Google e la diffusione capillare di internet

Di - 23 May 2014 - in
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La notizia, anzi il rumor, che riportiamo oggi è interessante nella misura in cui ci aiuta a fare un ragionamento sull’idea di una visione di lungo termine di Google nei confronti del proprio mercato.

Il sito web The  Information riporta infatti la notizia di un piano di Google per fornire connettività WiFi alle piccole imprese del territorio americano.

Non si tratta in questo caso di connettività di qualità paragonabile a quella del progetto Google Fiber, quanto di un servizio che offre connettività di qualità paragonabile a quella dei competitor già sul mercato ma a prezzi molto più bassi.

Si tratta in questo caso di un nuovo tassello di quella che sta prendendo via via forma come una visione di lungo termine dell’azienda. Tale visione, degna di un gigante quale è Google, prevede l’allargamento del proprio mercato attraverso l’ampliamento della base di persone connesse alla rete. Si evidenzia in questo caso un legame diretto e lineare tra Google e la connettività, ovvero la presenza di persone che utilizzano il web e quindi consumano la pubblicità offerta da Google alle imprese. Questo legame esprime anche un bisogno, se si pensa che la maggior parte del fatturato di Google proviene tuttora dalla vendita di pubblicità (il 91% nel 2013 http://investor.google.com/financial/tables.html).

Fatturato di Google diviso per comparti.

Fatturato di Google diviso per comparti.

Essenzialmente quindi Google continua ad investire, e parecchio, per lo sforzo di garantire una crescita continua in questo comparto nei prossimi anni.

È interessante vedere come Google lavori contemporaneamente su piani diversi che concorrono, tutti insieme, ad un medesimo risultato.

Da un lato abbiamo investimenti volti a migliorare l’infrastruttura della banda larga in zone urbane. Stiamo parlando ovviamente del progetto Google Fiber che, in questi ultimi due anni, sta pian piano espandendosi per fornire connettività di qualità elevata ad una selezione di sobborghi cittadini americani. In questo caso il focus è rendere disponibile l’accesso a contenuti che necessitano di un’infrastruttura più efficiente ed efficace. Stiamo parlando ad esempio di streaming di video ad alta risoluzione ma anche, più banalmente, all’utilizzo di servizi cloud come Google Drive. È sufficiente che pensiate alla fattibilità di archiviare una certa quantità di file pesanti in un tempo ragionevole e vi rendete conto delle attuali limitazioni di utilizzo del cloud come piattaforma di storage. In questo caso sembra quasi che Google voglia anche mostrare i muscoli nei confronti delle compagnie di fornitura di servizi di telecomunicazione.

Come è noto, il modello economico di queste aziende si basa su modelli che prevedono da un lato vaste economie di scala e dall’altro il monopolio o comunque un ristretto oligopolio. Tutto ciò rende poco accattivanti gli investimenti in zone poco favorevoli dal punto di vista dell’urbanizzazione di massa o che presentano problematiche di carattere geografico. Contemporaneamente è anche una tendenza abbastanza nota quella dei maggiori investimenti sulla vendita di servizi di connettività, rispetto agli investimenti in tecnologia o in infrastrutture. Google invece, necessita per lo sviluppo del proprio business di una crescita delle prestazioni di accesso al web degli utenti, e di una diffusione dell’accesso più capillare. Google ha quindi la forza di agire da stimolo anche nei confronti delle grandi aziende che operano nel settore delle telecomunicazioni. Da ultimo, questo tipo di “scesa in campo” da parte di Google potrebbe anche avere la funzione di mettere al riparo la stessa dalle pressioni fatte dalle telco per regolamentare (a loro favore) l’operatività delle aziende del web (Google e non solo).

La fornitura di connettività WiFi alle piccole realtà economiche, gioca un ruolo nella stessa partita giocata da Google Fiber (non stupisce il fatto che l’articolo riporta la gestione di questa operazione proprio dal team di Fiber), portando connettività in modo capillare ad un settore economico che rappresenta fonte di vasti ricavi per Google.

Da ultimo citiamo il progetto Loon che, come abbiamo visto, ha una portata ancora più vasta in quanto si prefigge di fornire connettività in tutte quelle zone del mondo attualmente non servite o servite male dalle telco. Pensando alla struttura di questo progetto, salta subito alla mente l’idea di portare internet ai paesi poveri o in via di sviluppo. Tuttavia, proprio per come il progetto Loon è stato pensato, non è detto che lo scopo ultimo sia questo, quanto piuttosto quello di servire zone dei paesi industrializzati servite male (sempre per le problematiche esposte sopra relativamente alle telco). Pensiamo, ad esempio, ai centri storici di certe cittadine italiane, dove avere un doppino di rame risalente agli anni cinquanta e mezzo mangiato dai topi è già una bella fortuna.

La cosa interessante sarà vedere come si muoverà Google nei prossimi cinque anni. I progetti e gli interessi dell’azienda relativamente alla connettività e alle prestazioni del web sono molteplici (non abbiamo parlato ad esempio dei diversi algoritmi di ottimizzazione del rendering delle pagine web nel browser come SPDYPageSpeed o la compressione dei dati in Chrome per Android) e noi non mancheremo di osservare gli sviluppi in questo senso e discuterne sulle pagine di Engeene.

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Gabriele Visconti Articolo scritto da

Editor in Chief per Engeene.
Appassionato di Linux, FOSS, videogame e, da poco, di cucina. Parla quattro lingue ed ama leggere libri in lingua inglese.

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