Google ed il futuro indossabile

Di - 13 December 2012 - in
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Un domani non troppo lontano, il nostro modo di vestire sarà diverso, molto diverso. La cosa non avrà a che fare con la moda, ma con le tecnologie che molte compagnie stanno testando e sviluppando proprio adesso. Noi oggi daremo uno sguardo a cosa ci riserverà Google grazie al suo X Lab supervisionato da Sergey Brin

Google Glass

Ormai conosciamo bene i Google Glass, gli occhiali a realtà aumentata (anche se ancora hanno solamente le “semplici” funzioni di uno smartphone) presentati ufficialmente da Google durante l’evento I/O 2012.

I futuristici occhiali made in Google hanno tutte le potenzialità per diventare un must have tecnologico. Presentati come dispositivo per realtà aumentata tramite un futuristico video promo, ad oggi effettivamente non hanno tutte le caratteristiche per esserlo, anche se le potenzialità sono enormi e l’obiettivo finale è proprio quello.

A dire la verità i Glass non sono dei veri e propri occhiali, ciò che interessa principalmente questa tecnologia è il vetrino posto davanti ad una delle lenti dei “possibili occhiali” nel quale verrà mostrato il contenuto multimediale, sia esso una notifica, delle indicazioni stradali o qualunque altra cosa ci riserveranno in futuro. Sembra che al momento il dispositivo non viva di “vita propria”, nel senso che per funzionare deve essere associato ad uno smartphone android, del resto non ci sembra presente nessuno slot per una sim e molti altri fattori (riscaldamento batteria per uso del 3G/4G) potrebbero far pensare che tale rimarrà l’uso dei Glass.

Se c’è una cosa che Google ha imparato dalle mille guerre legali create da Apple sui brevetti, è quella di correre ai ripari prima e proprio con i Glass sembra si sia presa questa direzione, infatti troviamo alcuni brevetti “particolari” con i quali Google ha intenzione di proteggere il suo nuovo gioiellino. Ecco vediamo quindi spuntare un brevetto per il design, il quale va a difendere la proprio non scontatissima idea; un brevetto sul noise bridge, il quale dovrebbe essere fatto con un liquido controllabile elettricamente, in modo da adattarlo a qualsiasi forma di naso e memorizzarla tramite l’apposito touchpad; alcuni brevetti sulle gestures, i quali dovrebbero funzionare attraverso degli appositi anelli o particolari tatuaggi “invisibili”, utilizzati come markers.

Diciamo che di “movimento” attorno a questo nuovo device ce n’è tanto, quindi non è solo un “giocattolo da mostrare”, ma ben presto diventerà un oggetto di uso comune. Intanto per il primo hands on dobbiamo aspettare la versione Explorer che sarà recapitata a chi l’ha prenotata durante l’evento estivo. Speriamo di poter carpire quante più notizie possibili dai fortunati (e spendaccioni) utilizzatori.

Smart Watch

Un nuovo brevetto intercettato da poco e relativo ad un altro “accessorio di moda” è quello relativo al Google Smart Watch, un “orologio intelligente” con alcune funzioni particolari. Esso dovrebbe permette di ricevere delle notifiche tramite lo smarthphone per tenerci sempre aggiornati, senza dover tenere in mano quest’ultimo (un po’ come alcuni prototipi già visti in giro, Pebble ne è un esempio) ed interagire con esso tramite il display touchscreen.

Ma le sue funzioni non finiscono qua, infatti quest’orologio, dovrebbe essere dotato di un secondo display “rialzabile” che permetterebbe di usufruire di realtà aumentata. Al momento non ci è permesso di sapere altro, nemmeno quando Google è intenzionata a pubblicizzarlo, né tanto meno metterlo in commercio.

Smart Gloves

L’ultimo brevetto che vi presenteremo oggi riguarda dei “guanti”, i Google Smart Gloves. No, non è quello che pensate.

Questi fantomatici guanti dovrebbero essere dotati di tutti i sensori disponibili oggi su smartphone di fascia medio-alta (fotocamera, giroscopio, accelerometro etc), per permettervi, grazie a delle gestures, di farvi sentire come se foste all’interno di Minority Report.

Ovviamente il vero scopo non è quello :)

L’intento invece dovrebbe essere quello di permettervi di interagire con il mondo circostante grazie a dei semplici movimenti come per esempio puntare un dito su un oggetto per scoprirne le caratteristiche.

Probabilmente l’idea finale è quella di farli collaborare con i Google Glass, in modo da offrire una sorta di device di input per i primi. C’è anche da dire, sempre a riguardo ai Glass, che questi guanti potrebbero anche integrare (forse l’idea è nata dopo) il brevetto sui markers, estendendone quindi l’idea.

Che dire, sicuramente un tris vincente di dispositivi, soprattutto se fatti lavorare insieme. Sicuramente Google non è l’unica a puntare su questo tipo di futuro, infatti, come abbiamo visto recentemente, anche altri grandi nomi (Microsoft per dirne uno) hanno iniziato a lavorare su tecnologia indossabile, soprattutto dopo la presentazione dei Google Glass.

Ci ritroveremo domani ad essere ricoperti di tecnologia dalla testa ai piedi?

Google Suite in a Google Suit…

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Sebastiano Greco Articolo scritto da

Sistemista per lavoro, programmatore per passione, ormai da qualche anno va avanti a pane e Google.

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