendo a disposizione informazioni reali e di diverso tipo.

Amy Unruh sviluppatrice in Cloud Platform e Kim Cameron del team DevRel di Cloud Platform hanno tenuto un talk riguardo il software presente dietro la piattaforma, che riportiamo qui:

Via | Google Developers Blog

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Lorenzo Breda Articolo scritto da

Studente di Informatica a Roma, si occupa di programmazione web sopratutto lato server, e di accessibilità del web. Utilizza e ama Debian GNU/Linux, e si interessa di fisica, fumetto, trekking e fotografia (gli ultimi due possibilmente abbinati). Collabora con Googlab da aprile 2012.

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