Google e.. il computer di Star Trek

Di - 18 April 2013 - in
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Nonostante Google sia impegnata su più fronti, deve la sua popolarità alle ricerche online. Più volte nel corso degli anni è cambiato l’algoritmo che permette di trovare in un database, finito ma in costante espansione, proprio quel che l’utente sta cercando. Non è più necessario scrivere complesse relazioni tra le parole che si ricercano affinché si pervenga al risultato, anche se avere una certa dimestichezza con le ricerche e perfino con le logiche che si utilizzavano con gli archivi cartacei potrebbe tornare utile. Se si scrive una domanda all’interno del campo destinato alla ricerca, difficilmente si riceverà una risposta come avviene in una conversazione tra umani. Il motore di ricerca infatti presenterà una lista di risultati che sono affini o simili alle parole (parole chiave) che compongono il testo inserito.

Questo fino a poco tempo fa. Oggi giorno, con Google Now, è stato fatto un passo avanti nell’integrazione tra uomo e macchina. L’applicazione, realizzata espressamente per Android, permette di interagire al meglio con la potenza computazionale posseduta dal gigante di Mountain View. Punto di forza di Now è l’integrazione con Google Search che premette il riconoscimento vocale; basta dettare i termini da ricercare ed il gioco è fatto.

Resta il problema di ricercare l’intero argomento piuttosto che direttamente particolari qualità. Si pensi ad esempio di voler conoscere l’altezza di Tom Cruise. In una semplice conversazione con un fan dell’attore si riceverebbe una risposta semplice e concisa: 1 metro e 70 centimetri. Finora se si ricercava una risposta allo stesso quesito tramite bigG era necessario sfogliare l’intera scheda dell’attore e forse soltanto tra i segni distintivi si sarebbe trovata la statura. Ma grazie agli ingegneri di Google, è ora possibile trovare una risposta “più umana” alla domanda.

Come è possibile questo passo in avanti? Grazie al modo di pensare ad oggetti, utile nel mondo delle macchine. Si elabora un elemento (uomo) e vi si danno delle proprietà (peso, statura, numero di arti, ecc..), qualunque cosa sia riconducibile a quel particolare elemento dovrà, per forza di cose, avere le stesse proprietà anche se possiede parametri diversi. A Mountain View hanno elaborato un modello simile a questo che ha preso il nome di Knowledge Graph. Quando si effettua una ricerca, da app mobile o dal web, oltre ai caratteristici risultati sarà presentata una sorta di scheda riassuntiva con le proprietà salienti del personaggio o della cosa ricercata. Da questo sarà semplice estrarre l’informazione che più interessa all’utente (si ricordi l’altezza di Tom Cruise). Tale operazione al momento viene effettuata in automatico sia che si consulti Google da smartphone, con applicazione dedicata, sia direttamente dal web, attraverso tutti i browser.

Questo passo in avanti deve comunque fronteggiare la complessità della natura umana, nonostante l’immensa conoscenza posseduta dai server di Google, si stima ci siano circa il 16% di ricerche completamente nuove ogni giorno. Significa che si devono monitorare sempre i nuovi risultati affinché niente venga tralasciato. In futuro, quando si raggiungerà un livello tale di conoscenza da ridurre questo gap quotidiano, o quantomeno predirlo efficacemente, si avranno gli strumenti adeguati per realizzare un super computer molto simile a quello di alcuni film di fantascienza. Si pensi al capitano Kirk (o ai capitani successivi di Star Trek) che dialoga con il computer di bordo dell’Enterprise; in questo caso l’interazione avviene impartendo dei comandi vocali mentre la macchina risponde con fare umano. Potrebbe sembrare che Google sia intenzionata a costruire questo tipo di elaboratore. Infatti è proprio questo l’obbiettivo.

Durante diverse interviste realizzate dal giornalista Farhad Manjoo ad Amit Singhal, capo delle ricerche online di Google, veniva più volte menzionato il comportamento della macchina presente nel film di fantascienza. Ciò che non sapeva il giornalista era l’intento: non era una semplice metafora di cosa riservava il futuro bensì un risultato da ottenere, il modello preso ad esempio. A Mountain View non scherzano quindi e, tra i tanti progetti visionari che diventeranno realtà, si trova proprio la realizzazione di un computer, o entità artificiale, in grado di interagire in modo semplice e simil-umano con tutti gli utenti. Sebbene Now ed il Knowledge Graph siano due dei passaggi necessari per la creazione di qualcosa in cui mai nessun motore di ricerca si è spinto prima, non è chiaro se ci sarà qualche altro progetto intermedio o si procederà spediti alla meta.

Ogni singolo, futuro, prodotto realizzato da bigG potrebbe nascondere una parte della nuova ossessione di Larry Page & soci. Attenzione però, così come è successo a Manjoo la verità potrebbe trovarsi proprio lì sotto al naso. D’altronde è noto che Mountain View è il covo delle menti più nerd al mondo, quindi un richiamo a Star Trek, o qualunque altra icona fantascientifica, poteva soltanto essere interpretato come un ispirazione e non il traguardo ultimo.

 

Fonte | Slate

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Emanuele Boncimino Articolo scritto da

Web designer, sviluppatore, tech specialist ed Android Guru: sono gli obiettivi
che vorrebbe raggiungere nel lungo termine. Mantiene un ottimo grado di
conoscenza del mondo racimolando news estere. Sempre alla ricerca di sfide che
possano nutrire la propria mente: Engeene è tra queste.

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