Google e Ubuntu: una relazione profonda

Di - 31 May 2012 - in

Sono già passate più di due settimane dal termine dell’Ubuntu Developer Summit, ma ancora se ne sente parlare intensamente. Ciò che è più importante, per noi, è quello che è stato detto da Google nel corso dell’evento. Sì, perchè anche il colosso di Mountain View ha partecipato a questo importante evento, dimostrando ancora una volta l’importanza del legame che lo unisce a Canonical, la società che supporta Ubuntu: la distribuzione GNU/Linux più utilizzata al mondo.

Sicuramente non tutti sanno che allo sviluppo di Ubuntu ha contribuito, seppur indirettamente, anche Google. Già dal 2005, infatti, quando è stata rilasciata la distribuzione sudafricana, i laboratori di Mountain View si sono attivati per modificarla e realizzarne una derivata, chiamata Goobuntu. Alcune delle modifiche apportate da Google, poi, sono state integrate anche nella distribuzione ufficiale. Allo stato attuale, negli uffici di Google è possibile trovare diverse varianti di Ubuntu, tra le quali, naturalmente, Goobuntu.

A portare lo stendardo di Google all’Ubuntu Developer Summit è stato Thomas Bushnell, uno sviluppatore di Google, che come prima cosa ha affermato che “Precise spacca”, riferendosi a Ubuntu 12.04 LTS Precise Pangolin. Bushnell ha anche comunicato che, come prevedibile, Google effettua gli aggiornamenti di Ubuntu ad ogni LTS (Long Term Support) e che questi possono richiedere fino a quattro mesi per essere completati, oltre ad essere piuttosto costosi, poichè un semplice reboot o un piccolo cambiamento possono causare una perdita di milioni di dollari.

Altra curiosità è che gli impiegati di Google preferiscono utilizzare l’ambiente grafico KDE invece di Unity che viene visto come un ambiente troppo per consumatori finali e poco per professionisti e sviluppatori.

 Le sorprese non finiscono qui. Bushnell, per la felicità di tutti gli utenti Ubuntu, ha confermato che presto sarà disponibile una versione di Google Drive per Linux.
Di seguito vi lasciamo al video completo dell’intervento di Google al UDS.

Via | Slashdot

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Mattia Migliorini Articolo scritto da

Studente di informatica presso l'Università di Padova, web designer, amante di Linux e dell'open source in generale. Membro di Ubuntu e di 2viLUG, da gennaio 2012 è collaboratore di Engeene.

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