Google (e non solo) nel mirino della Guardia di Finanza

Di - 28 November 2012 - in

Gli uomini della Guardia di Finanza hanno effettuato quello che tecnicamente viene definito “accesso agli atti amministrativi” negli uffici italiani di Google a Milano. Non si tratta di una perquisizione vera e propria ma soltanto di un mero controllo di routine che, tuttavia, è riconducibile alla battaglia contro la presunta elusione fiscale nel territorio dell’Unione Europea da parte di alcune grosse aziende americane.

Promotori di questa epica battaglia sono i commissari europei Michel Barnier e Algirdas Semeta i quali, raccogliendo tanto alcune raccomandazioni dell’OCSE quanto le pressioni provenienti da più paesi europei, stanno agendo per far sì che emergano le eventuali irregolarità fiscali nei conti dei colossi americani della tecnologia. Secondo i commissari, infatti, Apple, Google, Amazon e Facebook pagherebbero centinaia di volte in meno di quanto dovrebbero realmente versare nelle casse degli stati dell’Unione Europea. Tale sospetto è alimentato soprattutto dalla circostanza che tutte queste aziende abbiano fissato la sede per le operazioni finanziarie in Irlanda, laddove hanno potuto beneficiare di regimi fiscali agevolati nonostante la loro attività non rimanga confinata in quello Stato ma si estenda a tutte le zone dell’area denominata EMEA (Europe, Middle East, Africa).

In Italia la sede di Google ha la forma giuridica di una società a responsabilità limitata e ciò è (o sarebbe) giustificato dal fatto che si tratta di una piccola sede con pochi impiegati, la cui attività è solitamente limitata al marketing, alle consulenze e all’esecuzione degli ordini provenienti dall’Irlanda. Dunque la Guardia di Finanza deve stabilire se il sospetto che a Milano si svolga attività commerciale sia un sospetto fondato o meno. Nel primo caso, allora, la situazione potrebbe complicarsi ed entrerebbe in gioco la magistratura che ordinerebbe, in primis, una vera e propria perquisizione per stabilire se vi sia stata l’elusione della normativa fiscale nazionale e in quale misura.

Come accennato, già in passato diversi stati europei hanno alzato la voce contro Google e le altre aziende USA e, fra tutte, la Francia riveste il ruolo del capocordata con una richiesta di regolarizzazione fiscale chiesta da Sarkozy al termine del proprio mandato, e da Hollande immediatamente dopo l’elezione, quasi a voler sostenere la pretesa economica avanzata dal predecessore. La ragione di questa continuità è facilmente comprensibile: è stato calcolato che Google Francia avrebbe evaso tasse per un ammontare pari a 500 milioni di euro l’anno, vale a dire una somma complessiva di 20 miliardi di euro che farebbero felice il ragioniere generale di qualsiasi nazione in un periodo di crisi come questo.

Fonte: Linkiesta

Leave a Reply

Matteo Luigi Riso Articolo scritto da

Avvocato, programmatore, geek tutto in uno. Una passione smodata per la tecnologia e l’informatica, avido utilizzatore di Google e Android. La sua missione è divulgare e far comprendere la tecnologia e gli aspetti ad essa connessi.

Contatta l'autore

Previous post:

Next post: