[Google] Eric Schmidt torchiato dall’Antitrust americana

Di - 23 September 2011 - in

Mercoledì 21 settembre 2011 Eric Schmidt, attuale Presidente di Google, si è presentato davanti alla commissione Antitrust del Senato degli Stati Uniti d’America per rispondere ad accuse circa il presunto comportamento anti competitivo dell’azienda.
Facciamo il punto.

Google sta attualmente combattendo battaglie su molti fronti, contro nemici sempre più numerosi mano a mano che l’azienda si espande.
Abbiamo spesso citato o discusso di cause legate allo sfruttamento di tecnologie ma, in questo caso, il tema si fa più complesso, in quanto si parla della natura stessa di Google.

Una serie di aziende, consociatesi in un’organizzazione chiamata FairSearch.org, lotta da tempo per fare in modo che la posizione dominante di Google nell’ambito search venga ridimensionata.
Poco sorprende vedere che tra le aziende che fanno parte di FairSearch.org ci siano nomi come Microsoft, Trip Advisor, Kayak ed Expedia.
Microsoft a parte, la maggior parte delle aziende di FairSearch.org si sentono chiaramente minacciate nel loro core business da parte del gigante del search.
Ma c’è di più.

Buona parte dell’audizione al Senato verteva sulle accuse, rivolte sempre da FairSearch.org, secondo cui Google truccherebbe i risultati della ricerca per favorire da un lato i propri risultati a discapito di quelli di altri.
Esempi concreti di questo genere sono stati addotti da parte di aziende come TripAdvisor, Expedia e Yelp che, dietro richiesta esplicita a Google di rimuovere i risultati, provenienti dai loro siti, da servizi come Places e Maps, si sono sentiti rispondere che ciò avrebbe comportato la rimozione degli stessi risultati anche dalla search.
Detta così sembrerebbe una chiara minaccia, cosa che al Senato degli Stati Uniti non è affatto piaciuto.
Ad ogni modo qualcosa si deve già essere mosso in passato perché verso la fine di luglio di quest’anno sono spariti i risultati di terze parti da Places.
Eric Schmidt si è dovuto difendere ripetutamente e su molti fronti. Tuttavia, a quanto pare, la posizione di Google non si è certo rafforzata in seguito a questa audizione.
Purtroppo Google fa sempre più paura nella misura in cui la sua crescita sembra non avere mai fine.
I detrattori di Google puntano in questo caso il dito alla search e ai rischi (o certezze) di abuso di posizione dominante.
Tuttavia secondo me questo punto di vista è riduttivo e partigiano (in quanto è l’aspetto in particolare che minaccia gli affari dei membri di FairSearch.org) poiché sono gli stessi fondamenti alla base di Google a fare paura.

Google ha dimostrato negli anni di sapere scalare ad un ritmo impressionante, attraverso innovazione continua e riscuotendo successo crescente tra gli utenti.
Proprio quest’ultimo fatto è secondo me l’aspetto che irrita maggiormente i concorrenti di Google.
L’azienda di Mountain View è stata in grado di costruire un impero fornendo agli utenti servizi utilissimi e addirittura, in alcuni casi, rivoluzionari (la search, Maps, Earth, Docs, Gmail, ecc..)  senza far pagare un centesimo.
Qualcuno disse una volta che “Linux è un cancro”, e credo che quella stessa persona pensi la stessa cosa di Google e sempre per le stesse motivazioni.
Google, come Linux, ha saputo dimostrare (e lo ha fatto tramite apoteosi) che è possibile prosperare nel sistema economico attuale soddisfando ad un tempo le aspettative degli azionisti e restituendo alla società (e parliamo dell’umanità intera) almeno tanto quanto ha prelevato.

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Gabriele Visconti Articolo scritto da

Editor in Chief per Engeene. Appassionato di Linux, FOSS, videogame e, da poco, di cucina. Parla quattro lingue ed ama leggere libri in lingua inglese.

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